ISS: AntibioticoResponsabile.it, campagna per uso responsabile di antibiotici

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Lo sviluppo dell’ "antibiotico resistenza" in Italia e in tutti i Paesi europei, legato all’incremento e all’uso inappropriato degli antibiotici, costituisce un problema di particolare rilievo per la tutela della salute dei cittadini tanto da spingere istituzioni internazionali come l’Oms a lanciare l’allarme. Il Centro europeo per il controllo delle malattie ha invitato gli Stati membri a realizzare iniziative di comunicazione rivolte alla popolazione generale per contrastare questo fenomeno.

15 Dicembre 2008

Articolo FPA

Lo sviluppo dell’ "antibiotico resistenza" in Italia e in tutti i Paesi europei, legato all’incremento e all’uso inappropriato degli antibiotici, costituisce un problema di particolare rilievo per la tutela della salute dei cittadini tanto da spingere istituzioni internazionali come l’Oms a lanciare l’allarme. Il Centro europeo per il controllo delle malattie ha invitato gli Stati membri a realizzare iniziative di comunicazione rivolte alla popolazione generale per contrastare questo fenomeno.
In tale ottica l’Agenzia Italiana del Farmaco, l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali hanno realizzato la Campagna di comunicazione ad hoc “Antibiotici si, ma con cautela” con l’obiettivo di informare i cittadini dell’importanza di ricorrere agli antibiotici solo quando necessario e dietro prescrizione del medico che ne accerti l’effettiva utilità e di non interrompere mai la terapia prima dei tempi indicati dal medico o, comunque, solo dietro sua indicazione.
Alcuni germi patogeni importanti, infatti, hanno sviluppato livelli di antibiotico resistenza che arrivano anche al 90%  e alcuni ceppi sono divenuti resistenti a tutti i 100 antibiotici disponibili tanto che in un futuro prossimo si comincia a temere di non poter disporre più di alcun farmaco per combattere le infezioni.
Fattori determinanti nello sviluppo dell’"antibiotico resistenza" sono l’incremento dei consumi che, per alcune molecole e l’impiego non corretto, come emerso dal sondaggio “Gli italiani e gli antibiotici” presentato recentemente dall’Istituto Superiore di Sanità.

Fonte: Agenzia del Farmaco