Intervista a Luciano Floridi: ecco perché il verde e il blu sono alla base dello sviluppo umano del Ventunesimo secolo

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Luciano Floridi, filosofo italiano, professore ordinario di filosofia ed etica dell’informazione all’Università di Oxford, racconta la teoria alla base del suo libro “Il verde e il blu. Idee ingenue per migliorare la politica”

25 Giugno 2020

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Redazione FPA

A FORUM PA 2020, che quest’anno si terrà a luglio in versione digitale, i temi dell’innovazione e della sostenibilità coesistono: non si può pensare a un processo di innovazione tecnologica che non tenga conto anche della parte “verde” della nostra società globale.

Luciano Floridi, filosofo italiano, professore ordinario di filosofia ed etica dell’informazione all’Università di Oxford, ha scritto un libro dedicato proprio a questa tematica: si chiama “Il verde e il blu. Idee ingenue per migliorare la politica”. Ce ne ha parlato in questa intervista, a cura di Gianni Dominici, presentando alcuni dei temi che saranno fondamentali anche per lo scenario di FORUM PA 2020, dove interverrà proprio il professor Floridi.

L’intervista

Perché si parla proprio di idee ingenue? Si tratta di una sorta di “ritorno ad Itaca”: Ulisse, infatti, ritrova la sua stessa isola, ma è lui ad essere cambiato dopo gli anni passati in viaggio: “Idee ingenue non vuole essere una provocazione” dice Floridi, “ma un ricordare a tutti noi che alla fine quando hai capito tutto, quando si arriva alla fine di un percorso, si perde un po’ di vista la vera sostanza dell’argomento. L’esempio che riporto è quello della caffettiera, che fa il caffè buono alla fine, non all’inizio. Quella patina che migliora la riflessione è l’ingenuità di cui parlo”.

Dov’è che perdiamo l’ingenuità? “Nel caso della filosofia, perdiamo la genuinità delle domande con l’andare avanti dello studio” continua Floridi, “Alla fine di un percorso di laurea in filosofia, ad esempio, gli studenti diventano specialisti di qualcosa che non interessa più a nessuno, senza poter tornare al punto di partenza, alle domande originali. Ma se dal punto di arrivo non si ritorna all’inizio, al pensare se si sta o meno facendo la cosa giusta, non si innova più”.

Questo vale in tutti i campi: se non riusciamo a esaminare il nostro cammino, non potremmo mai cambiare: “In quel caso perdiamo anche la capacità di essere critici con noi stessi” precisa Floridi, “il computer non cambia mai perché non può essere critico con se stesso”.

Il cambiamento deve passare anche dalla politica: “Un Paese in cui la società civile pensa di poter fare a meno della politica, e viceversa, non può funzionare” continua Floridi, “Questo è uno dei grandi limiti della politica. La società oggi non ha bisogno dei colori della politica (centro, destra, sinistra): ha solo bisogno di buona politica, che non conosce né destra né sinistra”.

Il verde e il blu

Ma andiamo al fulcro del ragionamento, che poi dà anche il titolo al libro, il verde e il blu: “Il verde e il blu sono due colori che salveranno il mondo” dice Floridi, “Il verde raccoglie non solo l’ambientalismo biologico ma tutti gli ambienti (urbani, economici, politici). Il blu, invece, raccoglie tutte le tecnologie digitali, che vanno dai big data all’IoT, fino alle app o all’intelligenza artificiale. Tutti il digitale messo al servizio del verde è l’abc di un progetto umano per il Ventunesimo secolo”.

Ma perché proprio oggi possiamo fare questo salto? “Perché oggi abbiamo una potenza di calcolo straordinaria” conclude Floridi, “abbiamo le condizioni tecnologiche per fare questo matrimonio tra questi due colori, in modo funzionale ed efficiente. Il verde e il blu non rappresentano la ciliegina, ma la torta”.

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