Rivoluzione verde a FORUM PA 2022: rivedi la Rubrica MiTE – Ministero della Transizione Ecologica

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Riflessioni sul tema della transizione verde nella Politica di coesione 2021-2027 e nel PNRR. Cinque appuntamenti a cura del Ministero della Transizione Ecologica per un’analisi approfondita su alcune linee di intervento dei progetti di sostenibilità CReIAMO PA, Mettiamoci in RIGA e ARCA, strumenti e metodologie funzionali a migliorare la governance multilivello sulle tematiche ambientali. Rivedi le puntate di FORUM PA 2022

4 Agosto 2022

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Redazione FPA

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Diversi sono stati gli appuntamenti della rubrica del Ministero della Transizione Ecologica al Forum PA 2022, durante i quali sono state analizzate le linee di intervento dei progetti di sostenibilità – CReIAMO PA, Mettiamoci in RIGA (MIR) e ARCA -, cofinanziati dal PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-20202. È stata accennata l’importanza del Piano Nazionale di ripresa e resilienza – PNRR e analizzato l’impegno del MiTE nel guidare l’Italia verso la transizione verde. Il MiTE, attraverso i Progetti CReIAMO PA, Mettiamoci in RIGA ed ARCA, propone alle amministrazioni strumenti e metodologie funzionali a migliorare la governance multilivello, nell’ottica di indirizzare le scelte e di facilitare i processi decisionali, risolvere le criticità riscontrate nel governo delle politiche ambientali favorendo la diffusione di una cultura amministrativa di superamento delle criticità, dovute alla parziale attuazione del quadro normativo.

La “transizione verde” nella Politica di coesione 2021-2027. Strumenti a supporto della PA

Il peso dei territori e della governance multilivello tra enti regionali e locali è fondamentale nella transizione verde e soprattutto per un tema trasversale alle priorità come l’adattamento al cambiamento climatico. Nel ciclo 2014-2020 si era dato grande peso al tema nella pianificazione territoriale regionale, ma questa voce dell’agenda programmatica dell’Unione Europea è stata sicuramente molto rafforzata nel nuovo ciclo di programmazione a partire dal Green Deal, dalla legge europea sul clima e in particolare dal pacchetto climatico “Fit for 55”, che impone all’Europa di arrivare al 55% di riduzione delle emissioni entro il 2030 e diventare climaticamente neutra entro il 2050. Questo primo incontro è stato dedicato, dunque, agli obiettivi ambientali del nuovo ciclo di programmazione europea 2021-2027 e, in particolare, all’obiettivo di Policy 2 “Un’Europa più verde”: capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, mobilità sostenibile, biodiversità, efficienza energetica.

Il PNRR ha trovato una pubblica amministrazione pronta al cambiamento sulle tematiche della mobilità sostenibile. Questo lo si deve all’emergenza epidemiologica che ha spinto l’amministrazione ad un repentino cambiamento di visione sulle tematiche della mobilità: se prima le guardava esclusivamente dal punto di vista della riduzione delle emissioni inquinanti e dell’impatto sui valori ambientali, oggi alla luce del PNRR e dei fondi complementari le guarda come una nuova sfida, rendendosi protagonista della micromobilità urbana. Si pensi anche ad altre iniziative, come il riordino della disciplina sul mobility management e all’adozione delle nuove linee guida per la predisposizione dei Piani degli spostamenti casa-lavoro. La terza Missione del PNRR dispone una serie di investimenti finalizzati allo sviluppo di una rete di infrastrutture di trasporto moderna, sostenibile e interconnessa, quindi conciliata con la nuova idea di intermodalità di scambio, caratterizzata dalla presenza del digitale, che possa aumentare l’elettrificazione dei trasporti e la digitalizzazione, e ridurre il divario tra nord e sud, tra agglomerati urbani più consistenti e realtà meno urbanizzate.

Durante l’incontro si è analizzata anche la linea del progetto Mettiamoci in RIGA dedicata alla gestione dei siti della Rete ecologica Natura 2000, che è il principale strumento dell’Unione Europea per la conservazione degli habitat e delle specie. Le attività della linea sono rivolte prevalentemente agli enti che gestiscono questi siti natura 2000, le regioni e province autonome, ma anche parchi nazionali, aree marine protette e riserve naturali dello stato. Il gruppo di lavoro si interfaccia con i destinatari in modo permanente, in un’ottica di co-progettazione, più che di assistenza unidirezionale. È stata introdotta dalla Direttiva Habitat e indirizzata alla Rete ecologica europea Natura 2000 anche una peculiare valutazione ambientale preventiva e sito specifica: la Valutazione di Incidenza (VIncA).

