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Intervento di Michelangelo Marchesi
È importante per l’amministratore parlare di “città connessa” ma ben oltre il mero approccio tecnologico, attraverso obbiettivi ben definiti interessanti per il cittadino. Bisogna quindi partire da una definizione di smart city, articolata e complessa. Trento si è caratterizzata soprattutto sulla vocazione al benessere, alla governance e alla qualità della vita, ragione per cui è entrata nell’ambito delle città laboratorio internazionale dell’IEEE.
Intervento di Domenico Bufi
Nel progetto RES NOVAE, applicato su Bari e Cosenza, l’integrazione è un elemento centrale: una smart city è tale quando le sue componenti e complessità agiscono in modo olistico. Il progetto si fonda su 3 filoni con al centro i cittadini, smart grid, smart district e urban data center: l’esito è un cruscotto disponibile agli amministratori e ai cittadini con 120 indicatori utili ad una pianificazione urbanistica intelligente.
La città senziente: l’internet delle cose per una città connessa
Finalizzata prioritariamente a migliorare l'efficienza operativa e la sostenibilità dello sviluppo la città senziente crea le condizioni infrastrutturali per produrre e gestire le informazioni sul suo funzionamento negli ambiti prioritari delle sue funzione come la mobilità, le risorse energetiche, la qualità dell'ambiente. I cittadini non sono solo consumatori di informazioni ma produttori essi stessi creando cosi le condizioni per una migliore conoscenza dei flussi urbani.
Intervento di Stefano Epifani
Non è di certo da ieri che si lavora sulla sensoristica: le tecnologie non vanno alla stessa velocità della società ed è un bene, ci dà il tempo di adattarci: quali sono tuttavia i problemi delle città senzienti nel momento in cui diventano sempre più invadenti? Come questi problemi vengono affrontati dagli operatori del settore?
Intervento di Manuel Nina
Cloud, energia, resilienza delle comunità. Un problema attuale in Europa è che la maggior parte delle produzioni di energia sta invecchiando, che sia elettrica, nucleare, ecc. Servirebbero 350miliardi Euro per realizzare le energie rinnovabili di cui avremmo bisogno per sostituirle. La soluzione temporanea è scegliere progetti che combinino associazioni che operano nel territorio, molte delle quali dispongono di tetti piani dove disporre l’infrastruttura tecnologica, con un beneficio economico per chi le ospita.
Intervento di Beatrice Grasselli
Il fattore abilitante può diventare anche critico nel momento in cui genera disequilibri con le realtà circostanti, questo è il grande problema della disomogeneità delle infrastrutture. Il Comune di Casalecchio di Reno ha avviato nel 2007 un progetto di responsabilizzazione dei cittadini rispetto alle scelte energetiche, attivando una “comunità solare”.
INNOPOLIS, la Smart City di Kazan’, Russia e il modello GREEN SMART VILLAGE, Made in Italy.
Si fa oggi un gran parlare di “trasformare” le città attuali in ”smart” e la cosa è, purtroppo, materialmente impossibile, sia per i costi che risulterebbero insostenibili, sia per la mancanza di cultura “Welfare”.
Diverso è il caso di Kazan’, capitale del Tatarstan, nella Federazione Russa, ove a ovest e a sud della città, si stanno edificando ben due Smart Cities, partendo però dal piano di campagna, cioè “ex novo” e quindi utilizzando una progettualità di concezione.
Dedicandoci, invece, a realtà più piccole, come ad esempio nel caso di Comuni di circa 10.000 abitanti, il tentativo di replicare tali progetti, in modalità “ergonomico correttiva”, potrebbe essere perseguibile.
In più, oltre che “smart”, cioè integrati con i “new media”, potrebbero essere anche “green”, in altri termini ecosostenibile, nel rispetto dell’ambiente.
Ecco allora la proposta “Green Smart City” con un innovativo modello di tipo antropocentrico, che deriva non da studi di fattibilità, ma da reali esperienze vissute.