Una PA digitale e fatta di persone: la giornata di apertura di FORUM PA 2020

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Nella giornata di apertura di FORUM PA 2020 la Ministra per la PA Fabiana Dadone e la Ministra per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano hanno messo l’accento sul tema delle competenze dei dipendenti pubblici, sul reale impatto della digitalizzazione nella vita quotidiana e sulle lezioni che, in questo senso, ci ha lasciato il recente periodo di emergenza sanitaria. Vi riproponiamo i loro interventi, insieme al Key note speech di Luciano Floridi

6 Luglio 2020

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Michela Stentella

Content Manager FPA

Photo by Annie Spratt on Unsplash - https://unsplash.com/photos/2FPjlAyMQTA

Dalla giornata di apertura di FORUM PA 2020, vi proponiamo la registrazione degli interventi della Ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, e della Ministra per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano, e il Key note Speech di Luciano Floridi, Professor of Philosophy and Ethics of Information – University of Oxford.

Puntare sulle persone e proseguire il percorso di digitalizzazione sono due aspetti inscindibili per una Pa che voglia essere innovativa, resiliente e adatta a rispondere alle richieste di cittadini e imprese: due aspetti molto più legati di quanto si potrebbe pensare. È emerso in modo chiaro nella giornata di apertura di FORUM PA 2020, edizione digitale, in particolare con l’intervento della Ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, e della Ministra per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano. Entrambe, nei rispettivi interventi, hanno infatti messo l’accento sul tema delle competenze dei dipendenti pubblici, sul reale impatto della digitalizzazione nella vita quotidiana e sulle lezioni che, in questo senso, ci ha lasciato il recente periodo di emergenza sanitaria. Senza il digitale e senza le persone che lavorano nella PA e che hanno accettato la sfida di un nuovo modo di lavorare, il Paese durante il lockdown si sarebbe completamente bloccato: questo ormai è evidente a tutti. Ora dobbiamo quindi lavorare non solo per affrontare eventuali altri future emergenze, ma soprattutto per avere un Paese più competitivo quando saremo finalmente nella fase del cosiddetto “new normal”.

“La PA durante l’emergenza si è dimostrata coraggiosa, autocritica e fiera – ha sottolineato la Ministra Dadone – C’è stata una grande voglia di andare anche oltre limiti oggettivi come l’assenza di banda larga, ci siamo messi in gioco e abbiamo accettato la sfida della riorganizzazione in modalità di lavoro agile”.

Se vogliamo una PA all’altezza delle aspettative dobbiamo investire sulle persone che lavorano nella PA. “Ecco perché fin dalla legge di bilancio ho insistito per togliere il tetto di spesa alla formazione, imposto negli anni alla PA. Abbiamo poi portato avanti come funzione pubblica l’esperimento già avviato sulle competenze digitali, che si basa sul sistema del Syllabus e permette all’amministrazione di fare un assessment delle competenze e fare corsi di formazione per i dipendenti”. Infine, il tema centrale dei concorsi pubblici: “Dobbiamo avere molta lucidità nell’immettere nuovo personale, non possiamo permetterci di introdurre profili che non sono più adeguati rispetto alle esigenze dell’amministrazione di domani. Dobbiamo investire sulle soft skills e live skills, non valutare solo sulla base di competenze nozionistiche (che certamente sono indispensabili) ma anche sulla base di competenze trasversali”.

L’emergenza sanitaria è stata quindi anche l’occasione per introdurre molti elementi di rottura. Prima di tutto lo smart working. Una strada non facile, come ha sottolineato la Dadone, ma che va certamente proseguita nel post-emergenza: “Pochi giorni fa è passato alla Camera un emendamento che va nella direzione che vogliamo dare: da qui a fine anno mantenere in smart working il 50% dei lavoratori che svolgono attività che si prestano ad essere svolte in modalità agile e da gennaio arrivare al 60%, ma con l’onere di predisporre un Piano Organizzativo del Lavoro Agile. In tal modo vogliamo anche responsabilizzare i dirigenti, che devono individuare le attività che possono essere svolte da remoto e all’interno di queste portare in smart working il 60% dei lavoratori. Istituiamo inoltre un Osservatorio, per monitorare come si sviluppa lo smart working nella PA e fare eventualmente ulteriori interventi”.

