Oltre il PNRR: la transizione energetica come leva di valore pubblico

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La fine del PNRR rappresenta il momento in cui gli investimenti realizzati devono tradursi in modelli permanenti di innovazione. In questa prospettiva, l’efficienza energetica diventa un fattore strategico per la competitività dei territori e per la sostenibilità della PA. La sfida è passare dalla logica del finanziamento a quella del risultato, anche grazie a partenariati pubblico-privati capaci di coniugare competenze, digitalizzazione e visione di lungo periodo

14 Luglio 2026

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Patrizia Licata

Giornalista

Foto di Jw. su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/edificio-in-cemento-marrone-e-bianco-OFDrwleTtdE

La conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) rappresenta una fase decisiva per la pubblica amministrazione italiana: occorre ora consolidare un modello capace di produrre valore pubblico nel tempo. In questo scenario, la transizione energetica va oltre la sua originaria funzione di abbattimento delle emissioni, diventando una leva per migliorare la sostenibilità economica degli enti, la qualità dei servizi e la resilienza dei territori.

È questa la visione emersa dalla tavola rotonda “La transizione energetica per la sostenibilità oltre il 2026“, tenutasi all’interno dell’ultima edizione di FORUM PA. Dal confronto tra istituzioni, imprese e amministrazioni territoriali è emersa una convinzione condivisa: la fase post-PNRR richiederà maggiore capacità di pianificazione, integrazione tecnologica e collaborazione tra pubblico e privato. Nello specifico della transizione energetica, la sinergia con le Energy Service Company (ESCo) e l’integrazione di IoT, intelligenza artificiale e Building Automation System (BACS) aiutano la PA ad efficientare gli edifici pubblici, generando benefici economici, emissivi e sociali misurabili.

“La transizione ecologica ed energetica non è solo un obbligo normativo, ma uno strumento per creare valore pubblico, ovvero benessere, sicurezza e sviluppo economico del territorio”, ha affermato Alberto Carone, Responsabile Sviluppo Progetti Energetici di Rigenerazione Urbana Business to Government di Edison Next. “L’obiettivo è governare il cosiddetto trilemma energetico, bilanciando costi, sostenibilità e accessibilità”.

Oltre il PNRR, la nuova fase della transizione energetica

Per trasformare gli interventi fatti in un modello stabile di sviluppo, la transizione energetica va affrontata “non soltanto come una questione tecnologica o ambientale, ma come una strategia complessiva accompagnata da infrastrutture adeguate, sistemi di accumulo, reti intelligenti, strumenti digitali e meccanismi di mercato capaci di valorizzare gli investimenti”, ha sottolineato Federico Boschi, Capo Dipartimento del Dipartimento Energia del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. 

“È necessario affiancare alla crescita delle fonti rinnovabili tutti gli strumenti indispensabili per integrarle efficacemente nel sistema energetico nazionale”, ha proseguito Boschi. “Sono già disponibili strumenti come Certificati Bianchi, Conto Termico e sgravi fiscali per la riqualificazione energetica, ma sarà necessario anche rivedere il sistema degli incentivi, orientandolo maggiormente ai risultati”.

Un modello di innovazione permanente

La nuova fase della transizione energetica richiede di superare la logica dei bandi temporanei e costruire un rapporto continuo tra industria, territori e pubblica amministrazione. L’esperienza delle bioraffinerie di Eni è un esempio concreto di questa impostazione: una riconversione industriale capace di mantenere l’occupazione, valorizzare i territori e produrre carburanti a minore impatto ambientale. Il territorio, ha sottolineato Guido Dell’Omo, Public Affsd_.airs Italia – Relazioni Istituzionali Locali di Eni, deve diventare “un partner industriale stabile della pubblica amministrazione”.

L’esperienza della Regione Siciliana, illustrata da Francesco Colianni, Assessore dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, mostra come questa visione possa tradursi in una programmazione concreta. Nel corso dell’ultimo anno la Regione ha mobilitato circa mezzo miliardo di euro di fondi comunitari, destinando risorse all’efficientamento energetico, alle reti idriche, ai sistemi di depurazione, alle infrastrutture fognarie e ai centri comunali di raccolta dei rifiuti per accompagnare comuni e liberi consorzi nella pianificazione della transizione energetica e della riqualificazione urbana. La Regione ha inoltre avviato la definizione degli “ambiti di accelerazione”, aree nelle quali favorire lo sviluppo di soluzioni ancora poco sfruttate, come geotermia, idroelettrico e idrogeno, sostenute anche da nuovi bandi di finanziamento.

