Strutture sanitarie del futuro: ripensare spazi e servizi a partire dall’esperienza del paziente

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Dalla Centrale Operativa 116117 della Asl Umbria 1 per l’assistenza integrata al grande piano infrastrutturale per il nuovo Polo Oncoematologico di Palermo: esperienze che mostrano come trasformare spazi e assistenza integrata in valore pubblico. In anteprima, Emanuele Ciotti, Direttore Generale ASL Umbria 1, e Massimiliano Maisano, Dirigente Responsabile del Servizio “Gestione degli investimenti”, Assessorato della Salute della Regione Sicilia, presentano piani di sviluppo della sanità territoriale e ospedaliera

25 Settembre 2026

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Patrizia Fortunato

Content Editor, FPA

Foto di tanner moran su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/persona-che-tiene-occhiali-da-vista-con-montatura-dargento-qypcwlOf9eQ

Il dibattito sulla sanità pubblica si arena spesso su questioni di minore importanza: la geografia fisica dei presidi, la localizzazione dei punti di guardia, la questione aneddotica di dove il medico dorma. Al centro dell’innovazione del sistema sanitario c’è invece qualcosa di più essenziale: il ridisegno del rapporto tra cittadino, ospedale e territorio.

È su questa premessa che a FORUM PA Sanità, nella sessione “Strutture sanitarie del futuro: ripensare spazi e servizi a partire dall’esperienza del paziente“, verranno presentate due significative esperienze.

La prima vede protagonista l’Azienda ASL Umbria 1, forte di un mandato di delegazione regionale che le ha permesso di tradurre in tempi brevi le direttrici del DM 77/2022 e la spinta del PNRR nella nuova Centrale Operativa Regionale 116117. La seconda vede in campo la Regione Sicilia, che porterà un ambizioso piano di edilizia sanitaria pensato per il sistema metropolitano di Palermo: ripensare gli spazi della salute significa anche ridefinire l’intera filosofia dell’assistenza medica a partire dall’esperienza di chi la vive ogni giorno.

La misura della prossimità: come l’Umbria ripensa il territorio tra continuità assistenziale, monitoraggio e digitale

L’implementazione della Centrale Operativa Regionale 116117 nasce con un obiettivo preciso: evitare che diventi l’ennesimo filtro di appesantimento burocratico per i cittadini, anziché un elemento di valore aggiunto per l’intero sistema.

La continuità assistenziale trova finalmente in questa Centrale una leva di monitoraggio strutturato. Come specifica Emanuele Ciotti, Direttore Generale dell’ASL Umbria 1, questo consente una riflessione sulla collocazione più efficiente delle risorse tra le varie sedi, oltre a una riflessione su quello che è il vero elemento di valore per quel servizio: la prestazione ambulatoriale, la prestazione domiciliare, la risposta telefonica qualificata. Il supporto nasce infatti per ridurre la pressione sui reparti di pronto soccorso degli ospedali e, contemporaneamente, dare un indirizzo nuovo alla continuità assistenziale, incardinandola sull’attività dei medici a ruolo unico.

Si parte dai dati e dalle prestazioni effettive per dare valore a ciò che il cittadino richiede. In questo scenario, l’intelligenza artificiale interviene a supporto non tanto della risposta clinica, ma per ottimizzare i processi operativi: dalla geolocalizzazione alla trascrizione automatica delle informazioni direttamente nella cartella clinica, fino alla mappatura istantanea delle farmacie e dei servizi territoriali più prossimi.

Inoltre, la Centrale ridefinisce l’attività di comunicazione, l’interfaccia immediata con il cittadino. Non più risposte vaghe o rimandi burocratici – come accade quando si cerca banalmente di capire come vaccinare l’anziano genitore contro lo pneumococco, rimanendo intrappolati nell’attesa di verificare se la prestazione sia realmente avvenuta – , ma un canale certo, trasparente e digitalizzato di accesso ai servizi.

Un disegno che si salda con altre attività che danno ulteriormente valore alle strutture dell’Azienda ASL Umbria 1: la riqualificazione energetica imposta dal PNRR, dove la riduzione delle emissioni di CO2 del trenta percento nelle Case della Comunità dimostra come la sostenibilità ambientale e quella strutturale procedano di pari passo.

Dalla cura che accoglie alla cura che guarisce: il nuovo Polo Oncoematologico di Palermo

Lo stesso principio di rinnovamento guida le grandi scelte infrastrutturali del Meridione. La genesi del nuovo polo oncoematologico risponde a una necessità clinica e organizzativa ben precisa: nel panorama sanitario regionale non esisteva una struttura interamente dedicata a questa specifica tipologia di patologie oncologiche, ematologiche e oncoematologiche.

Al centro di questa trasformazione vi è un investimento complessivo pari a circa 838 milioni di euro di finanziamenti statali, destinati alla realizzazione di tre nuove grandi strutture – il polo pediatrico, il policlinico di Palermo e, pilastro fondamentale dell’intera strategia, il polo oncoematologico – e alla ristrutturazione di un presidio esistente, un Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione di primo livello. Per la realizzazione di quest’opera, il governo regionale ha nominato commissario straordinario Massimiliano Maisano, Dirigente Responsabile del Servizio “Gestione degli investimenti” dell’Assessorato della Salute della Regione Sicilia.

Come spiega Maisano, la nuova struttura si svilupperà su un’area adiacente al presidio ospedaliero Vincenzo Cervello: un nuovo monoblocco altamente specializzato da 338 posti letto. L’iter realizzativo è già stato avviato con il bando e la gestione della procedura di dialogo competitivo da parte di Invitalia, finalizzata a definire il progetto che andrà a gara.

I tre pilastri del progetto: sostenibilità, digitale e umanizzazione

L’architettura del nuovo polo oncoematologico poggia su tre macro-interventi interconnessi, capaci di coniugare innovazione tecnologica, rispetto ambientale e centralità della persona.

  • Infrastruttura sostenibile: un approccio orientato al near zero emission building, con attenzione all’efficientamento energetico e alla gestione dell’utilizzo dell’acqua.
  • Servizi digitali: l’integrazione fin dalle prime fasi delle piattaforme ICT per garantire la continuità assistenziale ospedale-territorio, spingendo verso il modello concettuale dell’ospedale bedless (senza letti, secondo una voluta estremizzazione di Maisano).
  • Luoghi che curano: la creazione di aree verdi circostanti con un piccolo anfiteatro e zone ricreative pensate non solo per gli assistiti e i caregiver, ma anche per gli operatori sanitari, offrendo un’alternativa agli ambienti asettici.

Con questo progetto, la Regione Sicilia porta a FORUM PA Sanità 2026 un modello di sanità pubblica capace di coniugare rigore economico, trasparenza amministrativa e umanizzazione degli spazi di cura. Per approfondire ulteriormente queste esperienze, vi invitiamo a seguire la sessione “Strutture sanitarie del futuro: ripensare spazi e servizi a partire dall’esperienza del paziente“, in programma giovedì 22 ottobre presso lo Zest Hub di Roma Termini.

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