La visione di futuro della Regione Emilia-Romagna: mettere insieme rilancio economico e sostenibilità - FPA

La visione di futuro della Regione Emilia-Romagna: mettere insieme rilancio economico e sostenibilità

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Con la sua Data Valley che rappresenta un’infrastruttura a disposizione dell’intero paese e il Patto per il lavoro e per il Clima appena siglato, l’Emilia-Romagna vuole costruire un futuro sostenibile da affidare con fiducia alle generazioni che verranno. Con questa premessa, la Regione ha partecipato al FORUM PA 2021 organizzando la Rubrica “Emilia-Romagna, presente nel futuro”

8 Luglio 2021

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Redazione FPA

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Il percorso individuato dalla Regione Emilia-Romagna all’interno della Rubrica PA organizzata a FORUM PA 2021, ha puntato a evidenziare come la strategia di rilancio economico e del lavoro debba andare di pari passo con l’attenzione al clima e alla sostenibilità. Un esempio è il Patto per il lavoro e per il clima, realizzato attraverso un modello democratico e partecipativo, con una visione del futuro, il leitmotiv degli incontri realizzati che contengono infatti nel proprio titolo “Emilia-Romagna, presente nel futuro”.

Qui la playlist completa con tutti gli eventi della Rubrica. Di seguito, un focus su alcuni appuntamenti.

Il patto per il lavoro e per il clima e l’agenda 2030

La componente ambientale si è innestata nel Patto per il lavoro siglato nel 2015, rivelatosi efficace per attraversare la crisi economica, generando nuove imprese, nuovo lavoro di qualità, la riduzione della disoccupazione dal 9% al 5%. Lo ha ricordato Elly Schlein, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Assessore al contrasto alle diseguaglianze e transizione ecologica: “Il nuovo Patto per il lavoro e per il clima del 2020 nasce con la consapevolezza della necessità di affrontare insieme clima e rivoluzione tecnologica, tenendo insieme il contrasto ai divari sociali, territoriali, di genere e generazionali”. L’approccio della Regione ha mantenuto il metodo democratico e partecipativo già adottato con il Patto per il lavoro, portando 55 soggetti (pubblici e privati) al tavolo di confronto, con la consapevolezza che ciascuno debba fare la sua parte, le associazioni ambientaliste insieme a imprese, sindacati, istituzioni, territori, università, scuola…
Da notare che il Patto è stato firmato prima dell’arrivo delle risorse di Next Generation Eu e della nuova programmazione europea 2021-27 che forniranno ulteriori risorse.

Parte integrante del Piano sono gli obiettivi di Agenda 2030, “nelle mani dei cittadini per controllare che le istituzioni seguano i 17 obiettivi ivi delineati”, come ha precisato la Vicepresidente. La Regione si è impegnata a indicare il posizionamento attuale e gli obiettivi per il 2030 definendo indicatori precisi per monitorare l’andamento. Fra gli impegni la decarbonizzazione totale entro 2050 e l’impiego del 100% di energie pulite e rinnovabili entro il 2035.

“Il Patto per il lavoro e per il clima ha valore anche perché evidenzia la capacità di collaborare per definire un percorso e assumersi la responsabilità per il futuro, con la capacità di mettere a terra quanto deciso”, ha ribadito Vincenzo Colla, Assessore allo sviluppo economico e green economy, lavoro e formazione. Il Patto punta anche all’aumento della resilienza attraverso la capacità di governare digitalizzazione e innovazione, la trasformazione delle filiere produttive, prevalentemente costituite da Pmi artigiane che devono essere messe nella condizione di diventare partner delle grandi imprese, un new deal dei saperi. La Regione punta ad attrarre investimenti grazie alla concentrazione di tecnologie, competenze e professionalità (in settori come auto, food, meccatronica, moda, packaging, turismo…) che va rafforzata con investimenti in formazione, nei tecnopoli e negli hub regionali, nel sistema della ricerca. È ad esempio già pronta a Bologna la sede definitiva di uno dei super computer europei, uno dei più potenti al mondo, che sarà dedicato allo studio del clima che creerà un ecosistema destinato ad attrarre 1500 studiosi da tutto il mondo.

Il Patto per il lavoro ed il clima vedrà un’articolazione anche a livello locale con l’esperienza pilota della provincia di Rimini per tradurre il Piano, sulle problematiche locali, in tempi certi e attraverso il percorso partecipativo, come ha ricordato Riziero Santi, presidente della Provincia di Rimini e UPI Emilia-Romagna.

