Libri e film per l'estate: ecco i consigli di FPA

Libri e film per l’estate: ecco i consigli di FPA

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Abbiamo selezionato per voi alcuni libri da portare in vacanza e qualche film e serie tv da guardare nei momenti di relax. Ci auguriamo che possano farvi compagnia nel mese di agosto. Se vi va, mandateci poi anche i vostri commenti e le vostre recensioni

28 Luglio 2021

Photo by Siniz Kim on Unsplash

Arriva l’estate e come ogni anno l’agognato tempo libero ci porta alla ricerca di nuove cose da fare.

Potremmo cominciare a sfogliare quel libro che non abbiamo mai avuto il tempo di leggere (o di iniziare a leggere); oppure potremmo accendere la televisione e cercare quella lunghissima serie tv che viene citata da tutti ma che proprio non abbiamo avuto il coraggio di guardare nei brevi fine-settimana invernali.

Proprio per facilitare la vostra ricerca (a volte veramente estenuante, lo sappiamo) di film, serie tv o libri, noi di FPA abbiamo deciso di consigliarvi qualche titolo.

Se vi va, mandateci poi anche i vostri commenti e le vostre recensioni scrivendo a redazione@forumpa.it con oggetto: “recensioni di libri e film”.

Buona lettura e… buona visione!


Daniela Brusca consiglia:

Il cardellino, romanzo di Donna Tartt

“Premio Pulitzer 2014, questo romanzo intenso, un po’ dickensiano, sulla vita di un tranquillo e maturo ragazzino tredicenne, almeno fino all’attentato terroristico che uccide sua madre, in una New York prima e Las Vegas poi, dove i limiti sono presto superati. È un romanzo corposo, non solo nel numero di pagine. Il cardellino del titolo è un dipinto del 1654 di Carel Fabritius che il ragazzino sottrae dalle macerie dell’attentato e che esercita su di lui un particolare fascino, come se lo sguardo sulla bellezza potesse cancellare l’orrore. Il libro racconta proprio la discesa vertiginosa agli inferi. Spero in un riscatto finale perchè io comunque tifo per lui…”.


The Undoing – Le verità non dette, miniserie televisiva diretta da Susanne Bier

“Sono 6 puntate ma io le ho viste quasi tutte di un fiato. Il cast è la prima cosa che mi ha attratto: Hugh Grant e Nicole Kidman in splendida forma. Finalmente un Hugh Grant che non interpreta il bravo ragazzo sornione, ma un affermato medico nell’East Side di New York che scompare dopo la morte violenta di una giovane mamma. È stato lui? Lui è una vittima della virago latina interpretata da Matilda De Angelis? Dubbi che ho avuto io ma anche la moglie, Nicol Kidman, nelle vesti di una psicologa. Alti e bassi che spingono a vedere in un colpo solo tutte le puntate. Per amanti del thriller e non solo. Lo consiglio per la trama, per il cast e per l’ambientazione. A me è piaciuta molto”.


Emanuele Consoli consiglia:

Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?)  romanzo scritto da Philip K. Dick.


Maurizio Costa consiglia:

The Truman Show, film del 1998 diretto da Peter Weir.

“Consiglio il mio film preferito in assoluto perché in un momento in cui ci siamo sentiti (e ci sentiamo tuttora) chiusi in una bolla, osservati fin dentro casa, raffreddati nei rapporto di tutti i giorni, che sembrano ai nostri occhi sempre più falsi e opachi, dobbiamo ricordarci che c’è sempre un modo per uscirne. La volontà di scoprire il mondo e la curiosità possono aiutarci a trovare il modo di evadere dalla nostra bolla, fatta di chiusure e falsità. Da vedere”.


Cristo si è fermato a Eboli, romanzo di Carlo Levi.

“Gagliano, un paesino della più remota Basilicata, agosto del 1935. Potrebbe sembrare l’inizio di un’avventura estiva; si tratta invece della più cruda e affascinante descrizione dell’Italia meridionale prima della Seconda Guerra Mondiale. Da leggere in una noiosa giornata di agosto, all’ombra di un ombrellone, accompagnati dai più comuni generi di conforto. Per apprezzarli meglio”.


Michela Fattore consiglia:

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, romanzo di Mark Haddon.

“Un trionfo morale della diversità. «E poi i cani sono fedeli e non dicono bugie perché non sanno parlare»”.


La società della stanchezza, libro di Byung-chul Han.

