SponsorizziAMO la Brianza: il modello che può cambiare il modo in cui l’Italia gestisce il suo patrimonio pubblico
“SponsorizziAMO la Brianza” è un’architettura istituzionale anticipatoria che risolve la carenza di fondi scolastici costruendo un ecosistema territoriale: unendo appalti, sponsorizzazioni e cooperative sociali, trasforma l’impresa in partner e l’ente in motore di “valore pubblico condiviso”. L’innovazione non chiede nuove leggi, ma il coraggio di mettere a sistema ciò che già c’è. Una visione che ha conquistato il Premio PA e Futuro
10 Settembre 2026
Fabrizio Batacchi
Direttore del Settore Patrimonio, Edilizia Scolastica e PNRR — Provincia di Monza e della Brianza

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- 1 Il problema è nazionale, anche se si vede bene da Monza
- 2 Il sistema: un regolamento che vale più di un finanziamento
- 3 L'articolo 20: l'innovazione che nessuno aveva ancora introdotto
- 4 Il circolo virtuoso: scuole, imprese e persone con disabilità
- 5 Perché questo modello è scalabile in tutta Italia
- 6 Il contesto: un ente che ha già dimostrato di saper fare
- 7 Le prossime tappe: da Monza al resto d'Italia
C’è un momento preciso in cui un’idea smette di essere una buona pratica locale e diventa un sistema. Quel momento arriva quando ci si accorge che le condizioni che l’hanno resa possibile non sono eccezionali, ma comuni. Che il problema che risolve non è di un ente, ma di tutti. E che gli strumenti che usa non sono nuovi, ma semplicemente non erano mai stati messi insieme in quel modo. “SponsorizziAMO la Brianza” è esattamente quel tipo di idea.
Il problema è nazionale, anche se si vede bene da Monza
La Provincia di Monza e della Brianza gestisce 58 edifici scolastici, una popolazione di circa 35.000 studenti e lavoratori, e ogni anno riceve quasi 3.800 richieste di intervento. Tetti che perdono, caldaie da sostituire, aule da imbianchare, presidi antincendio da aggiornare. Un patrimonio vivo, che consuma e si deteriora, e che richiede risorse costanti per restare in sicurezza e in efficienza.
Il problema è che le risorse non bastano mai. Non per colpa di una cattiva gestione, ma per una ragione strutturale che accomuna quasi tutte le province e i comuni italiani: il bilancio ordinario è dimensionato per la gestione corrente, non per la valorizzazione. Gli interventi di manutenzione ordinaria — quelli piccoli, diffusi, quotidiani — finiscono spesso in fondo alla lista delle priorità, rimandati di anno in anno fino a quando non diventano urgenti e costosi. È un meccanismo che si autoalimenta e che nessun finanziamento straordinario, nemmeno il PNRR, può risolvere in modo strutturale.
La Provincia di Monza e della Brianza ha deciso di affrontare questo meccanismo alla radice. Non aspettando nuovi fondi, non chiedendo deroghe normative, non inventando nulla di nuovo. Ma costruendo un sistema.
Il sistema: un regolamento che vale più di un finanziamento
Al cuore del progetto “SponsorizziAMO la Brianza” c’è il Regolamento per la disciplina e la gestione delle sponsorizzazioni, uno strumento che prima non esisteva. Non perché la legge lo vietasse — anzi, la normativa lo consente da tempo — ma perché nessuno lo aveva mai tradotto in una procedura organica, trasparente e operativa. Senza un regolamento, ogni accordo di sponsorizzazione era un caso a sé, esposto a rischi di opacità, contestazioni e irregolarità. Con il regolamento, diventa una procedura standard, replicabile, auditabile.
Il documento introduce tre tipologie di sponsorizzazione: finanziaria (contributi in denaro), tecnica (fornitura diretta di beni, servizi o lavori) e mista. Stabilisce che le iniziative sponsorizzabili vengano individuate ogni anno nel Documento Unico di Programmazione, garantendo coerenza con le priorità strategiche dell’ente. Prevede la pubblicazione di un catalogo aggiornato sul sito istituzionale, che trasforma la Provincia da soggetto che aspetta offerte a soggetto che promuove attivamente opportunità di collaborazione. Istituisce commissioni di valutazione settoriali, per garantire competenza tecnica e imparzialità nella scelta degli sponsor. E applica i principi di trasparenza, non discriminazione e parità di trattamento del Codice dei Contratti Pubblici, anche se le sponsorizzazioni ne sono formalmente escluse.
