PagoPA? Utopia, se la cultura digitale degli enti è un disastro

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L’efficienza del Nodo dei pagamenti non può prescindere da un alto livello di cultura digitale, grazie al quale
sia gli utenti finali sia coloro che operano quotidianamente negli uffici della
PA possono comprendere l’effettiva importanza del processo e il suo ruolo di
semplificazione nel rapporto tra amministrazioni e cittadini

25 Gennaio 2016

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Gian Luca Comandini, Università La Sapienza di Roma

Gli ultimi mesi del 2015 hanno visto grandi aspettative per quanto riguarda i pagamenti digitali a favore della Pubblica Amministrazione e dei gestori di servizi di pubblica utilità.

Il superamento della scadenza del 31 dicembre 2015, data ultima per il perfezionamento dell’integrazione degli enti locali nel progetto dell’Agenzia Digitale per l’Italia, non ha certamente chiuso la discussione tecnica e critica in merito, che è anzi ricca di spunti utili. A tal proposito si può ragionare parlando anche dei limiti del sistema, peculiarità che devono essere considerate se si vuole perseguire l’efficienza.

L’adesione al Nodo dei Pagamenti è solo un passo formale. Per avere un polso migliore della situazione si dovrà aspettare il 31 dicembre 2016 data ultima entro la quale dovrà essere perfezionata a livello tecnico la transizione ai servizi digitali, il tutto in un’ottica di miglioramento dell’esperienza dell’utente (i prossimi 11 mesi saranno quindi un banco di prova decisivo per la Pubblica Amministrazione italiana).

L’ultimo obiettivo ricordato, che ricopre un ruolo di primaria importanza nella definizione della qualità del rapporto tra PA e cittadini, si scontra con una serie di criticità tecniche non indifferenti, legate soprattutto all’efficienza dei sistemi interni, aspetto che i singoli enti dovranno prendere necessariamente in considerazione per rispettare la già ricordata scadenza del 31 dicembre 2016, ufficializzata da un comunicato AgID diffuso lo scorso mese di settembre.

Il mercato italiano, per quanto riguarda la qualità della selezione dei partner tecnologici e dei singoli provider, è pronto da tempo a soddisfare le nuove richieste.

Il punto di domanda più grande riguarda come già specificato i sistemi interni alle singole organizzazioni che, allo stato attuale, peccano di una mancanza di uniformità che rende molto difficile la visione di un sistema unitario efficiente ed efficace, in grado di gestire tutti i processi di riconciliazione dei pagamenti in maniera rapida e completa.

Possiamo partire da qui per argomentare di un quadro abbastanza desolante riguardante gli uffici pubblici italiani. Come si può pensare di adottare a livello trasversale un sistema come pagoPA in un Paese che vede molti enti pubblici, soprattutto quelli locali, ancora molto indietro rispetto alla media europea per quanto concerne l’apertura generale al digitale e, soprattutto, il possesso delle giuste competenze per gestire e comprendere i processi?

Risale a pochi mesi fa l’indagine condotta da Enrst & Young in collaborazione con Glocus, studio che ha evidenziato come il nostro Paese sia al 25° posto per quanto riguarda l’adesione ai criteri dell’Agenda Digitale Europea e il livello di competenze digitali.

Esiste un rapporto tra il dato appena presentato e un servizio come pagoPA? Assolutamente sì, ed è anche molto stretto. L’efficienza del Nodo dei pagamenti non può infatti prescindere da un alto livello di cultura digitale, grazie al quale sia gli utenti finali sia coloro che operano quotidianamente negli uffici della PA possono comprendere l’effettiva importanza del processo e il suo ruolo di semplificazione nel rapporto tra amministrazioni e cittadini.

I limiti dei pagamenti digitali nella PA sono quindi da considerare soprattutto a livello di ricettività della singole strutture locali. Questa criticità si può superare?

La risposta a questa domanda è affermativa e a mio avviso risiede nell’attenzione a due aspetti, ossia la formazione continua e un’ottica iniziale di work in progress (un ottimo esempio al proposito è il Comune di Reggio Emilia, che ha iniziato con l’integrazione delle opzioni di pagamento digitale per i servizi erogati dalle società partecipate del Comune).

La transizione verso una gestione totalmente digitale dei pagamenti nella Pubblica Amministrazione è possibile. Per fare in modo che il processo vada a buon fine è necessario mettere in primo piano l’importanza dell’alfabetizzazione digitale, punto di riferimento cardine per poter parlare di salto di qualità nel rapporto tra PA e cittadini e, soprattutto, nel livello dei servizi.