System Page
L’importanza del cittadino per il network NET-EUCEN.
Il progetto NET-EUCEN, all’interno dell’Agenda Digitale, si occupa della gestione di soggetti interessati all’egovernment e alla modellazione dei servizi per gli utenti, con focus sulle politiche di inclusione e di utilizzo di servizi on line. Al momento è un network composto da 55 organizzazioni, provenienti da 30 paesi, europei ed extraeuropei, con gli obiettivi principali di sviluppare e validare scenari potenziali per l’erogazione di servizi ai cittadini, con la fornitura di un piano fattibilità delle potenzialità della tecnologia a disposizione rispetto alle necessità dei cittadini.
Altro obiettivo è la descrizione di linee guida per l’implementazione di servizi user centered in Europa, che puntino tra l’altro all’interoperabilità, colonna portante dell’Agenda Digitale. I servizi vengano definiti dai cittadini stessi, che partecipano alle tre fasi dell’implementazione del servizio: definizione, messa in opera e validazione degli scenari, ossia possibili future applicazioni di servizi innovativi in condizioni reali. I criteri per la validazione sono: usabilità, interoperabilità delle banche dati, analisi business, grado di accettazione, assegnazione score e commenti
Niglia illustra infine due scenari di esempio: la mobilità in città, particolarmente adatto a giorni di blocco del traffico, ed informazioni sulle code in attesa rispetto a servizi pubblico-privati come posta e banche.
Il progetto CEMSDI per l’inclusive e-governance.
Nel primo intervento Anjeza Saliaj illustra il progetto CEMSDI, creato all’interno dell’Agenda Digitale Europea sul tema dell’inclusive e-governance, parola da cui si evince che il target sono i funzionari pubblici coinvolti in prima linea nella fornitura di servizi a cittadini e imprese. Obiettivo del progetto: implementare l’Agenda Digitale Locale per le piccole comunità, colmando il divario digitale, in modo da poter rendere più efficienti i servizi della PA.
La strategia di sviluppo passa attraverso la creazione di un ambiente formativo costituito da una rete di funzionari pubblici, esperti di e-gov di diversi paesi europei ed intermediari, per lo sviluppo della “capacity building” dei funzionari. Cinque siti pilota a livello internazionale valideranno la metodologia proposta, che potrà essere esportata altrove, e quindi testata da una comunità di pratica, per incrementare la capacity building e giungere alla formulazione di linea guida sull’Agenda Digitale Locale a livello europeo, se non una vera direttiva. Intanto è già stato costruito il portale europeo dedicato.
Nel secondo intervento Saliaj scende nello specifico illustrando l’andamento del sito pilota italiano, rappresentato da 3 Comunità Montane situate in Toscana, spiegando il perché di questa scelta. Tra le attività del progetto l’organizzazione del pilota stesso, con due cicli formativi, rivolti allo stesso e ad altri nove distretti in Italia, il primo“strategico” e il secondo “operativo”. Obiettivi sono lo sviluppo della strategia e-gov e dell’Agenda Digitale Locale.
Le tematiche dell’Agenda Digitale per l’Europa.
Francesco Niglia spiega che Agenda Digitale Europea, Action Plan sull’egovernment e dichiarazione di Malmöe stabiliscono le priorità da seguire da parte della Pubblica Amministrazione ma anche dei governi, per far in modo che le tecnologie informatiche siano utili a cittadini ed imprese, con implicazioni non solo tecniche bensì anche legislative.
Dalla dichiarazione di Malmöe, compiuta nel 2009, nel 2010 è derivato l’Action Plan sull’egovernment, che riguarda tutto ciò che la PA può offrire come valore aggiunto a cittadini e imprese, passando ad una nuova generazione di servizi di egov, puntando alla riduzione delle frontiere amministrative tra enti sia locali che internazionali. Al momento sono stati finanziati circa 10 progetti di networking, cooperazione e accessibilità alle tecnologie informatiche.
