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Cittadinanza digitale

Dominici: "La partecipazione alle politiche pubbliche non è opzione, ma metodo"

Foto di Stefano Corso per FPA

Ancora una volta la nostra PA sembra non voler comprendere quali siano i cambiamenti in atto nella maggior parte dei Governi del mondo, scegliendo di pubblicare in un formato chiuso e rigido come il pdf, un documento che per le sue ripercussioni, non solo sui processi amministrativi, ma sul modo stesso in cui i cittadini di rapportano con il settore pubblico, avrebbe dovuto aprirsi ai commenti della comunità digitale. Una mancanza che non è sfuggita ai tanti che lavorano per l'innovazione digitale della nostra pubblica amministrazione, per questo abbiamo reso disponibile il testo in un documento condiviso e aperto ai commenti (Gdoc) per raccogliere il contributo di quanti vorranno commentare singoli articoli, parole, previsioni (e omissioni).

Come ho più volte scritto sulle pagine di FPA, è sempre una questione di metodo. Il tema della qualità ed efficienza dei processi decisionali sono strettamente connessi a quello della democrazia partecipativa. In un rapporto di arricchimento reciproco, questi temi segnano il necessario passaggio da una partecipazione ancora relegata ad atti episodici, spesso ai confini degli spazi decisionali, ad una partecipazione strutturale interna alle dinamiche di governo.

> Questo articolo fa parte del dossier "Speciale CAD, grandi firme commentano il codice della PA digitale"

L’OCSE, come organismo sovranazionale, dà delle indicazioni chiare sul ruolo giocato dalla consultazione nelle analisi di impatto e della valutazione degli effetti dell’impianto legislativo. Nell’ultima rilevazione, presentata in occasione dell’Expo, è emerso chiaramente che una politica di stakeholder engagement può aiutare a ottimizzare le risorse, a ridurre i costi di gestione dei servizi e a generarne di più innovativi.

Va inoltre considerato che la creazione di canali di confronto aggiuntivi, rispetto a quelli tradizionali, permette alle amministrazioni di acquisire una serie di dati e valutazioni che aumentano la qualità e la quantità di informazioni in possesso della PA e utili agli stessi amministratoti per indirizzare le proprie decisioni. Decisioni che saranno finalmente davvero tarate sui bisogni reali dei destinatari.

Se poi si obietta che così si introducono modelli decisionali ulteriori che possano irrigidire i processi, allora non si ha ancora ben compreso che il ruolo della funzione normativa è anche quello di promuovere, incentivare lo sviluppo di nuove opportunità. Semplicemente la partecipazione non deve più essere intesa in modo così rigido come un’opzione, a cui ricorrere in fasi di conflitto, ma deve farsi metodo della politica in una società ormai liquida.