Ogni elemento di questo sistema è pensato per funzionare anche senza il precedente. Ma è quando si combinano tutti insieme che il modello diventa davvero potente.
L’articolo 20: l’innovazione che nessuno aveva ancora introdotto
Il punto più originale del regolamento — e quello che ha attirato l’attenzione della giuria del Premio PA e Futuro — è l’articolo 20, dedicato alle sponsorizzazioni accessorie ai contratti d’appalto. Si tratta di un meccanismo che, per la prima volta in modo sistematico, collega due procedure normalmente separate: la gara d’appalto e la sponsorizzazione.
Il funzionamento è semplice nella sua logica. Quando la Provincia bandisce una gara per lavori, servizi o forniture, può inserire nell’offerta tecnica un criterio premiale: l’operatore economico che si impegna a stipulare anche un contratto di sponsorizzazione accessoria riceve un punteggio aggiuntivo, fino a un massimo del 10% del punteggio tecnico complessivo. La sponsorizzazione deve restare residuale rispetto all’oggetto principale dell’appalto, e la lex specialis di gara deve disciplinarne in modo chiaro caratteristiche, criteri di valutazione e conseguenze dell’inadempimento.
Il fondamento normativo è solido: l’articolo 8 del D.Lgs. 36/2023, che riconosce il principio di autonomia contrattuale della pubblica amministrazione, e il Parere ANAC n. 216/2024, che ha affermato espressamente la legittimità di questo tipo di clausole. Non si tratta quindi di un’interpretazione creativa, ma di un’applicazione pienamente conforme del quadro normativo vigente.
Il risultato pratico è che in un’unica procedura l’ente ottiene sia il servizio o il lavoro di cui ha bisogno, sia un contributo aggiuntivo — in denaro o in natura — per altri interventi. I tempi si accorciano, i costi amministrativi si riducono, e l’operatore economico ha un incentivo concreto a proporre un’offerta più ricca e vantaggiosa per l’amministrazione. Da fornitore diventa partner.
Il circolo virtuoso: scuole, imprese e persone con disabilità
Se l’articolo 20 è l’innovazione più visibile, l’articolo 31 è forse quella più significativa dal punto di vista sociale. E la sinergia tra i due è il cuore pulsante del modello.
Il Settore Lavoro della Provincia si occupa da anni dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e della gestione delle cooperative sociali di tipo B. Queste cooperative, costituite per legge per favorire l’occupazione di persone svantaggiate, hanno storicamente difficoltà a trovare attività lavorative stabili e significative per i propri associati. Nel frattempo, molti interventi di manutenzione ordinaria del patrimonio scolastico — imbiancature, piccoli restauri, pulizie specializzate — non vengono realizzati per mancanza di risorse, nonostante rappresentino opportunità di lavoro ideali per le persone con disabilità.
L’articolo 31 del regolamento chiude questo cerchio. La Provincia può inserire nel catalogo delle sponsorizzazioni questi interventi di manutenzione ordinaria, affidandone la realizzazione a cooperative di tipo B. Le imprese soggette agli obblighi della Legge 68/1999 — quella che impone alle aziende sopra una certa soglia di assumere una quota di lavoratori con disabilità — possono finanziare le cooperative come forma di sponsorizzazione, adempiendo così ai propri obblighi di legge in modo innovativo e socialmente utile.
Il risultato è un circolo in cui nessuno perde e tutti guadagnano: la scuola viene manutenuta, le persone con disabilità trovano lavoro dignitoso, l’impresa adempie a un obbligo normativo generando valore sociale invece di pagare una sanzione, e la Provincia non spende risorse ordinarie. È un esempio concreto di quello che si chiama “valore pubblico condiviso”: non la somma di interessi separati, ma la creazione di un risultato che nessuno avrebbe potuto ottenere da solo.
