Città metropolitane: laboratori di sviluppo digitale, sostenibile e sociale - FPA

Città metropolitane: laboratori di sviluppo digitale, sostenibile e sociale

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Non basta avere le risorse economiche. È necessario anche saperle impiegare, bene e in fretta. Le Città metropolitane, già da anni al lavoro con i fondi del PON Metro, oggi hanno a disposizione anche i fondi del React-EU. Su cosa si stanno concentrando gli investimenti? Qual è la visione per il futuro? Come cogliere tutte le opportunità economiche e le idee che possano portare valore in termini di ripresa verde, digitale e resiliente? Se ne è parlato negli appuntamenti della serie #Bettercities organizzata dal PON Metro a FORUM PA 2021

8 Luglio 2021

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Redazione FPA

Photo by Chris Barbalis on Unsplash - https://unsplash.com/photos/VtlZg30rq5Y

Durante la pandemia, la resilienza dei grandi agglomerati urbani è stata messa a dura prova. Tra questi, naturalmente, le 14 città metropolitane beneficiarie del PON Metro, il Programma plurifondo che utilizza sia risorse del Fondo Sociale Europeo che del Fondo europeo di Sviluppo regionale. Oggi il React-EU aggiunge per le città un altro miliardo di euro ai quasi 900 milioni del PON Metro, permettendo così alle amministrazioni di costruire un paradigma organizzativo solido, innovativo e realmente inclusivo.

Le direttrici d’investimento sono guidate dagli stessi programmi PON Metro e React EU, che indicano nella Transizione digitale, nella sostenibilità ambientale e nel rafforzamento sociale e occupazionale gli ambiti nei quali intervenire. In particolare, sappiamo che il React-EU chiede un impiego di 900 milioni per la transizione verde e digitale e 100 milioni di euro in progetti che aumentino la resilienza delle città.

Ne ha parlato in particolare Willebrord Sluijters, DG Regio – Commissione europea, all’interno dell’Evento annuale di informazione e comunicazione del PON Metro, Talk che si è svolto il 21 giugno scorso nell’ambito di FORUM PA 2021. “React-EU è un’addizionale che va usata molto in fretta, entro la fine del 2023 – ha specificato -. La direzione degli investimenti è già definita e va vista come una transizione verso la programmazione 2021-2027. Abbiamo scelto di dare un forte sostegno allo sviluppo della capacità amministrativa, perché l’attuazione sarà la nostra grande sfida comune”.

La registrazione del Talk è disponibile gratuitamente, previa registrazione.

L’attenzione al capitale umano come motore di sviluppo

Una bussola per orientare i futuri investimenti è rappresentata anche dalle politiche sociali europee, ricordate nel corso dell’evento da Adelina Dos Reis, DG Employment, Commissione Europea: “Lo sviluppo delle città passa per il sociale. Nel futuro occorrerà investire su occupazione, creazione di posti di lavoro e formazione continua, per ridurre la povertà e la disuguaglianza sociale”.

Tra gli obiettivi futuri della Commissione Europea, da centrare entro il 2030 attraverso l’utilizzo del futuro Fondo Sociale, Dos Reis ne ha voluti evidenziare tre:

  • almeno il 78% degli adulti tra 20 e 64 anni dovrebbe avere un lavoro;
  • almeno il 60% dei lavoratori dovrebbe partecipare a una attività di formazione;
  • il numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale dovrebbe essere ridotto di almeno 15 milioni, di cui 5 milioni di bambini.

Lo stato di fatto: a che punto è il Programma PON Metro

Il percorso PON Metro è iniziato nel 2014. Il primo periodo di programmazione, dunque, si è concluso nel 2020. Cosa si è compreso? E quali impatti hanno avuto sulla città e sulla cittadinanza i progetti attivati? Giorgio Martini, Autorità di gestione PON Metro – Agenzia per la coesione territoriale, è partito dai dati, numeri che testimoniano il grosso lavoro delle amministrazioni comunali e rivelano una precisa consapevolezza sulle opportunità che si stanno aprendo per le 14 realtà urbane metropolitane.