L’Agenda si basa su tematiche verticali come migliorare la capacità dei cittadini di gestire le tecnologie informatiche e gli aspetti sociali dell’inclusione tecnologica, permettere l’interoperabilità tra banche dati, diminuire il digital divide, implementare l’innovazione e la ricerca. Le tematiche orizzontali sono invece: e-health, culture diversity, sistema trasporti intelligenti, egov. I tre progetti che saranno presentati durante il convegno riguardano l’egovernment nei primi due ambiti verticali, ossia le abilità digitali di cittadini e PA e i benefici sociali delle tecnologie informatiche.
La centralità del cittadino nell’applicazione dell’Agenda Digitale per l’Europa
Il workshop è focalizzato su di una tematica comune che promuove le tecnologie informatiche e di comunicazione come tramite abilitante per una maggiore consapevolezza e coinvolgimento attivo nella scelte della Pubblica Amministrazione dei cittadini, così come delineato dalla Commissione Europea nel documento operativo “Agenda Digitale” del 2010: “dare potere agli utenti e migliorare l’efficienza, l’efficacia e la trasparenza della Commissione”.
L’evento, organizzato come un workshop collaborativo, chiederà ai partecipanti di considerare tre aspetti principali: 1) il ruolo del cittadino/utente nella definizione dei servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione; 2) il ruolo della Pubblica Amministrazione nell’applicazione di politiche di innovazione, soprattutto per le aree svantaggiate e, 3) il coinvolgimento degli attori partecipanti all’attuazione delle politiche per il cittadino.
Tre iniziative finanziate dalla Comunità Europea descriveranno le metodologie seguite per applicare l’Agenda Digitale per l’Europa e le esperienze fatte finora: il progetto NET-EUCEN descriverà le metodologie adottate per coinvolgere i cittadini nella definizione dei futuri servizi per i cittadini, il progetto CEMSDI illustrerà esempi di azioni necessarie per permettere alle piccole comunità di assicurare le politiche di inclusione per soggetti svantaggiati, il progetto ADD-ME! discuterà della cooperazione internazionale tra soggetti istituzionali impegnati nell’erogazione di servizi pubblici a gruppi svantaggiati.
Infine, il workshop sarà l’occasione per una tavola rotonda su come migliorare il dialogo tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione.
L’evento darà l’opportunità di diventare membri delle tre comunità internazionali rappresentanti le tre iniziative europee e contribuire ai loro processi di think-tank.
Il contrasto alla diffusione illegale di contenuti come tutela degli autori
Alessandro Occhipinti affronta l’argomento della tutela del diritto d’autore con una provocazione: per favorire la lotta al mercato illegale dei contenuti on line occorre utilizzare tutte le possibilità della comunicazione. Nel suo intervento la tutela del diritto d’autore si configura come un vero e proprio scontro con i sostenitori della libera circolazione dei contenuti in rete, sostenitori, in realtà di un pratica illegale.
Un mercato legale per i contenuti on line è necessario
Guido Scorza inizia il suo intervento richiamando i due interventi che lo hanno preceduto, quello di Gianluca Scarponi e quello di Alessandro Occhipinti, e sui toni che questi relatori hanno usato, per sottolineare come, in materia di tutela del diritto d’autore, il modello di business legale dovrebbe venire prima delle iniziative di enforcement. Gli utenti della rete non sono, infatti, bovini facili da guidare attraverso steccati o barriere, l’approccio corretto per Scorza è quello di promuovere il mercato legale sulla rete e solo dopo concentrarsi sui “ladri”, ma sui veri ladri, ossia su coloro che scientemente di fronte alla possibilità di fruire facilmente di un contenuto legale scelgono di fruirne in maniera pirata. Piuttosto delle campagne di pirateria che fanno del fruitore un criminale e che innescano meccanismi di mitizzazione, occorrerebbe, quindi, mettere mano alla normativa anche in considerazione del fatto che il diritto d’autore è solo uno tra i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione.
Diritto d’autore e tutela della proprietà industriale
Gianluca Scarponi focalizza il suo intervento sulla lotta alla contraffazione, un tema più generico di quello della tutela del diritto d’autore toutcoutr. In Italia c’è una separazione tra tutela del diritto d’autore e tutela della proprietà industriale, ma per Scarponi è necessario operare in sinergia per mettere a sistema risorse e competenze.