M2M, quali regole? Agcom si interroga: ecco i nodi aperti

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3 Novembre 2015

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Antonio Nicita, Agcom

Il modello di connettività alla base dei servizi Internet of Things presenta caratteristiche alquanto diverse rispetto a quelle relativo alle tradizionali applicazioni di trasmissione dati. Ciò in quanto esprimono esigenze differenti riconducibili a due caratteristiche peculiari: da un lato una connessione sempre disponibile e, dall’altro, una connessione ‘ubiqua’.

La natura globale dei servizi, principalmente basati sull’utilizzo della rete mobile, richiede la predisposizione di offerte di connettività che non si limitano ai confini nazionali. Ciò ha portato alla costituzione di alleanze tra operatori mobili nazionali al fine di rispondere alla richiesta di connettività globale ma che, al tempo stesso, hanno portato allo sviluppo di soluzioni proprietarie non interoperabili, con dispersione di investimenti e concentrazione sui (pochi) grandi operatori TLC.

In questo contesto emergono potenziali rischi di market preemption e technology lock-in e comportare difficoltà di entrata nel mercato per gli operatori più deboli nella competizione globale, specie per i numerosi operatori italiani.

A tal fine l’Agcom ha istituito il “Comitato permanente per lo sviluppo dei servizi di comunicazione Machine To Machine« (delibera n. 459/15/CONS del 28 luglio 2015) .

Si tratta di gruppo di lavoro multilaterale con funzioni consultive, aperto alla partecipazione di tutti i principali soggetti interessati (pubblici e privati), che ha l’obiettivo di approfondire ed individuare le eventuali opzioni regolamentari, in coerenza con le iniziative promosse a livello europeo ed internazionale per favorire lo sviluppo dei servizi M2M, attraverso l’incontro e lo scambio di competenze e di conoscenze dei soggetti operanti nel settore delle comunicazioni elettroniche e nei c.d. settori verticali.

Tra i casi specifici che saranno oggetto di attenzione vi è ad esempio il cosiddetto permanent roaming, ossia la presenza stanziale in Italia di dispositivi con numero mobile estero (e.g. gas metering nel quale la connettività èrealizzata da operatore italiano, ma utilizzando SIM straniere) che viene impiegato per beneficiare di una migliore copertura (consente infatti di sfruttare le stazioni radio di tutti gli operatori nazionali) e per beneficiare di prezzi massimi wholesale previsti dal Regolamento comunitario sul roaming internazionale. La tecnologia del roaming consente anche di assicurare una maggiore disponibilità di rete (in caso di disservizio). Il regolamento comunitario sul roaming internazionale è stato tuttavia pensato per l’uso tipico dei consumatori che viaggiano all’estero e quindi per un uso temporaneo. Si rende quindi opportuna l’individuazione di soluzioni alternative al permanent roaming in grado di ridurre l’incidenza di comportamenti opportunistici, creando un level playing field tra tutti gli operatori nazionali.

Un altro tema di approfondimento riguarderà le politiche di assegnazione dello spettro radio finalizzate ad assicurare la sostenibilità economica dei business case M2M, caratterizzati da bassi valori di redditività per singolo dispositivo connesso.

L’attuale diffusione di applicazioni M2M con moduli 2G/GSM, dovuta essenzialmente a questioni economiche (il modulo 2G costa 10$, quello 3G 20$ e quello 4G/LTE 30-40 $), può rappresentare un potenziale problema per il futuro spegnimento della rete GSM. Ma, in generale, anche nella prospettive del 5G occorre pensare a una politica strategica dello spettro, anche basata su tecniche di condivisione.

Con riferimento poi alle questioni della sicurezza e della privacy è utile evidenziare che i clienti di un servizio M2M sono spesso all’oscuro del fatto che propri dati personali possono essere raccolti/diffusi da/ad altri soggetti. Esiste inoltre un problema di sicurezza dei protocolli utilizzati per trasmettere/memorizzare i dati personali.

Il framework regolamentare può risultare inadeguato per gestire il cambio del fornitore di connettività. Infatti, le attuali procedure di number portability disciplinano il singolo mercato nazionale (e quindi gli operatori di nazionali), mentre il servizio di connettività «globale» M2M è spesso realizzato con SIM di operatori esteri.

Al fine di sviluppare il coordinamento dell’attività regolamentare, l‘Agcom ha sottoscritto un accordo di collaborazione con l’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) e ha partecipato alle consultazione pubblica avviata dall‘AEEGSI in tema di Smart Distribution System e Smart Metering,attraverso la condivisione di alcune considerazioni sugli aspetti regolamentari.

Senza dubbio si tratta quindi di un tema di crescente interesse e che sempre più dovrà caratterizzare , con approccio sistemico, l’attività dei regolatori interessati.