Digitale bene comune: strategie e azioni per guidare la transizione

“L’Agenda digitale non ha un impatto solo sull’amministrazione ma sulla società a 360 gradi, è trasversale al Patto per il lavoro e per il clima, investe non solo tutti gli assessorati, ma la formazione (anche sul lavoro), la vita delle persone, non solo nella dimensione di cittadini che interagiscono con l’amministrazione”, ha sottolineato Paola Salomoni, Assessore alla scuola, università, ricerca, agenda digitale, precisando che il digitale deve essere bene comune, per non lasciare fuori nessuno. “La pandemia ha evidenziato che il digitale è fattore abilitante ma, proprio per questo, può generare grandi differenze fra chi può accedervi e chi no, sia in termini di rete sia di competenze”. Da qui gli 8 punti su cui la Regione intende impegnarsi: 

  • i dati che devono essere disposizione di tutti; per farlo servirebbe un supporto normativo;
  • le competenze delle persone a 360 gradi, indispensabili per far evolvere la società;
  • la digitalizzazione dell’amministrazione, solo uno degli aspetti se pur importante;
  • la digitalizzazione di imprese e tessuto economico;
  • la qualità dei servizi dell’amministrazione;
  • la sfida sulla connettività;
  • gli ultimi due obiettivi, indispensabili per portare il digitale a tutta la comunità sono: superare le differenze territoriali e quelle di genere, nelle competenze digitali.

L’esperienza portata da Roberta Cocco, Assessora alla Trasformazione digitale e Servizi civici – Comune di Milano, una delle testimonianze esterne alla Regione, aiuta a spiegare come la città sia riuscita a fare del digitale, considerandolo un diritto più che un elemento di inclusione, un fattore critico di successo. “Siamo partiti mettendo la tecnologia al servizio delle persone con una pianificazione specifica dei bisogni dei cittadini e cercando di capite come il digitale potesse essere l’abilitatore per arrivare allo specifico servizio di cui le persone avevano bisogno”. La scelta, sintetizzabile nello slogan “mobile first, one click”, si è rivelata efficace anche per affrontare la pandemia, grazie all’interoperabilità in precedenza realizzata, mentre ora l’obiettivo è usare le informazioni per realizzare una data driven city. Fondamentale, infine, l’attenzione alla formazione sia per gli addetti ai lavori (realizzata con un training interno in parallelo al rilascio di nuove applicazioni e servizi) sia verso i cittadini, con la collaborazione di organizzazioni esterne.

Le risorse messe a disposizione per lo sviluppo delle competenze nel Digital Europe Program sono state uno dei temi affrontati da Emanuele Baldacci, Director Resources, DG Eurostat – European Commission. “Fra i quattro pilastri del programma sono inclusi lo sviluppo degli skill e il ruolo degli hub rivolti a PMI e PA”, ha ricordato. Per l’alfabetizzazione dei cittadini ha invece sottolineato l’importanza di trovare canali e intermediari efficaci per veicolare le competenze.

Ambiente e territorio a portata di click: verso un’informazione sempre più trasparente e digitale

La Regione Emilia-Romagna ha anche portato alcune esperienze che testimoniano come la digitalizzazione consenta di facilitare le relazioni fra i cittadini, territori e istituzioni. Irene Priolo Assessore all’ambiente, difesa del suolo e della costa, protezione civile, ha illustrato il portale unico per mappare tutti i cantieri dell’Emilia-Romagna in un solo portale web e il Progetto “Mettiamo radici per il futuro” per mettere on line tutti i dati e le mappe georeferenziate sugli alberi piantati. L’obiettivo è piantare un albero per abitante: dal 2020 sono stati piantati 500mila alberi da cittadini e enti territoriali, tutti georeferenziati e accessibili.

Ulteriori esempi sono stati portati da Barbara Lori, Assessore alla montagna, aree interne, programmazione territoriale, pari opportunità, che ha illustrato il nuovo portale Montagna della Regione e la piattaforma dedicata alle pratiche edilizie, dal calcolo automatico del contributo di costruzione all’invio delle pratiche stesse.

Il progetto Minerva, infine, illustrato da Paolo Ferrecchi, Direttore Generale Cura del Territorio e dell’Ambiente, ha realizzato un catalogo delle informazioni su ambiente, traporti e territorio, andando a integrare banche dati territoriali e infrastrutturali, a disposizione di cittadini e operatori.

Non abbiamo più scuse…Questo l’appello di Paola Salomoni che ha ricordato le grandi opportunità tecnologiche e l’impegno della politica nazionale sul digitale, evidenziato dallo stesso PNRR. “Per raccogliere i frutti di queste opportunità va messo a fattor comune quanto fatto e serve sia grande collaborazione pubblico-privato sia una competizione positiva, per realizzare il numero massimo di goal usando risorse che saranno ben misurate”.

Ecco le registrazioni degli altri appuntamenti della Rubrica di Regione Emilia-Romagna:

NextGeneration PA: strategie e azioni per la PA del futuro

Programmazione Europea: la smart specialization strategy della Regione Emilia-Romagna

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