Performance management e valutazione degli esiti: misurare l’innovazione nella sanità pubblica

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Dal monitoraggio integrato della spesa sanitaria basato sul modello holding-subsidiaries del caso MOSS in Puglia all’intelligenza artificiale, ai Digital Twin e ai servizi digitali di Reg4IA Salute a supporto della gestione delle liste d’attesa in Liguria: esperienze che mostrano come trasformare dati e innovazione in valore per il sistema sanitario. In anteprima per FORUM PA Sanità 2026, ne parlano Andrea Pugliese, Dirigente del Servizio Controllo di Gestione delle Aziende del SSR e Governo del Sistema Informativo MOSS della Regione Puglia, e Daniela Bruzzo, CISO e Responsabile Infrastrutture Tecnologiche della Regione Liguria

2 Ottobre 2026

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Patrizia Fortunato

Content Editor, FPA

Foto di Vlad Hilitanu su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/people-holding-miniature-figures-1FI2QAYPa-Y

Tagli di bilancio, invecchiamento della popolazione e servizi in affanno impongono alla sanità una svolta: ripensare la gestione e la pianificazione delle risorse.

Il miglioramento dei processi, i metodi di valutazione delle innovazioni e una corretta gestione dei dati servono a superare la logica dell’emergenza: smettere di rincorrere le criticità, dalle liste d’attesa ai picchi di spesa. Collegare la spesa ai risultati clinici, misurando il valore generato per la salute del cittadino e della comunità, significa innanzitutto superare la frammentazione informativa e amministrativa, integrando i flussi di costo con quelli gestionali e clinici, come dimostra l’adozione di un sistema di controllo di gestione basato su un livello centrale che coordina e monitora in tempo reale le rilevazioni economiche e operative e l’applicazione di metodologie di analisi orientate ai principi della Riforma Accrual del PNRR. Occorre inoltre governare la domanda di salute e l’accesso alle cure attraverso l’uso di tecnologie predittive, intelligenza artificiale e digital twin, capaci di ottimizzare i percorsi diagnostici e terapeutici e di ridurre i disagi legati alle liste d’attesa e ai no-show.

A FORUM PA Sanità, all’interno della sessione “Misurare il valore: modelli di Performance Management e valutazione degli esiti per il SSN”, porteremo due esperienze regionali – la Regione Puglia con il progetto MOSS e la Regione Liguria con il progetto Reg4IA – che dimostrano come la misurazione oggettiva dei dati e l’innovazione dei processi possano rendere il sistema sanitario più resiliente, sostenibile e orientato alla persona.

Puglia: il governo integrato della spesa e delle performance con il progetto MOSS

La gestione unitaria e tempestiva dei flussi amministrativi e sanitari ha rappresentato per anni una sfida. Dal bisogno di superare la frammentazione dei sistemi informativi aziendali nasce il progetto MOSS (Modello Unico di Sistema Sanitario) della Regione Puglia, coordinato dal Servizio Controllo di Gestione delle Aziende del SSR e Governo del Sistema Informativo, come evidenziato da Andrea Pugliese, dirigente del Servizio.

Frutto di una gara e di un percorso avviato con il kick-off del 27 settembre 2020, il progetto è stato sviluppato con un approccio culturale prima ancora che tecnologico. Un unico software gestionale, che ha visto l’entrata a regime a gennaio 2024 su tutte e dieci le aziende del sistema sanitario pubblico pugliese (sei ASL, due aziende ospedaliere e due IRCCS), costruito secondo un’architettura di tipo holding-subsidiaries: un modello in cui la Regione e la Gestione Sanitaria Accentrata (GSA) compongono la struttura di controllo centrale. Un unicum a livello nazionale.

Il progetto poggia su tre pilastri:

  • Anagrafiche uniche e centralizzate: la codifica condivisa di beni, servizi, farmaci e dispositivi messi a disposizione di tutto il sistema regionale (basata su circa 40 anagrafiche uniche, inclusi il Piano dei Conti unico e il Piano Regionale Standard dei Centri di Costo).
  • Processi amministrativo-contabili unificati: la standardizzazione delle procedure che attraversa le diverse aree di intervento, dalla contabilità generale alla contabilità analitica, alla logistica, agli approvvigionamenti, al controllo dei processi amministrativi e al controllo di gestione.
  • Modello di controllo unico: la capacità di abilitare verifiche omogenee su tutto il sistema sanitario regionale (un volume di fatturato superiore ai 9 miliardi di euro).