Degli 873,9 milioni di euro di dotazione, 751 milioni sono già stati legati a progetti concreti. Sono 603 quelli programmati, di cui 495 già in corso o addirittura conclusi. È interessante analizzare gli ambiti in cui si è scelto di intervenire. Complessivamente:

  • 74 milioni nell’Agenda digitale, con più di 300 servizi digitali;
  • 156,5 milioni sono impiegati in progetti di Sostenibilità;
  • 44,6 milioni in Inclusione sociale, con la costruzione di 615 nuovi alloggi e più di 100.000 cittadini presi in carico;
  • 16,9 milioni di euro sono stati destinati all’Assistenza tecnica.

Le 14 #Bettercities sotto la lente

Venezia, Firenze, Messina…Da nord a sud, le città metropolitane hanno colto l’opportunità del PON Metro per creare piattaforme digitali, strumenti che permettessero di perseguire tutti gli obiettivi europei attraverso l’elaborazione e la gestione dei dati. Si è capito, insomma che lo sviluppo di una Smart Control Room cittadina, avrebbe consentito di monitorare in tempo reale l’intero territorio urbano, coordinare l’attività di tutti gli operatori, lavorare a sistema. È sulla produzione di dati e di conoscenza e sull’aggregazione di tutte le informazioni che si basano gli interventi delle amministrazioni cittadine. Le Smart City Control Room, il cui funzionamento è stato esposto dagli ospiti al Talk del 21 giugno, sono piattaforme in cui operano tutti, dal sindaco alle utility, dalle forze dell’ordine ai cittadini.

Anche Palermo ha colto l’opportunità del PON Metro per sviluppare infrastrutture digitali. In particolare, però, ha scelto di sviluppare sette piattaforme informatiche, capaci di erogare molti nuovi servizi ai cittadini: Tributi locali, Lavoro e formazione, Lavori Pubblici, Cultura e Tempo libero, Edilizia e Catasto, Ambiente e Territorio, Assistenza e Sostegno sociale. Le piattaforme oggi sono integrate, ottimizzate ed estese ai Comuni dell’area metropolitana. Grazie alla possibilità di riuso, 24 comuni hanno potuto utilizzare le avanzate piattaforme di Palermo, rese disponibili in Cloud. Ciò ha consentito alle piccole e piccolissime amministrazioni di evolvere e di ridurre i costi di formazione e di personale. Il sindaco Leoluca Orlando:Il PON Metro ha permesso di dare sostegno sociale, di ridurre il digital divide, e migliorare l’ecosostenibilità nel momento più buio della pandemia”. L’esperienza di Palermo è stata raccontata il 23 giugno all’interno della Rubrica #Bettercities.

Milano, invece, ha testimoniato un approccio più centrato sulla transizione ecologica, che oggi è il fil rouge di tutti gli interventi finanziati dal PON Metro. Il 25 giugno, in un evento sempre all’interno della Rubrica #Bettercities, Piero Pelizzaro, Direttore di Progetto Città Resilienti – Direzione Transizione Ambientale, e Dario Luigi Moneta, Organismo Intermedio PON Metro Milano – Direttore della Direzione Specialistica Autorità di Gestione e Monitoraggio Piani, sono intervenuti al FORUM PA 2021, per raccontare l’approccio peculiare dell’amministrazione alla ripartenza.

L’esperienza di riprogrammazione del PON Metro durante la pandemia sta funzionando da matrice. L’obiettivo è la transizione ambientale, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione. Mobilità Sostenibile, economia circolare e Piano Aria Clima sono gli strumenti scelti per creare una città connessa, sostenibile e resiliente. Proprio il Piano Area Clima ha l’obiettivo di ridurre del 45% le emissioni entro il 2030 (rispetto al 2005) e azzerarle entro il 2050. Venti nuovi parchi, aumento della raccolta differenziata e della circolarità della materia sono alcuni degli interventi programmati e in parte conclusi.

