Le “supercar” dei Carabinieri.

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by Stefano Corso

Le automobili in dotazione alle forze dell’ordine sono sempre state delle supercar: il meglio della tecnologia e dei materiali concentrato in pochi metri di spazio e disposto in modo da consentire il miglior svolgimento possibile delle operazioni. L’Arma dei Carabinieri ha presentato a TechFOR, il Salone internazionale delle Tecnologie per le Forze dell’Ordine al servizio dei diritti e della cittadinanza, un’evoluzione di questa strumentazione di bordo: il sistema E.V.A.

10 Giugno 2008

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Tommaso Del Lungo

Articolo FPA
In diretta dagli Stand

by Stefano Corso

Le automobili in dotazione alle forze dell’ordine sono sempre state delle supercar: il meglio della tecnologia e dei materiali concentrato in pochi metri di spazio e disposto in modo da consentire il miglior svolgimento possibile delle operazioni. L’Arma dei Carabinieri ha presentato a TechFOR, il Salone internazionale delle Tecnologie per le Forze dell’Ordine al servizio dei diritti e della cittadinanza, un’evoluzione di questa strumentazione di bordo: il sistema E.V.A.

"E.V.A. – ci racconta il Capitano Francesco Morelli dell’Ufficio Pubblica Informazione – nasce come evoluzione naturale del sistema telematico "A.DA.MO" (Accesso DAti Mobile) che, attraverso un PC portatile dotato di collegamento wireless GPRS, consente agli equipaggi dei Nuclei e delle Aliquote Radiomobili (le gazzelle ndr) di accedere, senza passare dalla Centrale Operativa del Comando da cui dipendono, alla Banca Dati interforze del Ministero dell’Interno per consultare dati relativi ad autovetture, documenti e persone controllati nel corso dei servizi esterni".

E.V.A. sta, infatti, per automazione veicolare avanzata (Enhanced Vehicle Automation) ed in sostanza è un computer di bordo che unisce alle tradizionali funzioni di navigazione web e di cartografia, l’integrazione con le banche dati solitamente consultate dalle forze di pubblica sicurezza, da quella della motorizzazione a quelle anagrafiche o della centrale operativa. Il tutto agevolato da un comodo sistema di consultazione, sia tramite touchscreen che tramite accesso vocale (Voice_Matrix), che aumenta la rapidità delle operazioni e la sicurezza del personale e che rappresenta il vero cuore del dispositivo.
“Le difficoltà più grandi nella gestione dell’innovazione – continua Morelli – sono state incontrate nella scelta e nell’integrazione di componenti industriali per ottenere un sistema compatto, ma dotato di numerose funzionalità innovative, quali la connettività ad alta velocità ed il controllo vocale.“

Il sistema Voice_Matrix, infatti, lavorando come un "operatore virtuale" è in grado di interpretare il linguaggio naturale parlato e di identificare il comando ricevuto, attivando la relativa funzione.
Lo scopo è quello di ridurre al minimo l’utilizzo manuale delle funzioni software, con indubbi vantaggi dal punto di vista della tempestività di utilizzo e della sicurezza del personale.
Comandando da remoto il sistema, infatti, (il dispositivo si connette con un auricolare wireless) l’attenzione dell’operatore può essere completamente rivolta verso le proprie mansioni principali quali guida, assistenza negli incidenti o accertamento ed identificazioni di sospetti e, inoltre, viene garantita la massima libertà di movimento, lasciando libere entrambe le mani.

Le funzioni di comando vocale sono attivabili sia in movimento che da veicolo fermo e consentono di effettuare i tradizionali tipi di accertamento (targa, veicolo e persona).
Grazie ad un sistema di Text To Speech integrato, E.V.A. provvede a fornire vocalmente al militare impegnato nell’attività, le credenziali del mezzo o della persona controllata e, se richiesto, anche il grado di pericolosità sociale.
Il software di E.V.A., inoltre, consente di impartire ad una telecamera ad infrarossi, comandi per lo scatto di foto ad alta definizione o per la ripresa di filmati video, preziosi per la documentazione di azioni criminose o di infrazioni stradali.

Oltre a tutto ciò il controllo vocale è stato applicato anche ad alcune funzioni di controllo più classiche come: accendere o spegnere i fari, le luci di posizione, i lampeggianti, la sirena; bloccare o sbloccare le portiere e/o l’armamento di bordo e controllare l’NVCC, il sistema installato sul tetto della vettura per la segnalazione di emergenza che comprende dei lampeggianti, fari di profondità, un faro controllabile da radiocomando e il classico cartello per le scritte di attenzione (come per la nebbia o in caso di incidente) per invitare gli automobilisti a prestare maggiore attenzione.
Al termine del servizio, i militari posizionano EVA sulla cradle (base) in ufficio, consentendo al sistema di auto-aggiornarsi e scaricare i dati nei server centrali.

A TechFOR EVA è stato presentato come strumento per la sicurezza delle piccole comunità. Fino ad ora, infatti, le tecnologie più avanzate erano state previste esclusivamente nella dotazione delle autovetture dei Nuclei e delle "Aliquote Radiomobili", presenti nelle città più grandi. Il sistema E.V.A., invece, è stato studiato per l’installazione anche nelle FIAT Grandi Punto, autovetture in dotazione alle Stazioni Carabinieri, distribuite capillarmente su tutto il territorio nazionale.

 


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