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Porre obiettivi nelle Regioni: l’unico modo per innovare e creare valore pubblico

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Prima di acquistare nuove tecnologie e aumentare le competenze interne, la PA deve condividere gli obiettivi. Solo in questo modo gli Enti possono collaborare e creare valore pubblico.

3 Luglio 2019

C

Maurizio Costa

Content Officer FPA

Se si parla di innovazione, le prime azioni che balzano alla mente riguardano l’acquisto di nuove tecnologie o l’implementazione delle competenze di cittadini e lavoratori. C’è bisogno di migrare online un servizio pubblico? Bene, acquistiamo un software e insegniamo alle persone a utilizzarlo. Dobbiamo migliorare la sostenibilità di una città? Perfetto, rendiamo intelligente l’illuminazione pubblica e passiamo alle lampadine a led.

Per innovare e creare valore pubblico, però, non basta solo questo: se tanti Comuni portano avanti progetti disallineati tra loro perseguendo obiettivi differenti, a livello regionale ci sarà grande disomogeneità. Alcune città saranno più avanzate di altre e l’Ente-Regione dovrà fronteggiare forti disparità tra Comuni dello stesso territorio. Questa situazione non può fare altro che aumentare il digital divide e, allo stesso tempo, diminuire la qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Durante FORUM PA 2019, Gianni Dominici, direttore di FPA, ha intervistato Valeria Fascione, Assessora all’Internazionalizzazione, Startup – Innovazione della Regione Campania, proprio per parlare di questo. La Campania è la terza Regione in Italia per popolazione, con quasi sei milioni di abitanti, e la prima per densità abitativa. Parliamo, dunque, di un territorio molto particolare, che però sta cercando di innovare sensibilmente i servizi offerti ai propri cittadini.

Una visione comune

“Il primo ruolo di una pubblica amministrazione come una Regione è quello di creare una visione comune” esordisce Fascione. Bisogna avere degli obiettivi comuni fin dall’inizio, dunque, che possano riunire protagonisti differenti: dalle università alle startup, dalle PMI alle pubbliche amministrazioni.

“Dopo la vision iniziale, bisogna avere degli strumenti che permettano di raggiungere questi obiettivi” continua l’Assessora, “per creare valore sul territorio, con efficienza, crescita economica e opportunità lavorative”. Con un progetto del genere, la ricaduta positiva sulla società non include solamente i cittadini, ma anche le imprese.

Qual è il ruolo delle Regioni?

“L’ente regionale ha il ruolo di soggetto aggregatore verso gli enti locali nel processo di raccordo con i cittadini” risponde Fascione. Non solo, però, un ruolo di aggregazione, ma anche di diretto contatto con i cittadini: nel campo della Sanità, ad esempio, le Regioni hanno un compito fondamentale per quello che riguarda il bilancio e la qualità dei servizi. La Regione (entro i propri limiti) ha anche il ruolo di coordinare le attività dei vari Comuni del territorio, cercando così di recuperare quella vision che dovrebbero condividere tutte la amministrazioni locali.

Quali competenze nella PA?

Una volta instradato il progetto e inquadrati gli obiettivi necessari al raggiungimento del risultato, bisogna guardare comunque alle competenze di lavoratori e cittadini. Introdurre innovazioni che nessuno sa usare o implementare è pressoché inutile.

All’interno della PA non ci sono ancora le competenze necessarie al cambiamento, secondo Valeria Fascione. “Il che non vuol dire che la PA non si stia attrezzando per averne e stare al passo con i tempi”. La Regione Campania, ad esempio, sta cercando di implementare le competenze dei cittadini, partendo dai più giovani: “A Napoli abbiamo creato il più importante hub per le competenze digitali in Europa. È una scommessa che forma più di 1000 ragazzi l’anno” conclude Fascione.

Ascolta l’intervista in podcast

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