La governance post-PNRR e il partenariato pubblico-privato

La vera sfida del post-PNRR riguarda soprattutto la governance. “Non basta realizzare nuove opere: occorre garantirne la sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita, poiché è nella gestione che si determina gran parte del costo complessivo di un’infrastruttura”, ha sottolineato Carone di Edison Next. In questa prospettiva, il partenariato pubblico-privato assume un ruolo strategico perché è un modello di collaborazione che integra progettazione, capacità di investimento, innovazione tecnologica e gestione.

“Il principale valore del partenariato consiste nella possibilità di sviluppare una progettazione approfondita attraverso un dialogo continuo tra amministrazioni e operatori economici”, ha spiegato Carone. “Attraverso il dialogo tra pubblico e privato è possibile accompagnare l’intero ciclo di vita delle opere e costruire interventi su misura”.

Il rapporto con il territorio

Ogni progetto dovrebbe essere costruito sulle caratteristiche specifiche del territorio, tenendo conto delle diverse disponibilità energetiche locali e del cosiddetto “Genius Loci energetico”, così da favorire una maggiore autonomia rispetto alla rete elettrica nazionale. “Non esistono soluzioni universali: scuole, ospedali ed edifici pubblici devono essere progettati o riqualificati partendo dalle loro peculiarità, integrando le esigenze della comunità e valorizzando le opportunità offerte dal contesto”, ha evidenziato Carone.

La questione riguarda soprattutto gli enti territoriali di dimensioni minori. Molte amministrazioni locali continuano a confrontarsi con limiti organizzativi e carenze di competenze. Strumenti come le convenzioni Consip, il project financing e i modelli di collaborazione pubblico-privato possono contribuire a colmare questo divario, ma devono essere accompagnati da percorsi di formazione del personale, semplificazione amministrativa e supporto tecnico.

“L’efficientamento del patrimonio pubblico rappresenta uno dei principali motori della transizione energetica, poiché ridurre i consumi significa diminuire in modo strutturale il fabbisogno energetico e liberare risorse economiche”, ha affermato Floriana Tomasetti di Ecosfera Servizi. “Dobbiamo continuare a lavorare contemporaneamente su tutti gli strumenti disponibili: il PNRR è solo il punto di partenza di un percorso più ampio”.

L’innovazione tecnologica

Transizione energetica e trasformazione digitale costituiscono due processi inseparabili. La Regione Siciliana, per esempio, sta utilizzando le tecnologie digitali sia nella gestione dei rifiuti, attraverso il progetto “Sicilia Pulita”, che integra monitoraggio satellitare e sistemi di allerta per contrastare le discariche abusive, sia nelle procedure autorizzative, introducendo strumenti di intelligenza artificiale per velocizzare l’esame delle numerose richieste di nuovi impianti energetici.

Anche Eni sta investendo in modo significativo nell’intelligenza artificiale. Sono state illustrate alcune delle principali applicazioni già operative, tra cui i sistemi di manutenzione predittiva, gli strumenti dedicati alla sicurezza degli impianti, i modelli di “digital twin”, che consentono di simulare digitalmente un impianto prima della sua realizzazione, e le piattaforme di IA sviluppate internamente per supportare il lavoro quotidiano dei dipendenti.

È stato anche ricordato che solo attraverso sistemi digitali è possibile monitorare e misurare le prestazioni energetiche degli edifici e programmare interventi realmente efficaci che trasformano i percorsi di riqualificazione da semplici centri di costo a risorse per lo sviluppo dei territori.

Il post-PNRR: la sfida della creazione di valore pubblico

Ridurre i consumi e migliorare la gestione degli edifici significa liberare risorse economiche da reinvestire in servizi, welfare e nuove infrastrutture. L’efficienza energetica diventa così uno strumento concreto di creazione di valore pubblico.

Le ESCo e operatori specializzati come Edison Next rappresentano un supporto fondamentale per accompagnare la Pubblica amministrazione nella transizione energetica, trasferendo innovazione, competenze e modelli gestionali anche ai piccoli enti.

Il patrimonio di competenze, capacità progettuale e collaborazione costruito durante l’attuazione del PNRR va, insomma, consolidato, correggendo le criticità emerse e mantenendo alta la consapevolezza dell’urgenza della transizione energetica. Solo continuando a investire in infrastrutture, innovazione, partenariati e semplificazione amministrativa sarà possibile trasformare l’impulso straordinario del PNRR in una politica industriale e territoriale stabile.

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