L’infrastruttura dell’immaginazione: oltre 100 progetti per il Premio “PA e Futuro”. I vincitori a FORUM PA 2026
Oltre i numeri, i 110 progetti candidati al Premio “PA e Futuro” provano a ridisegnare i confini del settore pubblico. Dall’intelligenza artificiale alla formazione, fino all’inclusione e alla collaborazione interistituzionale: sono questi i tag dominanti tra i progetti che potete esplorare sulla nostra piattaforma. Vi aspettiamo l’11 giugno a FORUM PA 2026, presso il Centro Congressi “La Nuvola” di Roma, per scoprire insieme i vincitori
30 Aprile 2026
Patrizia Fortunato
Content Editor, FPA

Foto di Rikku Sama su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/foglie-blu-verde-e-rosse--tqBymrqzxk
Le idee si fanno progetto. I 110 candidati al Premio PA e Futuro, già consultabili sulla piattaforma forumpachallenge, non rappresentano soltanto numeri, ma frammenti di una realtà in trasformazione, sollecitata da una “doppia soglia storica”: da un lato, l’esaurirsi della spinta propulsiva del PNRR e, dall’altro, l’irrompere dell’intelligenza artificiale generativa.
Non siamo di fronte a una mera competizione, ma a una vera e propria “infrastruttura dell’immaginazione” per il settore pubblico italiano, nel senso proposto da Geoff Mulgan. Ne aveva già scritto Gianni Dominici nel suo editoriale del 20 febbraio scorso: la crisi delle istituzioni è spesso dettata dall’incapacità di immaginare futuri desiderabili. Questo premio agisce, dunque, come un dispositivo per superare una narrazione “grigia” della PA – un’immagine stereotipata che finisce per alimentare quella che Robert K. Merton chiamava “profezia che si autoavvera” – e per rendere visibili pratiche che già oggi configurano una PA “a colori”: aperta, abilitante e proattiva.
Raccontare questi 110 progetti significa innescare quella che abbiamo definito “discriminazione positiva”: illuminare le eccellenze affinché il loro esempio diventi contagioso. Il Premio non cerca semplici soluzioni tecniche, ma una PA anticipatoria, capace di usare il futures thinking per trasformare l’incertezza in opportunità.
Per questa edizione del Premio abbiamo scelto di non prevedere categorie e ambiti ben definiti, optando per la fluidità dei TAG. In fase di candidatura i progetti sono stati, quindi, associati a parole chiave che ne riflettono l’essenza – dall’accessibilità al benessere organizzativo, dalla parità di genere alla sostenibilità ambientale – restituendo una mappatura che risponde alla domanda: quale futuro vogliamo per la PA?
Analizzando la densità delle candidature per parole chiave, emergono tendenze che riflettono un ecosistema amministrativo sempre più fluido e interconnesso:
- Al primo posto, quasi inevitabilmente, appare l’Intelligenza Artificiale, non intesa come mera automazione, ma come leva per una governance anticipatoria: il segno del passaggio a una PA capace di “leggere” i segnali deboli e simulare scenari, trasformando il dato in valore pubblico. L’IA diventa il driver di una gestione che non rincorre l’emergenza, ma la previene, guidando scelte consapevoli.
- Al secondo posto troviamo la Formazione. È la consapevolezza che per abitare il futuro servano quelli che abbiamo definito gli “architetti del domani”: professionisti dotati delle competenze necessarie per gestire la complessità. Emerge la convinzione che, senza investire nelle persone, la tecnologia resti un “involucro vuoto”.
- A seguire, a pari merito, si attestano l’Inclusione e la Collaborazione interistituzionale. Questi progetti testimoniano che non c’è innovazione senza equità e che nessuna amministrazione può pensarsi come un’isola: il valore pubblico si genera attraverso reti solide che mettono a sistema le buone pratiche. La PA sta riscoprendo la sua vocazione di “tessitore sociale” (secondo la teorizzazione che Toni Muzi Falconi riferisce al comunicatore pubblico), capace di costruire relazioni e creare connessioni.
Ogni progetto è stato associato a un massimo di tre parole chiave. Le proposte sono giunte da Enti centrali e locali, Regioni e aziende del Servizio Sanitario Nazionale, ma anche dal mondo dell’innovazione privata e sociale: Università e centri di ricerca, società a partecipazione pubblica e multiutility, startup, PMI innovative, Enti del Terzo Settore, associazioni e fondazioni.
Ecco l’elenco completo dei tag, navigando tra queste parole chiave potete scoprire il dettaglio di tutti i progetti associati:
- Accessibilità;
- Age management;
- Alfabetizzazione digitale;
- Attrattività;
- Benessere Organizzativo;
- Collaborazione interistituzionale;
- Competitività;
- Comunicazione;
- Dati e interoperabilità;
- Formazione;
- Inclusione;
- Intelligenza Artificiale;
- Lavoro agile;
- Mentoring/Reverse mentoring;
- Parità di genere;
- Partnership pubblico-privato;
- Reclutamento;
- Servizi digitali al cittadino;
- Smart city;
- Sostenibilità Ambientale;
- Sostenibilità digitale;
- Trasferimento tecnologico.
Ora i progetti sono al vaglio di una giuria che – come già annunciato in occasione del lancio del Premio – li valuterà secondo i criteri di innovatività, replicabilità, sostenibilità, rilevanza e per la loro capacità di sostenere la creazione di una PA in grado di “generare futuro”.
Non resta che partecipare a FORUM PA 2026, presso il Centro Congressi “La Nuvola” di Roma, giovedì 11 giugno, per scoprire i vincitori e toccare con mano queste storie di futuro.