Fondazione IFEL: il progetto “Impatti” rivoluziona la contabilità dei Comuni

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Investire le risorse pubbliche in maniera proficua per il territorio è la grande sfida con la quale si confrontano quotidianamente i Comuni insieme agli attori dell’ecosistema. Il progetto di Fondazione IFEL “Impatti” mira a creare nuove consapevolezze sul valore che possano generare politiche pubbliche “buone” per cittadini e territori, innovando l’approccio alla contabilità dei Comuni

30 Novembre 2023

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Paola Orecchia

Giornalista

Foto di micheile henderson su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/plante-verte-sur-des-pieces-rondes-brunes-lZ_4nPFKcV8

Contabilità e rendicontazione come fonti di profonda innovazione dell’azione di spesa pubblica. Una prospettiva originale, un terreno poco o per nulla battuto, che potrebbe persino generare diffidenza: la contabilità dei Comuni, che rientra a pieno titolo nel mondo dei numeri, come potrebbe mai essere innovata? Siamo ormai assuefatti all’idea che l’innovazione sia un effetto direttamente proporzionale all’introduzione di tecnologia avanzata nelle organizzazioni. Tuttavia, innovare è anche cambiare sguardo, trovare nuovi significati, aprirsi a una cultura del “diversamente ponderabile”.

Fondazione IFEL, vocata al supporto informativo e formativo ai Comuni, ha avviato una riflessione su quanto gli strumenti contabili attuali possano essere sviluppati per raccontare e controllare quello che è il nuovo ruolo dei comuni e il nuovo perimetro di responsabilità dei suoi amministratori. Ne è scaturito il progetto “Impatti”, che nei mesi a venire potrebbe innovare lo sguardo degli amministratori e dare un senso nuovo alle scelte relative alla spesa e agli investimenti della PA. Ne abbiamo parlato con Davide Conte, economista ed esperto IFEL.

Contabilità, misurare “economicamente” non basta più

Davide Conte è stato assessore alla Cultura e al Bilancio del Comune di Bologna. Per farci comprendere meglio lo spirito del progetto di IFEL ci racconta di un caso di studio risalente a circa 20 anni fa, sulla politica di contrasto alla dispersione scolastica: “L’evidenza che arrivava da studi sul territorio era che il maggior tasso di abbandono scolastico riguardava le famiglie più povere. La risposta fu quella di dare un contributo economico alle famiglie con minori mezzi economici. L’ente locale investì alcuni milioni (soddisfacendo il requisito dell’efficienza) e il sussidio raggiunse tutte le famiglie sotto la soglia isee con bambini iscritti alla scuola dell’obbligo i (positivo anche il requisito dell’efficacia). Da una valutazione successiva, però, emerse che, confrontando bambini appartenenti a famiglie leggermente sotto le soglie ISEE, che avevano ricevuto il contributo, con bambini di famiglie leggermente sopra soglia ISEE, che non avevano ricevuto il contributo, la dispersione scolastica era uguale. La pubblica amministrazione aveva investito risorse, senza modificare in alcun modo la propensione all’abbandono scolastico”.

Un investimento che non aveva avuto gli impatti sperati, anche se la politica di spesa adottata rispondeva ai requisiti di efficienza ed efficacia richiesti dalla normativa contabile

L’importanza degli impatti sulla comunità

È assodato che gli enti locali investano per migliorare il servizio ai cittadini e lo fanno nell’ottica della valorizzazione delle risorse pubbliche gestite, intesa come “quantificazione, controllo e trasparenza”.

Spiega Conte: “Effettivamente, negli ultimi vent’anni abbiamo assistito a una grandissima rivoluzione della contabilità pubblica, in termini di maggior attenzione al controllo dei conti e all’efficienza delle risorse impiegate. Tuttavia, c’è un nuovo spazio di sviluppo, un argomento che non è compreso nell’attuale normativa e che consta nel capire quale sia il contributo che, con un certo investimento, le amministrazioni comunali stanno dando al cambiamento della comunità, al cambiamento della città”.

Questa è la “Misurazione di impatto del cambiamento sul territorio delle politiche pubbliche”.
Il punto di vista di IFEL è di non sprecare lo sforzo sostenuto in questi anni dai comuni in termini di riduzione dei costi (efficienza), controllo della qualità (efficacia) e lo sviluppo di nuove modalità gestionali coinvolgendo gli attori del territorio pubblici e privati, imprese e associazioni (sussidiarietà), ma di integrare una diversa visione sull’attività di spesa: l’impatto della politica sulla comunità di riferimento.

