La partnership pubblico-privato per la conservazione, la manutenzione e la valorizzazione di Ercolano

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Un articolo di Laino Annunziata estratto dalla Rivista "FMI – Facility Management".

31 Ottobre 2014

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Laino Annunziata

Articolo FPA

Un articolo di Laino Annunziata estratto dalla Rivista "FMI – Facility Management".

 A brevissima distanza dal sito archeologico di Pompei – paradigma delle criticità in cui versa grandissima parte del patrimonio culturale del nostro Paese – è posto il sito di Ercolano, il cui modello di conservazione, manutenzione e valorizzazione rappresenta invece una vera e propria ”best practice” a livello mondiale. Il concetto-chiave in questa esperienza è la ”partnership pubblico-privato” ed è proprio su questo concetto che si fonda il rapporto sinergico instaurato fin dal 2001 tra il Packard Humanities Institute, un ente no profit di diritto statunitense, e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia. Obiettivo dell”’Herculaneum Conservation Project” è l’attivazione di un processo innovativo di approccio ai beni culturali edificati – in questo caso un patrimonio archeologico tra i più importanti al mondo – che si basa sulle logiche della multidisciplinarietà delle competenze coinvolte, della conoscenza diffusa e dell’informatizzazione delle procedure, e che trova nella manutenzione programmata lo strumento/servizio chiave sotto il profilo operativo. Uno strumento/servizio chiave – associato ed integrato a quello più tradizionale del ”restauro” – modellato e gestito secondo un’ottica di tipo manageriale grazie al know how e alle disponibilità finanziarie messe in campo dal soggetto privato, sotto la direzione e il controllo del soggetto pubblico. Nel 2014, all’esperienza di Ercolano è stato conferito il ”Premio Best Practice Patrimoni Pubblici” promosso da Patrimoni PA net (il laboratorio Terotec & Forum PA).

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