La transizione digitale nelle città italiane: il primo focus “ICity Rank insights”

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Inauguriamo la rubrica mensile “ICity Rank insights”, con lo scopo di “entrare” negli indicatori dei diversi ambiti di analisi della nostra ricerca annuale sulle città. Partiamo con un focus sullo stato della trasformazione digitale nelle nostre città capoluogo

20 Febbraio 2020

M

Clara Musacchio

Ricercatrice FPA

Photo by Johnson Wang on Unsplash - https://unsplash.com/photos/4flhKx1sUdE


A qualche mese dalla presentazione del rapporto ICity Rank 2019 inauguriamo la rubrica “ICity Rank insights”, con un focus sullo stato della trasformazione digitale nelle nostre città capoluogo.

La Rubrica “ICity Rank insights”

Si tratta di una rubrica mensile con lo scopo di “entrare” negli indicatori dei diversi ambiti di analisi – solidità economica, mobilità sostenibile, tutela ambientale, qualità sociale, capacità di governo e trasformazione digitale – per “svelarne” dati e valori di dettaglio, nuove evidenze territoriali e il focus su alcune città. “Mettendo alla prova” ed elaborando i dati resi periodicamente disponibili dalle istituzioni, dalle imprese e dai cittadini (dati contesto, dati istituzionali e open data, integrati da indagini originali a cura di FPA) l’auspicio è quello di alimentare quel processo virtuoso che, trasformando i dati in informazioni e queste in conoscenza, può diventare di orientamento strategico alle decisioni, secondo il modello della Data Decision Strategy.

L’indice di trasformazione digitale di ICR

L’indice di trasformazione digitale in ICR 2019 è stato costruito con l’obiettivo di rappresentare la capacità di:

  • rispondere alle esigenze di infrastrutturazione tecnologica dei territori, precondizione necessaria per il superamento del digital divide e la promozione della cultura digitale presso le comunità locali;
  • utilizzare al meglio le infrastrutture immateriali e le piattaforme abilitanti, realizzate a livello centrale nel quadro del Piano Triennale per l’Informatica nella PA (Agid, Piano Triennale 2019-2021) per sviluppare servizi digitali semplici e orientati al cittadino;
  • servirsi di soluzioni innovative in termini di servizi digitali e open data per offrire elevati livelli di trasparenza e abilitare nuove forme di comunicazione, ascolto e vantaggi della propria utenza di riferimento. 

La classifica dell’indice di trasformazione digitale: cosa emerge

La significativa presenza, sia nella top 10 dell’indice di solidità economica, sia in quello della trasformazione digitale, di quattro capoluoghi emiliani (Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia), due lombardi (Milano e Bergamo) e di Torino e Trento, sembra indicare una correlazione tra la robustezza del sistema produttivo e l’accelerazione dei percorsi di innovazione.

Tuttavia, scorrendo la classifica complessiva, si vede come i risultati raggiunti dai 108 capoluoghi italiani siano condizionati ma non riproducano in modo meccanico le macro-ripartizioni per livelli di sviluppo delle regioni italiane mostrando l’esistenza di rilevanti articolazioni interne.

I risultati ottenuti dalle città non metropolitane (Bergamo, Brescia, Mantova, Modena, Trento, ma anche Cagliari, Pescara, Lecce), tanto nella classifica generale che nei singoli indicatori analizzati, mostrano come, anche in assenza dei vantaggi derivanti dai fattori di scala, si possano ottenere risultati di eccellenza nell’innesco di processi innovativi.

Il buon posizionamento, inoltre, di alcune città del meridione in alcuni indicatori (Cagliari, Pescara, Lecce, Palermo, Napoli) sembra suggerire che più che in altri ambiti, sul fronte della trasformazione digitale, vi siano le opportunità, per le singole amministrazioni, di intervenire sul contesto territoriale di riferimento – piuttosto che rifletterlo – innestandovi l’attitudine a comportamenti innovativi.

Fig.2 La graduatoria dei capoluoghi italiani rispetto all’indice di trasformazione digitale

Cosa ci dicono i singoli indicatori

Banda larga, WI FI pubblico, IOT e Tecnologie di rete

Andando ad esaminare i dati relativi agli indicatori di contesto e di pervasività infrastrutturale, gli elementi più significativi riguardano:

  • il primato delle città di Pescara e Cagliari per ACCESSO ALLA BANDA LARGA (percentuale di famiglie con connessione potenziale di almeno 30 Mbps, fonte AGCOM 2019), nelle quali la percentuale di famiglie raggiunte dalla Banda Larga raggiunge il 98% contro una media di copertura nei comuni capoluogo salita dall’80,5% del 2018 all’85,7% del 2019.

