Diventare Smart? L’Italia non ce la farà se non investe (50 miliardi l’anno)

Home Città e Territori Diventare Smart? L’Italia non ce la farà se non investe (50 miliardi l’anno)

Quanto costa far evolvere il nostro sistema paese verso una modalità più intelligente? Tanto! Ma costerà sicuramente molto di più non cogliere questa opportunità. Un recente rapporto mette nero su bianco le cifre, proponendo anche qualche consiglio pratico per costruire una visione strategica nazionale.

12 Settembre 2012

Quanto costa far evolvere il nostro sistema paese verso una modalità più intelligente? Tanto! Ma costerà sicuramente molto di più non cogliere questa opportunità. Un recente rapporto mette nero su bianco le cifre, proponendo anche qualche consiglio pratico per costruire una visione strategica nazionale.

Sabato scorso a Cernobbio nel corso dell’annuale Workshop The European House – Ambrosetti a Villa d’Este è stato presentato il Rapporto sulle smart cities in Italia realizzato per conto di ABB, un documento che oltre a provare a misurare lo stato dell’arte ha anche voluto fornire una serie di proposte concrete per spingere il paese verso los viluppo di ecosistemi urbani più intelligenti e vivibili. Il dato principale è che per fare il salto di qualità servono risorse e ne servono tante, tra i 6 e i 50 miliardi l’anno da qui al 2030. Una cifra davvero notevole che dovrà venire da istituzioni e privati (secondo una ricetta che sembra già essere stata fatta propria dal Ministro Profumo) ma che potrebbe innescare un effetto moltiplicatore di 2/3 volte, fino a generare un aumento di PIL complessivo di circa 10 punti.

Possiamo quindi interrogarci su quanto ci costerà riorientare il nostro sistema urbano e produttivo in un’ottica intelligente, ma la vera questione, come ha sottolineato Barbara Frei, Amministratore Delegato di ABB Spa “è: vogliamo domandarci quanto in realtà potrebbe costare al sistema italia il fatto di non scegliere, di non investire, di non progettare, di non governare un cambiamento che, nonostante tutto e tutti, si avvicina?”

Investimenti e ritorni

Come dicevamo tra i passaggi salienti del rapporto c’è l’analisi dettagliata degli investimenti necessari allo sviluppo delle smart city in Italia. Dai calcoli condotti emerge che trasformare l’Italia in un Paese “più smart” richiede uno sforzo considerevole: circa 50 miliardi di Euro all’anno (che si riducono a 6 miliardi di Euro all’anno se l’intervento è rivolto solo alle 10 principali città) ogni anno da qui al 2030.

L’introduzione di tecnologie innovative innesca, però, un recupero di efficienza, di tempo utile, di produttività e una riduzione dei costi di transazione che si traduce in una crescita aggiuntiva per il Paese equivalente a 8-10 punti di PIL all’anno (senza contare i ritorni – non qualificati nel rapporto – in termini di immagine e competitività internazionale, coesione sociale, creatività, innovazione, diffusione di conoscenza, vivibilità).

Sul fronte degli investimenti e dei ritorni questo lo scenario ipotizzato:

tabella abb

Le proposte

La pars construens del rapporto affronta in maniera propositiva alcuni nodi del Paese, al fine di creare le condizioni ottimali perché le città italiane possano diventare più smart negli anni a venire.
 
1. Una strategia generale per l’Italia – occorre definire una visione del Paese e una strategia per realizzarla, riaffermando il ruolo di indirizzo del Governo

2. Governance della smartness – è necessario mettere a punto una governance nazionale per i temi smart che indirizzi l’azione e componga gli interessi trasversali

3. Italian Smart City Innovation Partnership – così come ha fatto l’Europa anche l’Italia dovrebbe dotarsi di un proprio modello di partenariato per l’innovazione rivolto alle smart city

4. Premio “smartest city” basato su un modello condiviso – le prime 5 città che raggiungono il massimo livello di “smartness”, misurato con la metrica dei benefici effettivi per i cittadini dovrebbero essere riconosciute ed ottenere un premio.

5. Perfezionamento delle iniziative in essere – in questi anni il paese ha visto accendersi una serie di iniziative direttamente/indirettamente legate alle smart city, occorre impegnarsi formalmente a portarle a compimento o a chiuderle definitivamente.

6. Quick win a breve – già oggi sono disponibili soluzioni smart e a basso costo in grado di produrre progressi significativi a brevissimo termine, occorre saperle riconoscere e sfruttare.

7. Aumento del 10% in 5 anni del tempo “realmente libero” degli Italiani – un obiettivo sfidante per superare la percezione “elitaria” dei temi smart, influenzare le aspettative e creare consenso.

Il Rapporto è consultabile sul sito www.abb.it al seguente indirizzo: www.abb.it/smartgrids

Su questo argomento

Smart Village, aperta fino al 5 maggio la call europea per i Comuni italiani