La partita delle città del futuro si giocherà tra Big Data e “Gemelli digitali”

Nell’Evento annuale del PON Metro del 21 giugno, dopo aver fatto il punto sul PON Metro, sondando il procedere del programma e i progetti più interessanti, si è gettato lo sguardo lontano: valorizzare i dati urbani per costruire città intelligenti è la strada maestra, ma i ricercatori attivi nello studio di modelli tecnologici per lo sviluppo delle città sono già oltre.

Rendere digitali le componenti urbane (attraverso la sensoristica, la gestione dei Big Data, l’Intelligenza artificiale, tecnologia 3D, ecc), e sviluppare nuove capacità previsionali aiuterebbe a gestire in maniera intelligente la città e supportare le decisioni. A questo scopo, il CNR sta studiando il “Gemello digitale” delle città, una sorta di grande modello computazionale di simulazione. “Le città sono il grande motore del mondo. Tecnologie digitali, matematica e processi partecipativi aiuteranno ad analizzare soluzioni alternative nella pianificazione di interventi strategici”, ha spiegato Emilio Fortunato Campana, direttore del DIITET – CNR.

Carlo Ratti Professor of Urban Technologies and Planning Director – MIT di Boston, uno dei massimi esperti di città intelligenti, ha offerto quindi esempi concreti di gestione tecnologica e digital twin.“Partiamo da una città fisica – ha spiegato – usiamo i dati per rappresentarla, li analizziamo per scoprire nuove dimensioni dell’urbano e, grazie a questo processo, trasformiamo concretamente la città. Il digital twin, quindi, permette di conoscere meglio la città e migliorarla”.

Le città italiane possono ispirarsi alla Control Room di Singapore, che Ratti ha mostrato, per creare il proprio modello tecnologico di gestione della città.

L’esperienza di Ratti si riassume in poche, semplici, regole:

  • Non c’è conoscenza della città senza dati.
  • La control room deve essere un processo aperto e deve essere gestita in maniera trasparente e partecipativa, disponibile a tutti.
  • I dati da soli non sono abbastanza: è necessaria l’intelligenza artificiale che sviluppi gli algoritmi che estraggono valore.
  • Gli investimenti devono essere condivisi. Sviluppare algoritmi è molto impegnativo e dunque questo processo deve essere messo a sistema, affinché grandi e piccoli Comuni possano sviluppare e gestire la governance in un terreno neutrale, senza affidarsi solamente ai grandi player tecnologici.

Non c’è sviluppo senza formazione

Il tema delle competenze sarà sempre più centrale per la gestione futura della città. Il mondo accademico ha già preso coscienza delle nuove esigenze formative e sta fornendo le prime risposte concrete. Edoardo Cosenza – Università degli Studi di Napoli, per esempio, ha spiegato perché sono nate le Academy, corsi che si aggiungono alle normali lauree triennali e magistrali e che sono indispensabili per formare specialisti e sviluppatori. “Per la creazione e la gestione del polo Academy San Giovanni a Teduccio – ha detto -, l’Università degli Studi di Napoli ha già investito 120 milioni di euro e arriverà a 200 nel 2025. Investire le risorse del PNRR sulle nuove competenze professionali è fondamentale per la ripresa”.

E’ disponibile la playlist con tutti gli appuntamenti realizzati dal PON Metro a FORUM PA 2021 nell’ambito della Rubrica #Bettercities.

Ecco tutti gli appuntamenti realizzati:

L’esperienza PON Metro del Comune di Catania. Rigenerazione urbana per l’inclusione

L’esperienza PON Metro del Comune di Genova. Il Fascicolo del Cittadino

L’esperienza PON Metro del Comune di Venezia. PON Metro e Innovazione Sociale

L’esperienza PON Metro del Comune di Torino. Capo(s)volto, creatività e cultura

L’esperienza PON Metro di Roma Capitale. L’ICT per la sostenibilità urbana

L’esperienza PON Metro del Comune di Bologna. La nuova rete civica

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