Rivedi la puntata di FORUM PA 2022 – 14 giugno

Procedimenti di bonifica ambientale e gestione della risorsa idrica. Le azioni a supporto delle P.A. e condizioni abilitanti 

Durante questo incontro è stato analizzato il ruolo del MiTE nella diffusione di una nuova cultura amministrativa, rispetto ai procedimenti di bonifica ambientale e di gestione della risorsa idrica, che assorbono una quota importante delle risorse dei Fondi Strutturali. Il MiTE, con il Progetto Mettiamoci in RIGA, accompagna enti e amministrazioni nel: razionalizzare e ottimizzare la gestione degli interventi di bonifica nell’ambito dei Siti di Interesse Nazionale – SIN; superare le criticità riscontrate; avviare un tavolo di lavoro congiunto con le regioni destinatarie di Fondi sviluppo e coesione che hanno inserito gli interventi di bonifica nei rispettivi POR 2014-2020; superare le problematiche tecnico amministrative che hanno determinato significativi ritardi nell’attuazione degli interventi programmati di bonifica nei SIN. 

Per quel che concerne la gestione sostenibile dei corpi idrici, la linea di intervento del progetto CReIAMO PA dedicata alla gestione integrata e partecipata dei bacini/sottobacini idrografici  – trattate dalla direttiva comunitaria 2000/60/CE, Direttiva Quadro sulle Acque – DQA35 e dalla Direttiva 2007/60/CE36, relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni – offre uno strumento di governance innovativa e di partecipazione perché consente l’integrazione delle politiche ambientali che partono dal basso. Sul tema poi della governance del Servizio Idrico Integrato (SII), per il superamento del contenzioso comunitario in materia di acque reflue urbane, il progetto Mettiamoci in RIGA ha supportato le pubbliche amministrazioni nel soddisfacimento delle condizioni abilitanti a livello di Stato membro. Tra le iniziative messe in campo rientra l’attuazione dei protocolli d’Intesa che vengono sottoscritti con le regioni del Mezzogiorno per l’aggiornamento del piano d’ambito e l’affidamento del servizio di idrico integrato.

Rivedi la puntata di FORUM PA 2022 – 15 giugno

Le sfide ambientali del Greendeal ed il ruolo del MiTE. La Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica” nel PNRR, attuazione degli investimenti e delle riforme previste

In apertura un’analisi di scenario. L’impegno della Commissione europea, prima con la nuova Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, sottoscritta nel settembre 2015 dai governi dei Paesi membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, poi con il lancio del Green Deal nel dicembre 2019; l’adozione in Italia di una Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile nel dicembre 2017 e infine il sopraggiungere dell’emergenza Covid-19, che ha spinto tutti i paesi europei a puntare sulla transizione verde. Il PNRR dedica un’attenzione particolare al tema della transizione ecologica, prevede nella Missione 2 uno stanziamento di 34,7 miliardi di euro articolati in 26 investimenti e 12 riforme, divisi a loro volta in quattro componenti, illustrati in gran parte durante gli interventi di questa prima puntata: 

  • M2C1 – Agricoltura sostenibile ed economia circolare 
  • M2C2 – Transizione energetica e mobilità sostenibile 
  • M2C3 – Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici 
  • M2C4 – Tutela del territorio e della risorsa idrico 

Il MiTE è impegnato nel mettere a terra gli investimenti e nel far sì che questi si concretizzino in opere entro il primo semestre del 2026, come previsto dal PNRR, ma la vera forza del piano sono le riforme strutturali che traguardano il 2035: la Strategia Nazionale per l’Economia circolare o il Programma nazionale di gestione dei rifiuti. Oltre una pubblica amministrazione attiva, capace di condividere le istanze dei territori e fare rete, occorre aumentare la consapevolezza e la cultura sulle sfide ambientali, che aiuterà a compiere l’obiettivo ultimo: rendere il sistema italiano più sostenibile nel medio-lungo termine e quindi compiere la transizione ecologica.  Il valore aggiunto dato dal PNRR è visibile nella rivoluzione metodologica già in atto: per la prima volta si sta ragionando in termini di pianificazione, programmazione e rispetto degli obiettivi e delle tempistiche.

Rivedi la puntata di FORUM PA 2022 – 15 giugno

Uso efficiente delle risorse e gestione dei rifiuti: le azioni a supporto delle P.A. e condizioni abilitanti

I principi di economia circolare si pongono al centro delle politiche ambientali europee. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, attraverso la Missione 2, ha l’obiettivo di colmare le lacune strutturali che ostacolano il raggiungimento di un migliore equilibrio fra natura, sistemi alimentari, biodiversità e circolarità delle risorse, in linea con gli obiettivi del Piano d’azione per l’Economia Circolare varato dall’UE. Anche in questo contesto il Ministero, da una parte, recepisce e regolamenta le nuove disposizioni europee in tema di economia circolare, adeguandole al contesto nazionale, dall’altra, attraverso i progetti CReIAMO PA, Mettiamoci in RIGA ed ARCA, supporta e affianca le amministrazioni regionali e locali nell’attuazione dei nuovi principi con l’obiettivo di facilitare la programmazione e la pianificazione sul territorio.