Anche sul tema dei concorsi, la fase emergenziale ha portato a fare delle scelte e a velocizzare le procedure: dislocare i concorsi sui territori, invece di centralizzare le prove su Roma e
 informatizzare tutta la procedura concorsuale, dall’iscrizione online con SPID, fino alle prove concorsuali da svolgere esclusivamente su PC.

Il digitale ha quindi un impatto che non sempre è stato chiaro e che forse, con questa emergenza, è diventato finalmente visibile alla maggior parte delle persone. Gli strumenti digitali, infatti, non vengono adeguatamente valutati e valorizzati, come ha sottolineato la Ministra Paola Pisano: “È dagli anni 80 che la digitalizzazione e l’ICT incidono solo per il 5% sul PIL, questo significa che guardando solo al PIL la trasformazione digitale è come se non fosse mai avvenuta. Spesso questi servizi non si pagano, ma danno valore al cittadino. E visto che si guarda al PIL per prendere decisioni su come orientare il nostro Paese, queste decisioni sono offuscate dalla lettura di indicatori che non rispecchiano la realtà.”

“Noi come PA siamo l’azienda più grande d’italia – ha aggiunto la Ministra – abbiamo 3 milioni e 200mila dipendenti, impieghiamo il 14% della forza lavoro. Abbiamo una grande potenza di fuoco, ci occupiamo di una varietà incredibile di argomenti. La PA ha in mano le leve per guidare la trasformzaione anche digitale del paese. Come si fa? Inserendo servizi digitali e competenze all’interno del mercato”.

Ma quali competenze? Secondo la Ministra, non solo quelle che si acquisiscono nelle scuole e università, ma quelle che si imparano facendo esperienza all’interno delle aziende. Insomma la PA deve attrarre talenti, persone che hanno sviluppato servizi digitali nel mondo privato, servizi che se vogliono essere innovativi sono anche complessi e spesso incontrano resistente e ostacoli, come accaduto per la app Immuni. “Una resistenza – ha sottolineato la Ministra – dimostra che si sta andando verso un servizio nuovo, ovvio che poi bisogna spiegarne il valore: abbattimento dei costi, semplificazione per chi lavora nella PA e semplificazione per la vita di tutti i cittadini”

“Per la digitalizzazione della PA – ha concluso la ministra Pisano – dobbiamo definire principi guida chiari e forti”. Ecco quali:

  • LA RETE: la connettività deve essere per tutti, sicura e capace di sostenere i servizi che i cittadini ci chiedono. Non può più essere a macchia di leopardo
  • I SERVIZI. IL SERVIZIO DEVE ESSERE DIGITALE E DEVE ESSERE SUL CELLULARE: ecco perché abbiamo lanciato la app io su cui devono confluire tutti i servizi digitali che devono essere facili, accessibili, inclusivi e progettati in ottica europea. La digitalizzazione non ha confini, alcune cose devono avere un’ottica internazionale. Così abbiamo sviluppato immuni che può essere usata in tutta europa
  • PAGAMENTI SOLO DIGITALI
  • SPID Dobbiamo usare SPID per accedere a tutti i servizi della PA
  • CLOUD FIRST, fondamentale perché rende i servizi più efficienti, scalabili e sicuri
  • OPEN SOURCE per tutti i servizi, anche immuni è sviluppata in open source in modo che gli altri paesi possano partire dal nostro codice per sviluppare magari altre applicazioni
  • I DATI, che ci permettono di capire davvero la realtà, andando oltre la percezione e il sentito dire. La prima cosa da fare in un momento di emergenza è organizzare i nostri dati. Con la pandemia è diventato evidente a tutti: con i dati abbiamo capito che il covid si stava diffondendo a livello mondiale e che le misure avevano un effetto. Il dato è un bene comune che serve allo stato per orientare le proprie politiche e serve ai cittadini per avere servizi più semplice. Ovviamente i dati vanno interconnessi, solo così si riescono a fare politiche che guardano alla totalità dei fenomeni

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