Patrizio Bianchi: “Con la riforma degli ITS abbiamo chiesto alle imprese di farsi luoghi di formazione”

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Una riforma necessaria al rinnovamento dei modelli organizzativi e didattici per rafforzare la rete degli ITS e colmare il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro in questo periodo caratterizzato da grandi incertezze e instabilità, come ha ricordato il Ministro Patrizio Bianchi ospite dell’Arena di FORUM PA 2022

14 Giugno 2022

Nella prima giornata di FORUM PA 2022 è stato nostro ospite nell’Arena dell’Auditorium della Tecnica di Roma il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Con lui abbiamo affrontato il tema della riforma degli Istituti Tecnici Superiori (ITS), uno dei pilastri della Missione 4 del PNRR.

“Come fai a riformare il Paese? Attraverso l’istruzione”, ha affermato il Ministro Bianchi: “Dieci anni fa avevamo un Paese globalizzato, oggi siamo in una situazione diversa in cui anche i mercati sono cambiati, sono frammentati e differenziati”.

“Gli ITS rappresentano la capacità di formare le persone a gestire anche il cambiamento e l’incertezza. Stiamo passando a un nuovo modello economico, e in un mondo in continua trasformazione c’è bisogno di formare persone solide. È una misura che riguarda non solo la scuola ma le politiche industriali del Paese, ed è fondamentale per affrontare l’incertezza di questa nuova fase. Per questo le imprese non solo devono condividere questa misura, ma parteciparla. È un’azione di rafforzamento delle politiche del territorio in una fase in cui i rischi di sfilacciamento sono più alti. Ci deve essere una trasformazione anche nei modi di insegnare e apprendere: un sistema in cui gli studenti si sentano accompagnati”.

La riforma degli ITS è solo una delle misure su cui si sta lavorando perché, come ha detto Bianchi, a questa va aggiunta una “trasformazione del modo di insegnare e di apprendere, una scuola nel suo pieno termine, in cui le persone non sono solo seguite, ma accompagnate in un mondo in trasformazione”.

“Stiamo facendo una riflessione importante sull’orientamento, su come devono essere presenti le nostre scuole sul territorio e su come si formano, assumono e continuano a formare nella loro professione gli insegnanti”.

E tra cinque anni dove saremo? “Dove noi saremo in grado di andare insieme, mantenendo il dialogo e facendo di questo un punto di forza, un sistema produttivo molto articolato che parte dai bisogni delle persone lavorando per la qualità della vita. Dovremmo affrontare le differenze che ancora esistono e che oggi misuriamo sul più grave degli indici: la dispersione scolastica, la quale va affrontata con il tema dell’opportunità, offrendo una varietà di opzioni educative anche attraverso gli ITS. Dobbiamo ricucire il Paese per il bene di tutto il Paese”.

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