Competenze e leadership nell’era dell’IA: Raffaella Saporito a FORUM PA 2026

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In un tempo di grandi cambiamenti e turbolenze, il rischio non sta nel cambiamento in sé, ma nell’affrontarlo con la logica di ieri. Se è vero che l’IA è l’elemento dirompente che cambierà nei prossimi mesi e anni il modo di lavorare all’interno della PA, è anche vero che il lavoro pubblico sta vivendo già da tempo l’impatto di altre trasformazioni radicali. Serve uno sguardo di sistema, che aiuti a ripensare il lavoro a partire dalle competenze e da un nuovo ruolo del manager pubblico. Ne parleremo il 10 giugno a FORUM PA 2026 con Raffaella Saporito, Associate Professor of Practice di Government, Health and Not for Profit presso SDA Bocconi

27 Febbraio 2026

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Michela Stentella

Direttrice testata www.forumpa.it

In un contesto segnato da una “tempesta perfetta”, tra crisi demografica, vincoli di finanza pubblica e nuovi bisogni dei lavoratori, l’intelligenza artificiale non è più solo un’opzione tecnologica, ma potrebbe essere addirittura la più importante risorsa strategica all’orizzonte per ripensare il lavoro pubblico, a partire dalle competenze necessarie nel prossimo futuro. Sarà questo il punto di partenza del keynote speech di Raffaella Saporito, Associate Professor of Practice di Government, Health and Not for Profit presso SDA Bocconi, che potremo ascoltare il prossimo 10 giugno a FORUM PA 2026.

Lo scenario del lavoro che cambia

Nelle scorse settimane abbiamo parlato di organizzazioni che cambiano e della sfida demografica, che saranno i focus rispettivamente dei keynote speech di Cinzia Ciacia e Alessandro Rosina a FORUM PA 2026. Emerge uno scenario in cui l’invecchiamento della popolazione porterà una crescente fatica ad attrarre giovani nelle organizzazioni (perché saranno sempre di meno e sempre più contesi) e in cui si chiede, allo stesso tempo, di costruire un nuovo modello di lavoro all’interno della PA.

Dobbiamo aspettarci organizzazioni pubbliche con un numero di persone che decresce, mentre aumenta il divario generazionale tra i più giovani e i più senior. Ma c’è di più: cambia il contesto e cambiano anche le aspettative dei lavoratori. Parole come flessibilità, autonomia e conciliazione, benessere (psicologico oltre che economico), impatto e senso di missione rappresentano ormai valori sempre più irrinunciabili per le nuove generazioni.

Serve uno sguardo lungimirante: potersi alleare a una tecnologia che è in grado di aumentare l’accesso ai saperi, di integrare le competenze che non saremo più in grado di assicurare, che consente di rendere il lavoro meno routinario e ripetitivo, che permette di personalizzare l’esperienza di lavoro di ciascuno, rispettando le differenze, è forse una delle poche risorse che si intravedono all’orizzonte per fare fronte alle sfide che ci aspettano.

Oltre l’iper-specialismo: nuove competenze e nuova leadership

In questo contesto, l’upskilling e il reskilling non basteranno più per tenere il passo con la rapidità delle trasformazioni all’orizzonte. Modelli organizzativi rigidi e gerarchici, basati esclusivamente sulla specializzazione tecnica saranno sempre meno adeguati a fare fronte al cambiamento. La direzione va verso team trasversali, che garantiscono soluzioni organizzative più sostenibili. Occorre un radicale ripensamento delle competenze delle persone, a tutti i livelli, incluse quelle di leadership.  Se il sapere tecnico sta diventando una “commodity” grazie all’automazione, la vera competenza chiave si sposta sulla capacità di coordinamento, integrazione e collaborazione.

Le figure indispensabili non saranno più i tecnici iper-specializzati, ma coloro che possiedono una visione di sistema e la capacità di conciliare le contraddizioni: persone e tecnologia, efficienza e impatto, breve e lungo periodo. In questo quadro, il ruolo del dirigente non scompare, ma evolve drasticamente: serve una leadership coerente col bisogno di gestire nella complessità e abilitare pratiche collaborative.

L’intervento di Raffaella Saporito il 10 giugno a FORUM PA 2026 ci fornirà spunti e coordinate su come evitare gli errori del passato, quando il dimagrimento della PA è avvenuto senza una guida strategica, e imparare a “cavalcare l’onda” dell’innovazione con una logica nuova.


Raffaella Saporito è docente di SDA Bocconi School of Management, dove insegna da quasi vent’anni public management e public leadership in programmi nazionali ed internazionali, master ed executive education, con un approccio che unisce aula a metodi attivi, finalizzati allo sviluppo individuale e di gruppo. È stata direttrice dell’Executive Master in Management delle Amministrazioni Pubbliche (2014–2020) e, dal 2025, è direttrice del Public Value Lab, vetrina dei progetti di ricerca di SDA Bocconi dedicati alla creazione di valore pubblico nel settore pubblico.

È stata autrice del blog Valore Pubblico, il primo di SDA Bocconi sui temi del management pubblico e della pubblica amministrazione. Ha collaborato con il Gabinetto della Funzione Pubblica (2021–2022) nel processo di riforma della pubblica amministrazione nell’ambito del PNRR, con un focus sui temi dell’accesso alla dirigenza pubblica. Inoltre, collabora con SNA per quanto riguarda la didattica del Corso Concorso dove insegna temi legati alla gestione delle persone e al comportamento organizzativo nelle amministrazioni pubbliche, dalla V edizione.

Dal 2024 è membro del Comitato tecnico-scientifico di Assinter, l’associazione che riunisce le aziende in house del settore IT: organizzazioni ibride che supportano l’innovazione digitale delle amministrazioni pubbliche e che rappresentano oggi un vettore strategico per l’implementazione di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.

I suoi interessi di ricerca riguardano l’impiego pubblico, la gestione delle persone, la dirigenza e la leadership pubblica, temi su cui ha pubblicato il volume Public Leadership. Cinque modi di fare il dirigente pubblico.

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