Il giorno dell’orgoglio. Renato Brunetta a FORUM PA 2010

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”Questa è la PA: servitori dello Stato che fanno funzionare il Paese”.

A fare il bilancio di due anni di lavoro, a FORUM PA 2010, è un Ministro Brunetta pacato che sembra riscoprire l’”ecumenismo” della pubblica amministrazione italiana, in pieno spirito Titolo V. 
Soddisfatto delle riforme in campo, indica nella Riforma che prende il suo nome e nel Federalismo fiscale, i pilastri del processo di modernizzazione dell’intero sistema Paese. “E’ per questo – sottolinea – che di fatto sono riforme che hanno visto la luce con consenso bipartisan”.

17 Maggio 2010

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Chiara Buongiovanni

Articolo FPA

”Questa è la PA: servitori dello Stato che fanno funzionare il Paese”.

A fare il bilancio di due anni di lavoro, a FORUM PA 2010, è un Ministro Brunetta pacato che sembra riscoprire l’”ecumenismo” della pubblica amministrazione italiana, in pieno spirito Titolo V. 
Soddisfatto delle riforme in campo, indica nella Riforma che prende il suo nome e nel Federalismo fiscale, i pilastri del processo di modernizzazione dell’intero sistema Paese. “E’ per questo – sottolinea – che di fatto sono riforme che hanno visto la luce con consenso bipartisan”.

Guarda il video dell’intervento al convegno inaugurale di FORUM PA 2010

I pilastri della modernizzazione
“La Riforma Brunetta e il Federalismo fiscale sono due riforme epocali,  l’una complemento dell’altra – spiega il Ministro.
Non è un caso – continua – che al centro dell’una ci siano gli standard quanti-qualitativi, al centro dell’altra i costi standard. Sarebbe troppo facile, e soprattutto non equo, guardare agli standard di qualità senza coinvolgere la questione “costi”.

Sull’avanzamento e sui primi risultati della riforma della pubblica amministrazione, centrata su trasparenza e premialità, si dice assolutamente soddisfatto, riconoscendo l’imprescindibile contributo “di quanti hanno preparato il terreno di questa rivoluzione, a partire dal precedente Ministro della Pubblica amministrazione e innovazione, Luigi Nicolais, così come dei governatori delle Regioni che hanno lavorato anni sull’innovazione del sistema amministrativo”.

La questione "fannulloni"
“La lotta all’assenteismo – dice il Ministro – ha portato ad una riduzione percentuale del fenomeno che, pur oscillando in periodi diversi di rilevazione, si muove tra tassi del 30% – 40%”. ”La mia – precisa – non è mai stata una lotta "contro" i fannulloni, ma un’azione riformatrice per rimettere in moto l’orgoglio. Non ho mai detto né pensato che i dipendenti pubblici fossero fannulloni, ma ho sempre sostenuto che andassero corretti i dirigenti che “producono” i fannulloni. Una PA svogliata che non deve più esistere".
"La definizione di standard quali-quantitativi (a cui sta lavorando la Commissione su Trasparenza e valutazione e che saranno alla base dell’azione collettiva, ndr) – continua – è la premessa perché ciascuno possa fare il proprio lavoro e perché i cittadini possano finalmente organizzare la propria voce”.

La rivoluzione di tutti
“E’ un gioco win –win” conclude. “Vinciamo tutti. I dipendenti, le aziende – perché la PA è l’hub da cui passa tutta l’economia – e i cittadini, soprattutto. Se riusciamo a garantire servizi di qualità e costi standard, vorrà dire che la PA ha svolto il suo compito”.
 “E’ la rivoluzione di tutti e siamo ad un passo dal realizzarla. Non è più una giaculatoria generica sul bisogno di riforma. Abbiamo le regole, gli obiettivi, gli strumenti, la coesione necessaria. Manca solo un passo, quello del cambiamento culturale”.  
Come spingere a compiere il salto culturale?
“La logica del bastone e della carota non basta, va superata. Quello che serve è la consapevolezza e l’orgoglio che, tutti insieme, noi della PA dello Stato insieme alle autonomie territoriali, stiamo cambiando il Paese”.

E la crisi?
“La crisi è un catalizzatore del cambiamento – argomenta Brunetta – non un ostacolo. E’ proprio nei momenti di difficoltà economica che si fanno le grandi riforme”. “La crisi chiede tagli intelligenti e – continua, rispondendo alle istanze delle autonomie locali – spinge verso un nuovo approccio al Patto di stabilità. Feroce, ma intelligentemente selettivo. Se così non fosse si rischierebbe di trattare allo stesso modo le formiche e le cicale, mentre le une vanno premiate, le altre punite”.

Ultimo, ma non meno rilevante motivo di orgoglio per il Ministro è la scelta di molte Regioni ed Enti locali di seguire, in autonomia, le linee della Riforma Brunetta.
"Oggi – ricorda – abbiamo firmato con la Regione Lazio un Protocollo di attuazione, mentre sono molti gli enti locali con cui stiamo lavorando".
"E’ questo – conclude – il senso della "rivoluzione di tutti". Molto abbiamo fatto, molto resta da fare. Abbiamo ancora tre anni per lavorare insieme a UPI e ANCI, perché a seguito della Riforma del titolo V, tutti noi siamo lo Stato.”

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