PNRR, governare gli impatti sui Comuni con collaborazione, apertura e unione

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Siamo in una fase avanzata di attuazione del PNRR e dovremmo cominciare a riflettere sui cambiamenti che l’azione del PNRR sta portando al sistema delle amministrazioni locali. Che amministrazioni avremo dopo questa fase, fino a due anni fa del tutto inaspettata? Fondazione IFEL ha promosso un dibattito sugli effetti materiali e immateriali del PNRR sulle amministrazioni comunali, nell’ambito di FORUM PA 2023. Le chiavi per trasformare in positivo il cambiamento sono: unione, collaborazione, apertura e giovani

18 Luglio 2023

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Redazione FPA

FORUM PA 2023, il talk organizzato in collaborazione con la Fondazione IFEL. Foto di Rina Ciampolillo per FPA.

A fronte delle risorse stanziate per la realizzazione di progetti e opere legati agli obiettivi del PNRR, le amministrazioni comunali del Paese si mostrano tutte proattive e partecipi del fermento nazionale. C’è un traguardo collettivo da raggiungere e ciascuno contribuisce come può e come sa fare: c’è chi è più veloce e chi, invece, rischia di non arrivare al traguardo. Pensiamo ai piccoli e piccolissimi Comuni, fiaccati dall’emergenza pandemica e sottodimensionati. Per questi Enti, la realizzazione dei progetti del è un compito arduo che richiede un supporto specifico.

La Fondazione IFEL ha affrontato il tema dei cambiamenti che il PNRR porterà all’interno delle amministrazioni locali e cosa occorre affinché si verifichino. Lo ha fatto lo scorso maggio, con un evento organizzato nel corso di FORUM PA 2023, dal titolo “Gli effetti del PNRR. Come stanno cambiando i comuni?”

Le leve del cambiamento per i Comuni

I punti di debolezza sono chiari a tutti gli operatori amministrativi dei piccoli e medi Comuni. I punti di forza, un po’ meno. Eppure, è su questi che occorre investire per produrre un cambiamento positivo e duraturo. A ricordare le leve sulle quali è proficuo agire è stato Michele Bertola, Direttore Generale del Comune di Monza e Presidente ANDIGEL: “La pandemia ci ha cambiati e dovremmo mantenere le tre più importanti consapevolezze acquisite in quel periodo:

  1. Abbiamo compreso che la PA si occupa di cose essenziali e che siamo stati capaci di agire in tempi stretti. Anche se è in arrivo una valanga di adempimenti, non dobbiamo perdere di vista l’essenziale. Meglio pagare un consulente che si occupi degli adempimenti e concentrarsi sull’obiettivo da raggiungere.
  2. Siamo sempre stati convinti che di fronte ai bisogni delle città noi della PA fossimo l’unica risposta. Non è così: in pandemia, siamo stati aiutati da tantissimi volontari, per esempio
  3. Il collegamento tra enti funziona: prendendo ancora l’esempio del Covid (io ero Direttore a Bergamo in quei giorni), anche i Comuni si sono fatti in quattro per distribuire mascherine senza essere i referenti della Sanità.

Le forme di collaborazione hanno contribuito alla genesi di una “visione di territorio”. Quindi, noi dobbiamo lavorare con gli investimenti del PNRR per generare impatti a livello territoriale e non solo con riferimento all’ambito nel quale l’amministrazione opera”.

Il ruolo delle Unioni dei Comuni

Sulla necessità di far sedimentare nei processi organizzativi quel che è successo in pandemia ha concordato anche Elena Gamberini, Unione Reno Galliera e Coordinatore Anci ER del Gruppo di Lavoro regionale PNRR: “Le Unioni di Comuni possono assumere un ruolo di regia. Dobbiamo sviluppare la capacità di leggere cosa è cambiato dal 2020 a oggi e quali sono i nuovi bisogni della contemporaneità. Noi delle unioni stiamo accompagnando i piccoli comuni dall’emergenza alla ripresa, lavorando in un contesto in cui sono caduti molti confini. Oggi valgono i principi di collaborazione e il riuso delle soluzioni software, per esempio. Questo approccio è importante dal momento che la ripresa si concretizzerà lavorando su vari aspetti – programmazione, organizzazione, aspetti amministrativi, tecnici e funzionali, risorse umane e comunicazione – all’insegna della multidisciplinarietà.