Si tratta di un dato positivo che riflette la buona posizione raggiunta dall’Italia nel rapporto DESI, passando dal 26° al 19° posto in materia di connettività;

  • la diminuzione dai 9 del 2018 ai 7 del 2019 dei comuni capoluogo per i quali non è si trovato riscontro della presenza di reti di WI FI PUBBLICO, dove, ai vertici della classifica del relativo indicatore si trovano i comuni di Firenze, Bergamo e Milano. Secondo la rilevazione di FPA, il campo di variazione del numero di punti di accesso al wi-fi pubblico risulta molto ampio, andando dai circa 560 per 100mila abitanti di Firenze (a cui seguono Bergamo e Lecce) agli 0,3 per 100 mila abitanti di Catania, ultima per diffusione di hotspost gratuti dopo Agrigento e Pescara;
  • il primato delle città di Bolzano e Trento nell’indicatore, introdotto per la prima volta nel 2019, IOT E TECNOLOGIE DI RETE, basato sui dati rilevati dall’Istat per il 2017 e integrato con indagine di FPA, sulla presenza di 10 tecnologie di sensoristica applicate a: impianti semaforici, illuminazione pubblica e raccolta di rifiuti.

Digital PA, Servizi online, App municipali

Per quanto riguarda la diffusione e la qualità dei servizi online le principali evidenze riguardano:

  • il pieno adeguamento delle città di Milano, Pavia, Mantova, Modena, Bologna e Pisa nell’indicatore DIGITAL PA, un indicatore quali-quantitativo basato sulla classificazione dello stato di adesione da parte delle amministrazioni comunali alle piattaforme nazionali SPID, PAGOPA e ANPR. In questo indicatore è il comune di Torino a far registrare lo scarto positivo più elevato rispetto ai risultati dello scorso anno;
  • la presenza, ai vertici della classifica dell’indicatore SERVIZI ONLINE – che utilizza i dati sulla numerosità dei servizi resi disponibili ai cittadini dalle amministrazioni comunali per livello di fruizione tramite internet (dai ISTAT 2016, 2017 e indagine FPA 2018) – dei comuni di Pisa, Cremona e Modena. Il numero massimo di servizi resi disponibili online ai cittadini (Istat, Dati ambientali nelle città ed. 2019 e integrazione tramite rilevazione diretta di FPA) è di 43 ma, mediamente, poco meno della metà consente la conclusione di tutto l’iter relativo al servizio, compreso il pagamento, se previsto. Si tratta di un ambito in cui emerge un percorso da compiere significativo, risultando stringente l’intervento di adeguamento agli standard previsti dalle linee guida pubblicate da Agid e dal Piano triennale per l’informatica nella PA;
  • la presenza, ai vertici della graduatoria, di soli 12 comuni (Bergamo, Brescia, Mantova, Trento, Parma, Modena, Forlì, Firenze, Ancona, Roma, Frosinone, Napoli) che dispongono di APP MUNICIPALI per tutti i settori considerati nella rilevazione: cultura e turismo, rifiuti, mobilità, info giovani, istituzioni, sicurezza, informazioni sulle aree free wi fi (dati ISTAT 2017 e rilevazione FPA 2019). Tra il 2016 e il 2017 i comuni che risultano non aver attivato alcuna APP di pubblica utilità sono scesi da 14 a 5.

Digital Openness

L’indicatore DIGITAL OPENNESS è un indicatore quali-quantitativo che è formato a partire da due indicatori di secondo livello relativi alla numerosità degli open data rilasciati dalle singole amministrazioni locali e dalla loro diffusione in formati interoperabili (rilevazione FPA nell’ambito della ricerca DEDAGROUP, marzo 2019). I comuni che hanno liberato open data risultano essere in lieve maggioranza (58 su 108) ma senza progressi significativi rispetto al 2018. I comuni che hanno liberato il maggior numero di data set sono Bologna (2.752 data set liberati) e Firenze (1.589) che staccano nettamente il resto della classifica: segue infatti Palermo in terza posizione con “soli” 872 data set liberati mentre sono 30 i comuni che hanno pubblicato almeno un file in formato interoperabile.

PA Social

Infine, per quanto riguarda la presenza delle amministrazioni comunali sui social media (PA SOCIAL), come già rilevato le amministrazioni assenti dai social media sono scese da 8 a 7, mentre il 70% dei comuni presenti sui social network hanno più di tre profili attivi su piattaforme diverse. Andando a rilevare, oltre al dato della presenza, i dati di penetrazione, di aggiornamento e produttività relativi a twitter, facebook e youtube, ai vertici della classifica si conferma il Comune di Torino che precede quelli di Bologna e Napoli. Tra i progressi più significativi quelli di Trapani, Campobasso, Pescara, Reggio Calabria e Treviso.

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