“Per riflettere sull’imperativo categorico della prestazione a ogni costo, alla efficienza e alla competenza dell’individuo che non ha più tempo né di ascoltare né di ascoltarsi”.


La classe operaia va in paradiso, film del 1971 diretto da Elio Petri.

“All’epoca gli sfruttati erano gli operai di fabbrica, gli ingranaggi viventi della catena di montaggio, le masse di lavoratori che ogni mattina attendevano il suono della sirena per dare inizio a logoranti turni di produzione. Quali le analogie con il “para-impiegato” di oggi?”.


Barbara Izzo consiglia:

Io posso: Due donne sole contro la mafia, libro di Pif.

“Di facile lettura ripercorre 30 anni di storia italiana (di mafia e antimafia) raccontati attraverso le disavventure di due donne coraggiose che non ci stanno a sottomettersi al sistema (di qualsiasi sistema si parli)…Della serie: Oltre al danno…pure la burocrazia!”.


Clara Musacchio consiglia:

A proposito di niente, libro di Woody Allen.

“Per una piacevole e scorrevole lettura estiva, ma non banale, né priva di passaggi “difficili”, come quelli legati alla controversa relazione con Mia Farrow , suggerisco di leggere l’autobiografia di Woody Allen “A proposito di niente”, pubblicata a inizio anno da La Nave di Teseo. Nel testo le storie dei suoi film, le vicende spesso rocambolesche legate alla loro produzione, l’amore incondizionato per Manhattan, la sua carriera nel mondo dello spettacolo e i suoi rapporti sentimentali, il tutto narrato con il guizzo del suo vivace e spontaneo disincanto. Consigliato anche per chi, come me, non è un fedelissimo seguace della sua filmografia!”.


We Are Who We Are, miniserie televisiva italo-statunitense co-creata e diretta da Luca Guadagnino.

“Come alcuni romanzi “di formazione” – mi viene in mente “Il giovane Holden” di Salinger – l’autore esplora con profondità e allo stesso tempo con delicatezza i turbamenti dell’adolescenza e soprattutto il tema dell’identità di genere. La serie è ambientata in una base militare a Chioggia e si svolge interamente nei territori della laguna veneta, un paesaggio che rende la fotografia particolarmente originale e suggestiva”.


Mank, film di David Fincher.

“È un biopic del 2020 su Herman Mankiewicz, scrittore dell’iconico film del 1941 “Quarto Potere” di Orson Welles. Più che un film, una vera e propria opera cinematografica, complessa in tutte le sue parti, dalla trama, fortemente intrecciata alla storia degli studios di Hollywood, alla caratterizzazione dei personaggi, alla trasposizione in bianco e nero, alle fedelissime e bellissime ambientazioni d’epoca. Da vedere anche per la straordinaria interpretazione di Gary Oldman!”.


Rossella Osio consiglia:

Cambiare l’acqua ai fiori, libro di Valérie Perrin.

“Narrazione sorprendente, perché riesce a trasmettere al lettore sensazioni contrastanti e autentiche. Lo consiglio per il delicato cinismo con cui l’autrice racconta una storia d’altri tempi”.


Eleonora Sisci consiglia:

Maus, romanzo di Art Spiegelman.

“Graphic novel ambientata durante la seconda guerra mondiale e incentrata sull’Olocausto, sulla base dei racconti del padre dell’autore, un sopravvissuto al campo di concentramento di Majdanek e a quello di Auschwit. Consigliatissimo, anche se l’argomento non è dei più leggeri, l’autore lo racconta per mezzo di fumetti, il che lo rende molto snello e fruibile ovunque vi troviate”.


Giovanna Stagno consiglia:

2119. La disfatta dei Sapiens, libro di Sabina Guzzanti.

“Catastrofi naturali, tecnologie che avanzano, dati come ricchezza. disuguaglianze sociali, economiche, di potere, equilibri economici non sostenibili. Un libro di attualità? No, romanzo distopico sul mondo che verrà e sull’uomo che, ribelle e creativo, cerca la salvezza sempre. E la salvezza è spesso in ciò che abbiamo perso, distrutto e mortificato. Da leggere tutto d’un fiato”.


La società della stanchezza, libro di Byung-chul Han.

“Riflessioni sull’uomo dell’età tardo moderna con le sue patologie, dal narcisismo al burnout, dall’eccesso di positività al multitasking, dall’eliminazione dell’Altro alla privazione del conflitto e della gratificazione. Convinto di essere libero quando invece è sottoposto alla sovranità di se stesso. Un saggio per riflettere”.