Analizzate due linee di azione del progetto CReIAMO PA dedicate una all’uso efficiente e sostenibile delle risorse ed economia circolare, l’altra alla promozione di modelli di gestione ambientale ed energetica nelle pubbliche amministrazioni. L’attività della linea ha come obiettivo prioritario quello di fornire un supporto tecnico specialistico per ridurre il gap tra le regioni italiane con diversi livelli di sviluppo in merito all’economia circolare e nell’ambito della definizione di una governance intersettoriale, di strategie politiche e normative di settore. Nell’ambito del progetto sono previste azioni di formazione e affiancamento sui temi ambientali, quali l’integrazione dei requisiti ambientali nei processi di acquisto, l’integrazione degli obiettivi di sostenibilità nell’azione amministrativa, il disegno di policy in ambito di economia circolare, l’adattamento ai cambiamenti climatici. Le opzioni di formazione sono di natura generale, rivolte alle pubbliche amministrazioni centrali, regionali e locali. L’affiancamento invece è un’attività più mirata, è on demand. Si è parlato del ruolo della contabilità satellite ambientale nelle politiche di transizione dell’Italia verso un’economia circolare, con un focus sulla componente Flussi di materia. Si è analizzato anche il tema dell’impronta di carbonio come strumento di misurazione e di analisi delle emissioni di gas serra e di miglioramento delle performance ambientali delle organizzazioni.

Nella seconda sessione dell’incontro un focus sulla linea “Modernizzazione dell’iter procedurale per il rilascio delle autorizzazioni per gli impianti di gestione rifiuti” del progetto Mettiamoci in RIGA. In particolare, si è parlato del tentativo della PA di contribuire a realizzare una modernizzazione del settore nell’ambito degli iter autorizzativi, attraverso l’omogeneizzazione delle procedure.

Rivedi la puntata di FORUM PA 2022 – 16 giugno

Gli obiettivi ambientali al 2030 e le correlazioni con gli interventi del ciclo di programmazione 2021-2027 

Tra gli strumenti di sostenibilità, riconosciuti anche dalla Commissione Europea, senza dubbio, gli acquisti verdi o Green Public Procurement – GGP. L’idea di base è che la spesa pubblica – rappresentando una elevata percentuale dei consumi (circa il 16 % del prodotto interno lordo dell’Unione europea) – possa contribuire in grande misura al raggiungimento dello sviluppo sostenibile scegliendo beni e servizi che rispettino anche l’ambiente. Si è aperto un focus sull’attuazione e monitoraggio dell’Agenda 2030, sul passaggio dalla definizione della strategia alla progettazione e realizzazione di interventi su scala locale. La linea dedicata alla formazione e diffusione del Green Public Procurement ha contribuito a favorire il processo di radicamento delle politiche GGP nella pubblica amministrazione. Gli obiettivi della linea sono: rafforzare le competenze necessarie all’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) tra gli operatori pubblici di amministrazioni regionali, locali e centrali d’acquisto (come previsto dall’articolo 34 del codice degli appalti e dagli indirizzi politici europei, quali il Green Deal e il PNRR); ridurre il divario di competenze sul territorio nazionale; favorire le relazioni interistituzionali e con i portatori di interesse, nonché lo scambio di esperienze replicabili.

La linea dedicata alla “diffusione e utilizzo del Life Cycle Assessment per un uso efficiente delle risorse” ha l’obiettivo di incrementare l’utilizzo di queste metodologie negli appalti e nella definizione e scelta dei progetti nell’ambito del PNRR. Si è parlato delle strategie di sviluppo sostenibile e le azioni in corso per definire quadri di riferimento relativi alla valutazione ambientale strategica (VAS) e alla valutazione di impatto ambientale (VIA). La linea di azione per il miglioramento dell’efficacia dei processi di VAS e di VIA relativi a programmi, piani e progetti offre alle PA, competenti in materia a livello regionale e locale, un concreto supporto tecnico e giuridico per affrontare con efficacia ed efficienza i procedimenti di valutazione, in coerenza con le disposizioni nazionali vigenti. Sono stati attivati affiancamenti on the job, moduli formativi, scambi di esperienza di incontri e tavoli tecnici, documenti di indirizzo.  

Rivedi la puntata di FORUM PA 2022 – 17 giugno

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