Il MOSS si fonda sul principio per cui tutti gli operatori gestiscono le informazioni e lavorano esattamente allo stesso modo. La sua caratteristica è quella di essere in continua evoluzione: concepito e sviluppato in modo dinamico dal basso verso l’alto, attraverso il coinvolgimento diretto degli attori aziendali,

L’impatto non riguarda soltanto la rapidità amministrativa, ma la trasformazione del dato economico in valore clinico-assistenziale. Attraverso l’integrazione progressiva con i sistemi regionali (come Edotto e la Cartella Clinica Elettronica) e nazionali e l’estensione dei controlli ai territori e ai distretti, il sistema punta nei prossimi anni a determinare il costo effettivo della singola prestazione erogata al paziente sia in ambito ospedaliero sia in ambito territoriale, aprendo la strada a una valutazione integrata delle performance che unisce la dimensione economico-finanziaria a quella clinica.

Liguria: intelligenza artificiale predittiva e modelli di domanda-offerta per le liste d’attesa

La Regione Liguria guida in prima linea la partita dell’intelligenza artificiale pubblica. Come evidenziato da Daniela Bruzzo, CISO e Responsabile Infrastrutture Tecnologiche, la Regione è capofila del progetto nazionale Reg4IA (“Regioni per l’IA”), l’iniziativa inserita in un quadro complessivo di 20 milioni di euro messi a disposizione dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio per lo sviluppo di prototipi basati sull’intelligenza artificiale.

Il programma vede l’associazione delle regioni in quattro cordate tematiche con altrettante regioni capofila: la Lombardia per l’ambiente, la Toscana per la resilienza ambientale, la Puglia per la facilitazione degli iter della pubblica amministrazione, e la Liguria come capofila del progetto dedicato alla sanità e al turismo. Quest’ultimo coinvolge un partenariato ampio di otto regioni in totale (Liguria, sei regioni partner tra cui Calabria, Sicilia, Molise, Basilicata, Lazio e Piemonte, e la Provincia autonoma di Trento), potendo contare su un finanziamento dedicato di 6,6 milioni di euro (cui si aggiunge una quota minore di circa 900.000 euro per l’ambito turistico coordinato dalla Calabria).

Il progetto sviluppa prototipi avanzati basati sull’intelligenza artificiale e rigorosamente integrati con il Fascicolo Sanitario Elettronico, avvalendosi anche del supporto scientifico della Fondazione Bruno Kessler (FBK) e della sperimentazione territoriale dell’ASUIT in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento. L’architettura è strutturata su quattro POC (proof of concept):

  • Analisi del quesito diagnostico: per indirizzare il paziente verso la struttura più adeguata alla sua specifica patologia, evitando doppie prenotazioni o percorsi impropri.
  • Gestione predittiva dei no-show: l’analisi dei dati anagrafici, storici e di fattori esogeni per stimare con esattezza statistica la percentuale di pazienti che non si presenteranno a una visita o a un esame, con simulazioni che prevedono un recupero di slot altrimenti persi stimabile tra il 15% e il 30% delle attuali inefficienze, consentendo di riorganizzare tempestivamente le agende.
  • Modelli di Digital Twin domanda-offerta: strumenti di supporto alle decisioni strategiche (what-if analysis) che permettono ai decisori regionali e aziendali di simulare in anticipo gli effetti di una riallocazione delle risorse tra strutture in sofferenza e reparti sottoutilizzati.
  • Chatbot multi-agente: assistenti intelligenti a supporto dell’intero percorso di cura, orientati ad accompagnare il cittadino nella preparazione agli esami e nella gestione delle disdette.

Un’iniziativa che coniuga l’innovazione algoritmica con il pieno rigore normativo e istituzionale: data la delicatezza del trattamento di dati sanitari con l’intelligenza artificiale, il progetto sta completando l’iter di confronto con il Garante per la protezione dei dati personali mediante l’adozione di strumenti di valutazione d’impatto (DPIA e FRIA), avvalendosi del supporto di AGID e del dipartimento e puntando sull’articolo 8 della Legge 132/2025 sull’IA dedicato alla ricerca scientifica.

I progetti sono stati concepiti con una forte connotazione territoriale, strutturati cioè come prototipi aperti e documentati (realizzati con software open) pensati sin dall’origine per il riuso: l’obiettivo è infatti permettere alle altre regioni di validarli e di effettuare test utilizzando i propri dati. Con la previsione di completare i primi prototipi entro il 2026 e di finalizzare l’intero percorso entro la scadenza del 2027, l’iniziativa mira a restituire risposte tempestive, certe e trasparenti alle necessità di cura dei cittadini.

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