Norme e governance: i nodi dell'epayment sul tavolo di CantieriPA - FPA

Norme e governance: i nodi dell’epayment sul tavolo di CantieriPA

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Il 7 settembre il primo degli incontri in programma del Cantiere Pagamenti digitali di FPA. Un confronto ampio e aperto in cui i rappresentanti del mondo pubblico hanno dettato l’agenda dei lavori, da qui a dicembre. Cad, normativa europea e campagne di informazione rivolte ai cittadini: questi alcuni dei primi temi emersi e che nei prossimi mesi verranno sistematizzati in un documento da portare al decisore politico

20 Settembre 2016

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Eleonora Bove, FPA

Quando effettuiamo un pagamento di un servizio all’interno di un’organizzazione complessa questo ha effetti che non si esaurisco nella mera transazione, digitale o meno, ma si ripercuote su tutta una serie di processi interni. Progettare quindi servizi includendo tra gli strumenti di pagamento quelli alternativi al contante, richiede uno studio chiaro di quali siano gli obiettivi da conseguire e il target da raggiungere.

Diremmo una considerazione quasi scontata, se non banale, ma non abbiamo fatto i conti con la complessità della nostra pubblica amministrazione, dove spesso non si ha polso dei progetti da realizzare e degli interventi da programmare. Il tavolo di lavoro sui pagamenti digitali, che si inserisce all’interno del progetto Cantieri della PA digitale voluto e realizzato da FPA, si è riunito all’inizio di settembre proprio per avviare un confronto tra i principali rappresentanti del mondo pubblico, aderenti a PagoPA o impegnati nella realizzazione di piattaforme di pagamento, per permettere uno scambio di esperienze e considerazioni che portino alla stesura di un documento di advocay da sottoporre al decisore politico.

I lavori si sono aperti con una dettagliata presentazione di Roberto Garavaglia, coordinatore del tavolo di lavoro, in cui sono stati sintetizzati alcuni dei servizi innovativi abilitati dalla PSD2, basati sull’Accesso ai Conti di Pagamento (XS2A). Tra questi il servizio di Payment Initiation, prestabile da TPP (Third Party Payment Services Provider) che, a trasposizione della nuova direttiva sui servizi di pagamento, agiranno come Istituti di Pagamento. Questi nuovi soggetti potranno ampliare lo spettro dei PSP in accordo quadro con AgID. Gli incontri successivi promettono di approfondire anche altri aspetti del Payment Initiation: effettiva opportunità di offerta al cittadino, facilità di integrazione con PagoPA, economics sottostanti.

Al legislatore il compito di dare linee guida, non regole tecniche che invece è compito demandato ad AgID e in merito al quale ci si è chiesto anche come poter applicare nel modo corretto quanto previsto dal CAD, in merito all’ Interchange Fee Regulation (regolamento UE 2015/751 che, insieme alla PSD2, costituisce il c.d. “Payment Legislative Package”).

In questo quadro emerge anche l’esigenza di un maggiore coinvolgimento del cittadino, che va “informato ed educato” sulle potenzialità degli strumenti digitali. Lo abbiamo scritto più volte, gli italiani non riescono a dire addio al contante, c’è ancora molta poca conoscenza e dimestichezza con l’utilizzo di strumenti di pagamenti digitali. Una paura di fondo di essere, in qualche modo, vittima di frodi o di costi eccessivi di servizio. Il contante è sempre più sicuro e, soprattutto, non tracciabile.

Bisogna quindi alimentare la conoscenza di questi nuovi strumenti attraverso un processo informativo programmato a livello centrale, pensato con il coinvolgimento di tutti gli stakeholder. La PA può essere volano per lo sviluppo dei pagamenti digitali, ma senza aver chiari gli obiettivi non è possibile pensare a degli investimenti e azioni che, migliorando l’efficienza, possono generare risparmi.