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Politiche urbane: non ci dimentichiamo dei Comuni più piccoli

Dobbiamo uscire dalla logica di smart city riservata solo alle grandi città, puntando a rendere più efficienti e dinamiche anche le piccole realtà. Questa può diventare la chiave di volta di un cambiamento strategico, a patto che si riparta dalle esigenze reali dei cittadini in termini di accesso a servizi e spazi di qualità. E questa è quindi la raccomandazione che inserirei nel Libro bianco.

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Le città saranno sempre di più nei prossimi anni i luoghi in cui agire per promuovere la sostenibilità e ridurre le diseguaglianze sociali ed economiche. Negli ultimi anni i contesti urbani si sono affermati come i livelli in cui è possibile investire e gestire al meglio le risorse per migliorare la qualità della vita quotidiana dei cittadini. Rendere l’azione dei governi locali sempre più efficace in questo senso deve rappresentare la priorità d’azione dei prossimi anni, semplificando le modalità con cui si attinge a una pluralità di strumenti finanziari e di governance per promuovere finalmente una pianificazione sul medio-lungo periodo degli interventi.

La definizione di una Agenda Urbana nazionale che si componga dei risultati e dei temi più significativi emersi dall’azione delle città su scala nazionale ed europea costituisce il punto di partenza per una vera multilevel governance , capace di mettere in rete risorse e competenze dal livello centrale fino a quello locale. Dare continuità al lavoro progettuale delle città facilitando l’utilizzo di quella cassetta degli attrezzi in materia di politiche urbane che l’Europa si prepara a razionalizzare in vista della prossima politica di coesione rappresenta anche un presupposto fondamentale per dare realmente valore all’azione di quel centinaio di città pioniere, che grazie al Piano Periferie, a URBACT e Urban Innovative Actions (solo per citare i programmi più significativi a cui hanno attinto le città) negli ultimi anni hanno sperimentato modalità di rilancio urbano partecipato che possono fare da modello anche a tanti contesti di piccole e medie dimensioni.

Rendere strutturale un’azione di monitoraggio delle azioni e dei progetti in corso nelle città italiane , in particolare nelle periferie delle grandi città, può offrire all’intero sistema che si occupa di politiche urbane in Italia un ulteriore piano di incontro e di confronto fra amministratori, funzionari ed esperti: un nuovo punto di partenza per politiche davvero integrate e partecipate che mettano le esigenze delle persone al centro di tutto. A questo va ovviamente unita una maggiore solidità negli strumenti di programmazione offerti dalla scala europea fino a quella regionale, per favorire una messa in pratica di approcci ed esperienze innovative e una contaminazione tra innovatori che possono davvero risultare i change maker delle nostre città.

Rendere i Comuni, in particolare quelli piccoli e medi, sempre più in grado di rispondere alle sfide globali che ricadono sui contesti urbani e rurali, riducendo i divari e attraendo nuove energie e nuovi residenti, rappresenta l’elemento di fondo da cui far ripartire l’intero governo del territorio su basi istituzionali più solide. Per questo motivo uscire dalla logica di smart city riservata solo alle grandi città, puntando a rendere più efficienti e dinamiche anche le piccole realtà può diventare la chiave di volta di un cambiamento strategico, a patto che si riparta dalle esigenze reali dei cittadini in termini di accesso a servizi e spazi di qualità.
Solo attraverso un’attenta combinazione fra queste azioni l’Italia riuscirà a dare in maniera decisa il suo contributo al raggiungimento dell’Obiettivo globale di Sviluppo Sostenibile numero 11 su città e comunità sostenibili, da coniugarsi a un’Agenda urbana capace di implementare nel concreto gli orientamenti emersi su scala globale e affermare un nuovo modello di urbanità partecipato e condiviso, focalizzato sulla qualità più che soltanto sull’efficienza.


N.d.R. tutti questi temi saranno al centro di ICity Lab 2018, la Manifestazione organizzata da FPA che si terrà a Firenze il 17 e 18 ottobre.