La mente che innova. Uno. Cultura, mindset e conoscenze, libro di Gianluca Abbruzzese.

“Lettura in corso, incuriosisce il toolkit su come accelerare il cambiamento tra conoscenze, competenze, creatività, persone e interazioni. Per allenare un po’ la mente sotto l’ombrellone”.


Michela Stentella consiglia:

Il giorno del giudizio, romanzo di Salvatore Satta.

“Perché ci fa scoprire come dietro un grande giurista (l’autore) si possa nascondere un grande scrittore. Per me davvero una scoperta, qualche anno fa, su consiglio di un bravo libraio. Da leggere per chi vede nella Sardegna una terra affascinante e misteriosa. “Il giorno del giudizio” è infatti, come riporta la quarta di copertina, un romanzo “epico e visionario, il romanzo della Sardegna, isola di ‘demoniaca tristezza’” come l’autore la definisce nel primo capitolo, quando cominciamo a conoscere Don Sebastiano, la sua casa, Donna Vincenza e la loro storia, che non è solo la storia della famiglia Sanna Carboni, ma di una città (Nuoro tra fine ‘800 e inizi ‘900) che è un «nido di corvi», abitata da gente che «sembra il corpo di guardia di un castello malfamato», di un mondo, di un’epoca…finita già mentre si dipana il racconto, dato che i personaggi sono ormai fantasmi evocati dalla voce narrante dello scrittore. Per chi volesse, ho scoperto che c’è anche il bel podcast su Radio3, con la voce di Toni Servillo.


Tania Valle consiglia:

I felici, romanzo di Kristine Bilkau.

“Ritratto di una generazione inquieta, precaria nella vita così come negli affetti, vittima di promesse che il futuro non ha mantenuto, il racconto si dipana tra aspettative deluse, perdita di lavori, necessità di doversi reinventare e di cambiare le proprie aspettative di vita. Lo consiglio perché credo che la felicità vera va ricercata e trovata mettendosi in gioco di fronte alle difficoltà della vita e non sottraendosi oppure rincorrendo un ideale di perfezione che diventa il più delle volte “la trappola della felicità”. E poi perché è un libro di esordio e quindi va premiata l’iniziativa”.


Altro che caffè (Family Business), serie televisiva francese del 2019 creata e diretta da Igor Gotesman.

“Ambientata nel quartiere storico Le Marais di Parigi, una famiglia ebrea, stanca di gestire con grandi difficoltà una macelleria kosher, decide di trasformarla nel primo coffee shop di Parigi. La consiglio perché diverte molto ma al tempo stesso getta uno sguardo sulle criticità del mondo lavorativo, fa riflettere sulle difficoltà dell’accettazione ai cambiamenti e sulla capacità di adattamento ai contesti che permettono la sopravvivenza. Produzione con basso budget ma con attori bravissimi”.


Chiami il mio agente! (Dix pour cent), serie televisiva francese trasmessa da France 2.

“Dramedy parodica sul mondo dello spettacolo, racconta di una prestigiosa agenzia di Parigi, che ha l’onore e l’onere, di rappresentare le più grandi star francesi (Dix pour cent è la percentuale dell’agente). Ogni episodio segue le vicissitudini degli agenti e delle loro star, mischiando commedia e dramma. Ogni episodio ha come guest star un attore diverso che interpreta se stesso tra bizzarrie e idiosincrasie tipiche delle star. Tutti straordinari: Jean Dujardin, Juliette Binoche, Isabelle Adjani, Isabelle Huppert, Charlotte Gainsbourg, Jean Reno, Christopher Lambert, Sigourney Weaver e anche la nostra Monica Bellucci (la peggiore). La consiglio perché i dialoghi sono brillanti, perché racconta il mondo dello spettacolo con trovate mai banali e perché talvolta bisogna essere disposti a ricorrere agli escamotage più “creativi” pur di strappare l’accordo più vantaggioso”.


Elvira Zollerano consiglia:

Sherlock, serie televisiva britannica del 2010 creata da Steven Moffat e Mark Gatiss.