Perché questo modello è scalabile in tutta Italia
Qui sta il punto che rende “SponsorizziAMO la Brianza” qualcosa di più di una buona pratica locale. Ogni elemento che lo compone è già disponibile ovunque in Italia.
Il D.Lgs. 36/2023 è la legge di tutti. Il Parere ANAC n. 216/2024 vale per tutti gli enti. La Legge 68/1999 si applica alle imprese di tutta Italia. Le cooperative sociali di tipo B esistono in ogni regione. I problemi di manutenzione del patrimonio scolastico sono gli stessi a Palermo come a Torino, a Bari come a Venezia. E la struttura del regolamento — il catalogo, le commissioni, il meccanismo dell’articolo 20, la sinergia con il settore lavoro — è un kit di governance che può essere adottato da qualsiasi provincia, comune o ente pubblico con un patrimonio immobiliare da gestire.
Non servono nuove leggi. Non servono finanziamenti straordinari. Non servono consulenze esterne o tecnologie costose. Serve la volontà di mettere insieme ciò che esiste già, con metodo e trasparenza.
Questo è esattamente il tipo di innovazione di cui la pubblica amministrazione italiana ha bisogno: non quella che richiede risorse che non ci sono, ma quella che valorizza le risorse che ci sono già, creando connessioni nuove tra strumenti esistenti. Un’innovazione che si diffonde per imitazione, non per imposizione. Che cresce dal basso, da chi ha già risolto il problema, verso chi lo sta ancora affrontando.
Il contesto: un ente che ha già dimostrato di saper fare
“SponsorizziAMO” non nasce nel vuoto. Si inserisce in un percorso di trasformazione avviato dalla Provincia di Monza e della Brianza negli ultimi anni, che ha già prodotto risultati significativi. Nella gestione dei fondi PNRR per l’edilizia scolastica — 28,8 milioni di euro della Missione 4 del Piano, a cui la Provincia ha aggiunto circa 10,2 milioni di risorse proprie per un investimento complessivo di circa 39 milioni — l’ente si è distinto a livello nazionale per il rigoroso rispetto delle scadenze. Dei 10 interventi finanziati, nessuno risulta in ritardo. Cinque sono già stati completati, altri due sono in fase di conclusione con oltre un anno di anticipo rispetto alla data finale prevista. In un paese in cui il rischio di perdere i fondi del PNRR è una preoccupazione reale per molte amministrazioni, la Provincia di Monza e della Brianza ha dimostrato che si può fare diversamente.
È in questo contesto che il Direttore architetto Fabrizio Batacchi e il Consigliere Delegato Giuseppe Azzarello hanno presentato il “Sistema Brianza” al Ministero dell’Istruzione e del Merito, su invito del Sottosegretario: un sistema integrato di gestione del patrimonio scolastico che combina programmazione rigorosa, innovazione tecnologica — con l’introduzione della metodologia BIM e di un nuovo applicativo per la gestione delle segnalazioni — e ora, con “SponsorizziAMO”, la capacità di attrarre risorse private in modo strutturato e trasparente.
Le prossime tappe: da Monza al resto d’Italia
Il percorso di “SponsorizziAMO la Brianza” è ancora in corso. Le prossime tappe prevedono l’approvazione definitiva del regolamento da parte del Consiglio Provinciale, la pubblicazione del catalogo delle offerte di sponsorizzazione sul sito istituzionale, l’istituzione delle commissioni di valutazione settoriali e il lancio delle prime procedure concrete, con priorità agli interventi di valorizzazione del patrimonio scolastico e all’inclusione lavorativa. Ogni fase sarà monitorata e valutata, con la disponibilità a condividere i risultati — inclusi gli errori e le correzioni di rotta — con tutte le amministrazioni che volessero adottare il modello.
Perché l’ambizione di questo progetto non è diventare un caso di studio da citare nelle conferenze. È diventare uno standard. Un modo normale di fare le cose. Il punto di partenza di un sistema nazionale in cui ogni euro pubblico genera più valore, ogni appalto porta con sé un contributo alla comunità, e ogni persona con disabilità che trova lavoro grazie a una sponsorizzazione è la prova che la pubblica amministrazione, quando ci prova davvero, sa ancora sorprendere.