Le Unioni di Comuni possono fornire un supporto operativo, per esempio portali Internet, vademecum e checklist pratici”. Gamberini ha messo in luce anche un altro aspetto rilevante: la necessità di motivare e supportare le risorse umane. “Dobbiamo riuscire a coltivare l’accountability all’interno delle amministrazioni, perché i collaboratori si sentano motivati e pronti a gestire questa fase di ripresa”, ha suggerito.

Il supporto della Fondazione IFEL

Francesco Monaco, Fondazione IFEL, inquadrando lo stato di fatto delle attività dei Comuni in relazione al PNRR ha dichiarato: “Tutti i Comuni hanno risposto con consapevolezza e responsabilità alla sfida della Ripresa nazionale. Tuttavia, c’è anche preoccupazione: la capacità d’investimento è quintuplicata ma altrettanto non è accaduto nell’ambito delle risorse umane e delle competenze. Oggi ci sono anche nuovi adempimenti, asseverazioni e verifiche persino su progetti già chiusi. Inoltre, i sistemi di monitoraggio non funzionano come dovrebbero e ciò complica il compito”.

In questa esigenza di supporto che i Comuni manifestano, la Fondazione IFEL sta realizzando diverse attività e, tra le altre, ha creato all’interno del Portale EASY di supporto agli investimenti, una sezione che si chiama #PNRRinCOMUNE, per mettere a disposizione “i numeri”: dove e come sono state impiegate le risorse, Comune per Comune, quali investimenti sono stati finanziati. “Attraverso le nostre attività, proviamo a dare contenuti operativi, schemi attuativi e buone pratiche su alcune fasi fondamentali del ciclo di attuazione degli investimenti PNRR. Capire come si organizzano le amministrazioni che hanno interpretato meglio la sfida e studiare i casi di successo può aiutare le amministrazioni nel loro percorso”, ha concluso Monaco.

Una nuova narrazione del lavoro pubblico

Oggi è necessario attrarre competenze e nuove idee. Ma cosa può rendere attrattivo il lavoro pubblico agli occhi dei giovani e delle persone più qualificate? In questo momento storico non è più l’idea di un lavoro stabile e continuativo lungo tutto l’arco della vita che può essere interessante per le persone più giovani e preparate. “Organizziamo un concorso e pensiamo che la gente accorrerà – ha fatto notare Bertola. Ma spesso non è così”. Serve più fiducia nelle capacità delle persone: “non lasciamo spazio ai ragazzi, non ci fidiamo. Dobbiamo avere più fiducia nella visione e nelle competenze dei giovani”. E oltre alla fiducia serve una nuova narrazione condivisa. Il suggerimento del direttore generale del Comune di Monza è: “comunichiamo il grande privilegio che abbiamo: noi lavoriamo per il bene comune!”.

Per cambiare la narrazione del lavoro pubblico nei Comuni, in Lombardia è stata inventata la “dote Comune”: “Ai migliori universitari offriamo 12 mesi di lavoro, per poche ore al giorno, in cambio di un compenso fisso mensile. Un’allettante alternativa ai lavoretti degli studenti, che consente di avvicinarli e coinvolgerli”, ha concluso Bertola.

Conclusioni

Il PNRR avrà impatti significativi sui Comuni: una riorganizzazione nel segno della collaborazione tra enti e della consapevolezza del proprio ruolo essenziale per la società; una più ampia visione, che porti i Comuni ad armonizzare tutti gli investimenti e i progetti verticali degli enti presenti sul territorio: “Abbiamo la grande occasione di riprendere i temi della partecipazione, della co-progettazione, del rapporto con la popolazione e con i soggetti della società civile”, ha chiosato Francesco Monaco di IFEL. E in chiusa Elena Gamberini, Unione Reno Galliera e Coordinatore Anci ER del Gruppo di Lavoro regionale PNRR ci tiene a ricordare: “Abbiamo tanto lavoro da fare e gli strumenti credo ci siano, serve pazienza. Non possiamo pensare che dall’emergenza alla ripresa, automaticamente, diventiamo dei datori di lavoro super sexy per tutti i neolaureati. Serve tempo, ma non troppo”.

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