“Con la sua necessità esistenziale di modellare a suo piacimento la realtà, rifugiandosi in un mondo fatto su misura per lui, Sherlock corre veloce, nessuno riesce a tenergli il passo. Aggirandosi nei meandri del suo palazzo mentale, ci spinge a misurarci con i limiti che spesso siamo noi stessi a imporci e ci stimola magari a riprendere in mano la tecnica dei loci, cara a Cicerone, che permette a cervelli normali di raggiungere, con un po’ di allenamento, prestazioni degne di un super investigatore dei misteri”.


Autobiografia di uno yogi, libro di Paramahansa Yogananda.

“Un libro che non ha bisogno di troppe presentazioni, voglio solo ricordare una piccola curiosità: Steve Jobs, oltre a conservarlo gelosamente nel suo iPod, ne regalò una copia a tutti gli inviati al suo funerale, come l’ultimo dono, quello più importante”.


Testi che parlano, libro di Valentina Falcinelli.

“Da questo testo ho imparato che conferire un tono di voce alle parole scritte non è semplice, ma è fondamentale per riuscire a comunicare in maniera chiara e univoca la personalità e l’identità della propria azienda. (Oltre al Libro, ho trovato utile e divertente anche sperimentarmi con le carte Personalitov!)”.


Ecco alcuni suggerimenti arrivati da Romana Mancini (tecnologa presso Istat) che ha raccolto il nostro invito e che ringraziamo per questo.

Romana Mancini consiglia:

Gli schifosi, libro di Santiago Lorenzo. 

“E’ stato un bestseller in Spagna, l’anno scorso. E’ un libro molto divertente, che ironizza sulla paura del protagonista e sui pessimi comportamenti di una famiglia vicina. Venato da un’ironia pungente sugli stili di vita di alcuni gruppi sociali, fa riflettere sulla superficialità dei giovani e sulla loro manipolazione da parte degli adulti, è, anche, un monito ad avere comportamenti più rispettosi degli altri in ogni situazione, compresi  i week end e le vacanze”.


La casa sopra i portici, libro di Carlo Verdone

“E’ il penultimo libro dell’autore, che mi è piaciuto più dell’ultimo ‘La carezza della memoria’ perché è privo della  nota malinconica, che pervade il secondo. La descrizione di un appartamento, appunto, sopra i portici, nel quale ha vissuto da giovane, costituisce per l’autore il pretesto, per ricordare un periodo molto gradevole della sua vita. Il libro diventa, in questo modo, uno spaccato sulla Roma degli anni ’70 quando, senza formalismi, sussisteva un mix vitale, tra i accademici ed artisti”.


Basta! – Il potere delle donne contro la politica del testosterone, libro di Lilli Gruber

“E’ un j’accuse contro il sistema che impedisce alle donne di fare carriera in molti settori e suggerisce alle donne di attuare strategie di ribellione, che ne caso dell’autrice si sono rivelate vincenti. E’ un libro che consiglio a tutte le donne ed anche agli uomini, che sono stanchi di sopportare il demansionamento del genere femminile ed il gender gap (il differenziale stipendiale e salariale rispetto agli uomini, che relega le donne italiane tra le ultime in Europa)”.


Fuori c’era il Sessantotto ma non ce ne accorgemmo – Ricordi del Conti Gentili, libro di Roberto Tomei

“Questo libro è stato scritto da un collega, diventato direttore e docente universitario, non lo indico per piaggeria, ma perché è divertente, tra l’altro è veramente tascabile. E’ un viaggio nei ricordi dell’autore incastonati nella vita in collegio, tra scherzi innocenti e metodi didattici d’altri tempi.


L’Allieva, fiction RAI

“Consiglio di vedere questa fiction perché la considero un piccolo capolavoro, per l’interpretazione degli attori (Lino Guanciale, Alessandra Mastronardi, Maurizia Ubaldi, Giorgio Marchesi, Francesco Procopio, Dario Aita e molti altri) per le scenografie nelle quali, per una volta, si vedono angoli  di Roma veramente incantevoli e soprattutto, per la trama, tratta dai romanzi di Alessia Gazzola, che ha saputo coniugare il plot della vita frenetica degli anatomopatologi, ai subplot delle loro vite private, esaltando le difficoltà di tipo sentimentale, organizzativo e di studio, che costellano le carriere delle donne. Mi auguro che questo tipo di fiction, incentrate sui problemi “dell’altra metà del cielo” siano portate sul piccolo schermo, con maggiore frequenza, perché, dal punto di vista sociologico costituiscono un mezzo molto efficace, per combattere gli stereotipi di genere”.

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