System Page

Relazione a cura di Giuseppe Galli

Relazione a cura di Isabella Salza

 

Lo Sportello unico per le attività produttive (SUAP), in seguito alla cosiddetta “Direttiva servizi” è divenuto un “vincolo europeo” e di conseguenza il suo effettivo funzionamento rappresenta un impegno cogente per gli Stati membri, tra cui l’Italia dove la sua istituzione risale al 1998. La piena operatività del SUAP è inoltre condizione indispensabile per l’efficacia delle recenti semplificazioni che hanno interessato lo Sportello unico per l’edilizia (SUE) e la nuova Autorizzazione unica ambientale (AUA), il cui regolamento è in corso di pubblicazione.

Sono passati tre anni dall’adozione della disciplina di riforma del SUAP (d.P.R. n. 160/2010) e due anni dalla sua piena efficacia, eppure diversi sono gli ostacoli che ne impediscono il decollo quale strumento principale per la semplificazione delle procedure relative all’avvio e all’esercizio delle attività d’impresa. Tra questi, si possono ricordare: la tuttora incompleta standardizzazione dei procedimenti (e della relativa modulistica) a livello regionale; la mancata sistematicità del monitoraggio istituzionale, come previsto dall’art. 11, comma 1, d.P.R. 160/2010 al fine di consentire il confronto tra i soggetti incaricati di dare attuazione al d.P.R. n. 160/2010, finora frammentato e incostante; le difficoltà legate alla digitalizzazione dei procedimenti, spesso carente o incompiuta e che, in alcuni casi, non consente il completamento online delle procedure.

Al fine di superare le persistenti criticità registrate appare necessaria e non più procrastinabile la realizzazione dei seguenti adempimenti: a) migliorare il raccordo e l’interazione tra il SUAP e gli enti terzi competenti; b) completare, ai sensi dell’art. 12, comma 4, d.l. n. 5/2012, la ricognizione dei regimi autorizzatori in materia di attività produttive e il loro adeguamento a quanto previsto dalla direttiva comunitaria 2006/123/CE; c) coordinare la disciplina SUAP e quella delle normative settoriali, quanto alla tempistica delle fasi dei singoli procedimenti; d) realizzare il coordinamento tra il SUAP con il SUE (sportello unico edilizia), come da ultimo riformato dal d.l. 83 del 2012, la cui normativa è entrata in vigore a febbraio di quest’anno. Allo stato, esiste solo la nota ufficiale dell’ANCI del gennaio 2013 che fornisce un’interpretazione della normativa vigente al fine di consentire il coordinamento dei due sportelli; e) incentivare l’associazione dei Comuni al di sotto di certe soglie di abitanti per agevolare la gestione delle funzioni del SUAP; f) incentivare la pubblicazione sui propri siti istituzionali di ciascuna pubblica amministrazione,  dell’elenco degli atti e documenti che l’istante  ha l’onere di produrre a  corredo  dell’istanza per ciascun procedimento amministrativo rientrante  nelle proprie competenze anche alla luce di quanto previsto dal d.lgs. n. 33 del 2013 “T.U. trasparenza”. 

Relazione a cura di Bruno Francesconi

Relazione introduttiva

Relazione a cura di Giulio Baglione

La Semplificazione Amministrativa a favore delle Imprese per la ripresa economica del Paese

In un paese in recessione, caratterizzato da piccole e piccolissime imprese che costituiscono il 94% del tessuto produttivo nazionale, l’amministrazione pubblica deve essere un soggetto abilitante, inclusivo, garante del concetto di “fare impresa” partecipando attivamente al raggiungimento del benessere sociale.

La semplificazione amministrativa attraverso l’operatività all’interno dei processi degli sportelli unici, diventa l’oggetto di un incontro organizzato da FORUM PA in partnership con Poste Italiane, il 28 Maggio dalle 15.00 alle 18.00, presso il Palazzo dei Congressi di Roma, per facilitare il rilascio dei documenti necessari alle attività produttive necessarie alle imprese ed ai cittadini.

Relazione a cura di Mario Collevecchio

Relazione a cura di Livio Barnabò

La dirigenza del fare, come tornare dalle norme alla realtà

Buoni progetti possono naufragare in una vecchia burocrazia affogata da una massa normativa nuova solamente nei nomi (quanti “piani” che sembrano semanticamente alludere al fare sono nei fatti nuove briglie e impacci?).

Non abbiamo tempo di riformare ancora una volta le norme, rimandando l’avvio di una fase intensamente operativa e, probabilmente, peggiorando l’ingorgo. Va invertito l’ordine dei fattori. Se i ritardi sono tali e la situazione così critica da suggerire una situazione di crisi avanzata e di semiparalisi del sistema pubblico, allora dobbiamo operare con strumenti diversi dall’ordinario. Dobbiamo pensare che non si debba più procedere per standard uniformi e situazioni generalizzate, ma per cantieri di innovazione identificati come luoghi o situazioni di massima crisi o caratterizzate da evidenti potenziali di nuovo progetto da realizzare in tempi rapidi. Qui occorre poter agire “per eccezione”, con regole in deroga: task force di progetto, caratterizzate da competenze specifiche e di alto profilo, abilitate a operare in deroga alla normativa vigente per un periodo utile a raggiungere obiettivi misurabili e specifici.

Da cantieri così gestiti verranno anche suggerimenti efficaci per intervenire sulle norme: non un’ennesima riforma (per favore: una tregua), ma mirate semplificazioni e manuali operativi concreti.

L’ANDIGEL – Associazione dei Direttori generali degli Enti locali – propone, in occasione della sua Assemblea annuale, una riflessione su come passare dal piano delle norme alla realtà delle amministrazioni alle prese con i bisogni reali di cittadini ed imprese.

Relazione a cura d Giordano Corradini

Relazione a cura di Michele Bertola

Relazione a cura di Mariella Cozzolino