Processi di selezione digitali per attrarre i migliori talenti: l’esperienza della Rai

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L’esperienza Rai di utilizzo del digitale per efficientare, migliorare e valorizzare i processi di selezione del personale da assumere è significativa sia per il ruolo dell’Ente sia per i numeri coinvolti. Con il supporto del partner Selexi, l’azienda ha sviluppato concorsi digitali capaci di ampliare la platea dei possibili candidati, ha migliorato l’esperienza dei partecipanti, ha semplificato e reso più trasparente il processo, riducendone sia i tempi di svolgimento, sia i costi

15 Novembre 2023

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Elisabetta Bevilacqua

Giornalista

Foto di Sandro Katalina su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/k1bO_VTiZSs

Rai, concessionaria del Servizio Pubblico Radiotelevisivo e Multimediale, essendo considerata un organismo di diritto privato nel campo delle assunzioni, non ha gli stessi obblighi delle PA; impiega, tuttavia, procedure concorsuali per la selezione del personale che adottano principi analoghi al pubblico. Negli ultimi anni, la Rai ha prediletto processi di selezione digitali. I volumi coinvolti sono notevoli. Negli ultimi 5 anni Rai ha realizzato 104 iniziative di selezione a fronte di circa 1.000 posizioni aperte, per le quali ha ricevuto, complessivamente, 54mila candidature; ha convocato 17.500 candidati alle prove preselettive e ne ha incontrati a colloquio 3.600.

Ogni concorso prevede la raccolta di migliaia di candidature, selezionate tramite un processo di valorizzazione dei titoli, prove preselettive e colloqui in presenza, con la successiva pubblicazione delle graduatorie da cui attingere per assumere le risorse migliori.

“È un lavoro molto oneroso sia sotto il profilo della gestione dei processi sia rispetto agli adempimenti previsti dai nostri regolamenti – precisa Giuseppe Minervino, Responsabile dell’Area della Selezione della Direzione Risorse Umane e Organizzazione della RAI. Le nostre selezioni concorsuali sono confrontabili con quelle di un Ministero o di una grande amministrazione pubblica”.

Novità e benefici del concorso digitale

La consapevolezza che le attività di selezione potessero essere svolte in digitale è nata nel corso della pandemia. “Prima del Covid, concepire una selezione che prevedesse alcune fasi a distanza sembrava impossibile – ricorda Minervino. Ma quando siamo stati costretti dal lockdown, con il supporto di Selexi, siamo riusciti a realizzare alcuni concorsi in modo totalmente digitale”.

I benefici riscontrati hanno portato a prediligere lo svolgimento di parte del processo di selezione in digitale.

Tra gli aspetti positivi è stata riscontrata ad esempio la riduzione del gap (in precedenza fra il 40% e il 60%) fra i candidati convocati e quelli che effettivamente si presentavano a sostenere le prove scritte. “Il digitale limita questo scarto al 5%-10%, percentuale da considerare fisiologica” condivide Minervino. Il processo di selezione digitale diventa infatti più democratico consentendo la partecipazione anche di chi non può permettersi un lungo viaggio e un soggiorno nella sede d’esame. Persone che hanno partecipato alla prova digitale, ad esempio da Londra, difficilmente avrebbero potuto farlo in un concorso tradizionale.

“Non abbiamo perso in efficacia, nel senso che riusciamo a selezionare i più preparati, coloro che hanno maggiore conoscenza nel campo specifico, e continuiamo a premiare il merito”, commenta Minervino. Anzi, consentire, senza far lievitare i costi, a un numero maggiore di persone di arrivare al concorso, amplia la platea dei candidati che partecipano alla selezione e aumenta le opportunità di attrarre talenti.

Il concorso digitale semplifica la raccolta delle candidature, la valutazione dei titoli, la gestione delle prove di preselezione on-line, grazie a un software fornito dal partner Selexi, appositamente studiato, che garantisce anche il controllo, la verifica dell’identità del candidato, tramite un sistema di proctoring, e genera il giorno stesso della prova le graduatorie di chi poi passerà alla fase successiva. Il candidato può così conoscere il proprio status nel corso di tutto il processo di selezione, se è stato ammesso e con quale punteggio; può anche accedere ai risultati della prova e alla sua scheda di valutazione, con garanzia di massima trasparenza.

“Queste caratteristiche del processo digitale di selezione contribuiscono a migliorare la ‘candidate experience’, un’esperienza che deve essere positiva anche nel caso in cui il candidato non venga assunto e può contribuire a migliorare l’immagine del brand”, sottolinea Minervino.

La semplificazione del processo e la riduzione dei tempi di svolgimento (a circa 90 giorni nelle selezioni di grandi dimensioni), garantita dal concorso digitale, favorisce anche gli operatori Rai che devono gestire il processo e rende possibile lo svolgimento di più concorsi nell’arco di un determinato periodo, aumentando la capacità di gestire più richieste contemporaneamente.

Esempi di concorsi digitali: giornalisti e programmisti multimediali

“Rai ha realizzato con successo due selezioni concorsuali per giornalisti, nel 2014-2015 e nel 2019-2020, che poche altre realtà editoriali possono vantare”, ricorda Minervino, facendo riferimento a due concorsi per selezionare in totale 190 risorse per le quali sono state vagliate circa 5mila candidature. In concorsi più recenti, che hanno coinvolto anche realtà locali con minoranze linguistiche, dopo la valutazione digitale dei titoli e la gestione dell’invito, la preselezione è stata svolta in presenza con l’utilizzo di sistemi digitali (tablet) che hanno facilitato, fra l’altro, la correzione e l’elaborazione delle graduatorie.

L’esperienza più recente di concorso digitale risale all’estate 2023, con una durata complessiva di 92 giorni, per la selezione di programmisti multimediali. “Si tratta di una figura editoriale molto complessa e importante per l’azienda che prevede un profilo ampio che va dalla scelta e gestione degli ospiti alla scrittura di un programma televisivo”, spiega Minervino. Il programmista multimediale si occupa dei social, delle riprese televisive, delle edizioni, coordina il montaggio, svolge il ruolo di produttore esecutivo, svolge attività di videomaking”. A partire da quasi 3.800 candidature si è arrivati, alla fine, a una graduatoria di 30 vincitori. “È stata una selezione assolutamente interessante. Abbiamo conosciuto tantissimi candidati e candidate under 30, con conoscenze specifiche ed esperienze all’estero, che credono sia nel servizio pubblico, quindi nella mission di Rai, sia nel mondo dell’audiovisivo e della multimedialità”, commenta Minervino.

In conclusione, secondo l’esperienza Rai, i concorsi digitali consentono di ampliare la platea dei possibili partecipanti, aumentando le possibilità di selezionare i candidati più preparati, senza incrementare i costi, semplificando il processo di selezione con una riduzione dei tempi di svolgimento, garantendo trasparenza.

“Per realizzare tutto ciò è centrale la scelta del partner che deve accompagnare l’azienda nel mondo reale, aiutandola a tenere il passo di altre grandi organizzazioni, cogliendo le innovazioni in atto per essere, talvolta, anche pionieri – dichiara Minervino. Nel campo della selezione a distanza Rai si è affidata a Selexi, che l’ha accompagnata nel cambiamento dando garanzie di serietà e professionalità”.

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