In seno alla Fondazione, dunque, è nata l’idea di valorizzare il rapporto tra Comuni e territori con un nuovo patto tra comuni e comunità, tra comuni e mondo del lavoro, tra comuni e altri enti pubblici. Si tratta di una comunità di intenti che, attraverso l’innovazione degli strumenti gestionali e l’adozione di uno strumento di controllo di gestione non solo economico, ma anche culturale, ambientale e sociale, riesca ripristinare un equilibrio tra risorse e bisogni, tra risorse e relazioni.

La misurazione di impatto come nuovo strumento di relazione

Il miglioramento della gestione del bilancio non va inteso come un “equilibrismo” economico ma come una ricerca di armonia tra gli asset strategici economico, sociale, ambientale e culturale. Negli anni novanta ai comuni veniva chiesta più trasparenza nella gestione del risorse pubbliche, negli anni duemila si richiedeva più efficacia nelle realizzazione dei servizi pubblici. Oggi i cittadini chiedono ai Comuni più sostenibilità. Lo strumento operativo è quello della misurazione dell’impatto delle politiche pubbliche.

Davide Conte propone un altro caso, questa volta vissuto personalmente: “Quando ero assessore alla cultura, il Comune di Bologna spendeva circa 13 milioni di euro all’anno per le biblioteche pubbliche comunali, le quali prestavano all’incirca un milione di libri all’anno. Dopo il controllo della contabilità e la rendicontazione, l’output che ne ricavai fu che ogni libro costava all’ente locale 13 euro, cioè: ogni libro che usciva dalla biblioteca costava al Comune di Bologna uno sproposito, dal punto di vista dell’efficienza e dell’efficacia della spesa pubblica” E prosegue: “Cambiando prospettiva e andando a misurare l’impatto di quel (costoso) libro, però, oggi se ne possono ricavare informazioni importantissime. In primis occorre valutare che una persona prende un libro senza pagarlo, quindi con un impatto zero sul proprio reddito; inoltre prende un libro condiviso quindi valorizza il capitale sociale delle comunità, allo stesso tempo, il cittadino entra nello spazio di comunità e crea nuove opportunità di relazioni, socialità e apprendimento. Ecco a quel punto, per capire l’impatto di quei 13 euro, io devo capire quale contributo sto dando al risparmio per il cittadino, alla formazione del mio cittadino e quindi al suo capitale intellettuale, al suo capitale sociale in termini di relazioni. Ma non solo, è possibile raccogliere e analizzare diversi set di dati, per capire quale profilo di comunità disegnano i milioni di libri che le biblioteche comunali hanno prestato: per esempio, possiamo notare una scomparsa delle donne dal prestito nell’età 25 e 40, l’età della cura dei bambini, per poi ritornare a cercare libri, tecnici, scientifici, per aggiornarsi, formarsi, studiare. Quindi si possono costruire e integrare i processi di formazione che le persone avviano in autonomia.
Possiamo valutare la qualità di quei libri o la qualità della vita delle persone che frequentano la biblioteca. Tutte informazioni che stanno dentro quei 13 euro che mi erano sembrati una cifra spropositata da una lettura solamente contabile”.

Lo stesso approccio funziona con lo sport, il teatro comunale, la pianificazione urbanistica. Oggi, secondo il parere di Conte, i grandi cambiamenti del territorio, le politiche sociali, ambientali e culturali hanno fatto emergere la necessità di valorizzare le politiche pubbliche attraverso un’opportuna analisi delle reali risorse che la PA gestisce e che vanno ben oltre il perimetro definito della contabilità tradizionale. Ecco perché non possiamo più limitarci a misurare quanti soldi si spendono e come li impieghiamo in termini di servizi e infrastruttura ma occorre misurare l’impatto che hanno su una comunità e sullo sviluppo della storia della città. Un sistema di valutazione più integrato al territorio che il Comune amministra.

Il modello IFEL in pratica

Fondazione IFEL richiede di innovare il sistema di programmazione e controllo inserendo l’ulteriore dimensione di misurazione dell’impatto.
Il progetto prevede affiancamento e collaborazione. A supporto dei Comuni, sono stati organizzati alcuni seminari di approfondimento su temi di grandissima attualità dal punto di vista impatto sociale, gestionale, organizzativo e d’innovazione.

“Per individuare gli strumenti nuovi occorre coinvolgere anche altri enti del territorio, a partire da un gruppo di lavoro che verrà selezionato da IFEL. Stiamo lavorando affinché nascano una forte presa di coscienza sull’importante dell’analisi di impatto da parte degli amministratori e che ciò si traduca in un nuovo approccio metodologico”, chiosa Conte.

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