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“Su internet tutti usano Facebook!” Falso: Eurisko svela i miti di internet

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Per comprendere, utilizzare e diffondere il vero potenziale nascosto delle nuove tecnologie è necessario disporre di teorie o metafore interpretative, tuttavia oggi non possediamo ancora un orizzonte teorico all’altezza dei nuovi ambienti digitali e spesso, nelle nostre considerazioni, ci facciamo trascinare da miti non completamente veri, o addirittura totalmente falsi.

10 Giugno 2009

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Redazione FORUM PA

Articolo FPA

Per comprendere, utilizzare e diffondere il vero potenziale nascosto delle nuove tecnologie è necessario disporre di teorie o metafore interpretative, tuttavia oggi non possediamo ancora un orizzonte teorico all’altezza dei nuovi ambienti digitali e spesso, nelle nostre considerazioni, ci facciamo trascinare da miti non completamente veri, o addirittura totalmente falsi. E’ da questa analisi che prende l’avvio la ricerca "Miti, Segreti e Tesori di Internet" condotta da GFK Eurisko per fare chiarezza su quale sia la percezione dei comunicatori su internet e sulle sue potenzialità in termini di marketing e pubblicità. 

In particolare i ricercatori Euriko concentrano la loro attenzione su una serie di “falsi miti” su cui è bene fare un po’ di chiarezza. 

1. “Internet è il mondo virtuale” FALSO

Internet è tutt’altro che virtuale, anzi, internet si usa per la vita quotidiana, il lavoro, lo studio, il tempo libero, la comunicazione, le vacanze…
Il più delle volte Internet si affianca, e si integra potenziandole, alle attività umane pre-esistenti ed è evidente, quindi, che internet è, tra i mass media, quello più aderente alla vita quotidiana delle persone, come dimostra il successo di Facebook.

2 “Ormai su Internet tutti… usano Facebook/ guardano le news / hanno chatting/ …” FALSO

La “concretezza” di Internet si esplica in una enorme varietà di forme. Molte sono le tecnologie, applicazioni, tematiche, processi e usi che vivono nella Rete. Liberamente utilizzabili da ciascuno, nei limiti delle proprie conoscenze ed esperienze. Studiare Internet in base al concetto di “utente medio” o “tipico” è un altro (comune) errore concettuale. Un altro “umanissimo” paradigma che porta fuori strada.
Tutti noi siamo abituati, infatti, a contesti esperienziali con molti meno “gradi di libertà” rispetto alla Rete. Ciò che possiamo fare con un televisore, una mozzarella o un’automobile è decisamente molto più definito e vincolato di quello che possiamo fare online. Internet in effetti non è un oggetto, meglio pensarlo come un insieme di strumenti, ancora meglio considerarlo uno “spazio digitale di possibilità”. Quello che emerge dall’indagine New Media Internet di GfK Eurisko è, invece, che, a parte la posta elettronica, il generico browsing, e il ricorso ai motori di ricerca, tutte le altre attività d’uso si sviluppano presso una minoranza di utenti.

3. “Chi controlla le informazioni in Internet ha potere” FALSO

Così come per costruire un edificio non bastano i materiali, ma è necessario disporre di un progetto, allo stesso tempo su internet a fare la differenza non sono tanto le informazioni, ma il modo in cui le si aggrega. Di fatto nessuno dei grandi standard di Internet (Google, Ebay, Youtube, Facebook, Amazon) è un produttore di contenuti. L’impressione è che le vere opportunità (quelle che producono margini di bilancio, o almeno quotazioni crescenti di borsa) si aprano per chi riesce a controllare il processo di intermediazione, scambio e valorizzazione delle relazioni tra informazioni e persone. Gli utenti internet cercano in realtà “soluzioni”, “esperienze”, “significati”. Spetta all’Offerta farsi carico dei bisogni e dei desideri del proprio Cliente. 

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