Il futuro del lavoro nella PA: il modello “Blended Human+AI”. Cinzia Ciacia a FORUM PA 2026

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Come costruire organizzazioni che apprendono nell’era dell’IA e cogliere la sfida della collaborazione tra intelligenza umana e artificiale? È una domanda cruciale soprattutto per la Pubblica Amministrazione, chiamata a governare la trasformazione digitale e sociale in atto. Un nuovo modello di lavoro sta emergendo: il modello “blended”, che spinge a un ripensamento radicale delle strutture organizzative, verso realtà capaci di integrare tecnologia e capitale umano in ecosistemi collaborativi “Human+AI”. Un paradigma che contiene le condizioni per rafforzare la capacità anticipatoria delle istituzioni pubbliche e affrontare la crescente complessità dei sistemi amministrativi. Ne parleremo il 9 giugno a FORUM PA 2026 con Cinzia Ciacia, sociologa, specialista in Scienze Organizzative e docente di Sociologia generale presso l’Università di Roma Tor Vergata

13 Febbraio 2026

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Michela Stentella

Direttrice testata www.forumpa.it

Il lavoro è cambiato, cambiamo il lavoro? Prende le mosse da questa domanda l’introduzione della sociologa Cinzia Ciacia[1] al suo ultimo libro “Il lavoro del futuro è blended”. Sembrerebbe una domanda semplice, ma il sottotitolo del volume, inquadrando in poche parole il momento di grande trasformazione che stiamo vivendo, ci mostra subito come non lo sia affatto. Il sottotitolo recita infatti “Ripensare le organizzazioni come ecosistemi collaborativi tra intelligenza umana e artificiale”: ecco la sfida per tutte le organizzazioni, sia private che pubbliche, che vogliono (e devono) trovare nuove modalità per la gestione e la valorizzazione delle persone e dei team.

Una sfida che con la Prof.ssa Ciacia approfondiremo il 9 giugno a FORUM PA 2026, durante il suo keynote speech che sarà dedicato proprio a riflettere su come “costruire organizzazioni che apprendono, si rigenerano e si adattano continuamente”. Durante il keynote verranno presentati strumenti e chiavi operative per progettare ecosistemi collaborativi “Human+AI” nelle organizzazioni pubbliche.

In un’era in cui umano e artificiale sono sempre più interconnessi, in cui l’IA sta entrando nei processi decisionali, è necessario infatti cambiare completamente prospettiva. Il modello di lavoro “blended” spinge a un ripensamento radicale dei modelli organizzativi, verso realtà lavorative che integrino tecnologia e capitale umano, collaborazione tra persone e intelligenza artificiale.

È un passo ulteriore rispetto al “lavoro ibrido” che ormai tutti abbiamo imparato a conoscere e abbiamo sperimentato perché, come spiega Cinzia Ciacia, questo modello “combina in modo dinamico presenza, remoto e collaborazione mediata dalle tecnologie. Un paradigma che non si fonda più solo sulla flessibilità individuale, ma sulla flessibilità organizzativa. Le imprese e le istituzioni sono chiamate in tal modo a trasformarsi in sistemi adattivi e resilienti, capaci di integrare persone e intelligenze artificiali in un ecosistema di co-produzione, decisione e innovazione”.

È una sfida centrale soprattutto per chi governa le organizzazioni, per chi ha ruoli manageriali e di leadership e deve trovare strumenti pratici e operativi per calare questa trasformazione nella realtà quotidiana, comprenderne opportunità e rischi, ridefinire ruoli, compiti e competenze, tracciare nuove modalità di relazione che garantiscano non solo la produttività, ma anche la collaborazione, la fiducia, la responsabilizzazione dei dipendenti, la sostenibilità dei processi e il benessere organizzativo.

In questo contesto, che ruolo può svolgere la PA? Secondo Cinzia Ciacia la PA assume diversi ruoli, tutti cruciali. Partiamo dalla constatazione condivisa che l’IA non è “neutra”, offre molte opportunità, ma come sappiamo, se non governata, rischia di amplificare le disuguaglianze. Richiede, quindi, una guida etica e politica. E qui troviamo il ruolo della PA nel rafforzare la governance dei dati e attivare politiche e azioni in grado di evitare errori o bias. Il percorso normativo sta andando proprio in questa direzione. D’altro canto, la PA è essa stessa un “datore di lavoro” e può sperimentare al suo interno questo nuovo modello “blended”, in un contesto in cui l’IA libera tempo da attività ripetitive e consente di ottimizzare il lavoro delle persone indirizzandolo verso processi a maggior valore. Infine, la PA proprio sperimentando questo modello può fare da volano o “moltiplicatore sistemico” dell’innovazione, diventare “laboratorio sperimentale di modelli organizzativi blended”, capaci di integrare governance, innovazione e valore pubblico. Il modello blended può rappresentare anche una leva per rafforzare l’attrattività della PA e la valorizzazione delle competenze emergenti.

Infine, questo nuovo modello può contribuire ad abilitare la capacità anticipatoria della PA? Può rafforzarne la funzione strategica, migliorando la sua abilità a leggere i segnali deboli, progettare scenari evolutivi e governare la complessità? Quali risposte può fornire per affrontare un contesto tecnologico e sociale in continua trasformazione?

Nel keynote speech verranno esplorate le condizioni organizzative, culturali e di leadership necessarie per rendere concreto questo passaggio.

Per scoprirlo, non perdete l’intervento di Cinzia Ciacia a FORUM PA 2026. È già possibile iscriversi alla Manifestazione.


[1] Cinzia Ciacia è sociologa, specialista in Scienze Organizzative e docente di Sociologia generale presso l’Università di Roma Tor Vergata. Svolge attività di ricerca, formazione e supporto scientifico su innovazione e trasformazioni del lavoro, focalizzandosi sui modelli organizzativi basati sulla collaborazione tra intelligenza umana e artificiale, le competenze emergenti e i rischi psicosociali, con particolare attenzione al tecnostress.

Vanta una lunga esperienza nella gestione e conduzione di progetti di innovazione, dalle prime sperimentazioni pionieristiche di Telelavoro in Italia ai più recenti progetti di Smart working e lavoro Blended realizzati per numerose organizzazioni pubbliche. Tra le amministrazioni pubbliche, tra cui il Ministero dei Trasporti, il Comune di Napoli, il Comune di Roma, INPS, INAIL, il Ministero della Giustizia e l’ex AIPA, e per numerose aziende private, tra cui Poste Italiane, TIM, Tre e altri. Ha ricoperto ruoli di responsabilità nel coordinamento di programmi europei di formazione e innovazione presso la Commissione Europea, ha coordinato l’Ufficio Studi e Ricerche dell’Osservatorio Nazionale del Mercato del Lavoro ed è stata Direttrice della SIT – Società Italiana Telelavoro.

Ha pubblicato oltre cento tra volumi e articoli, contribuendo in modo significativo allo sviluppo delle conoscenze in materia di innovazione e trasformazioni del lavoro.

Oggi affianca organizzazioni pubbliche e private nella progettazione di modelli organizzativi blended human+AI.

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