Le città di ICity Club si incontrano a FORUM PA 2022: servizi digitali e la sfida del PNRR

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Durante FORUM PA 2022, si è tenuto il secondo Cantiere Smart City riservato alla community di ICity Club – l’Osservatorio della trasformazione digitale urbana di FPA. Un occasione di confronto concreto su buone pratiche per la corretta implementazione di investimenti e riforme previste dal PNRR per la digitalizzazione della PA

20 Giugno 2022

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Francesca Carboni

FPA, project officer ICity Club

Foto di Stefano Corso - https://flic.kr/p/2nsra16

Lo scorso 16 giugno, durante FORUM PA 2022, si è tenuto il secondo Cantiere Smart City riservato alla community di ICity Club – l’Osservatorio della trasformazione digitale urbana di FPA, realizzato in collaborazione con Linkem. L’incontro dal titolo “Servizi Digitali e la sfida del PNRR” ha coinvolto intorno ad un tavolo di lavoro collaborativo, i rappresentanti delle città della community, del Dipartimento per la trasformazione digitale, l’Agenzia per la Coesione Territoriale,  PagoPA e Linkem, che insieme hanno ragionato sul tema dei servizi pubblici digitali e i relativi avvisi del PNRR. 
Il Cantiere Smart City è stata l’occasione per un confronto concreto tra i partecipanti al tavolo per sviluppare indicazioni operative e buone pratiche per la corretta implementazione di investimenti e riforme del PNRR, ma anche quella di analizzare i punti critici e le difficoltà incontrate dagli attori del cambiamento.   

Il Cantiere Smart City si è articolato in 3 sessioni, ognuna delle quali con un focus specifico: 

  • PNRR e digitalizzazione dei Comuni – confronto sulle opportunità degli avvisi
  • Digitalizzazione dei servizi, tra nuove misure e bisogni condivisi 
  • Future Show – innovazioni urbane per il prossimo futuro 

PNRR e digitalizzazione dei Comuni – confronto sulle opportunità degli avvisi 

In prima battuta, ci si è confrontati sulle opportunità ad oggi attive per la digitalizzazione dei Comuni, sulla base degli avvisi PNRR attivi. Per quanto riguarda la digitalizzazione della PA, come raccontato da Chiara Daneo, Esperta in Relazioni Istituzionali del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, sono attivi già 10 avvisi che hanno scelto di mettere al centro i comuni, protagonisti del cambiamento, ai quali sono destinate moltissime risorse. Gli Enti locali hanno ben recepito il ruolo che gli è stato affidato, tanto che ad oggi dei 9600 enti registrati sulla piattaforma PA Digitale 2026, 2400 sono comuni (più della metà dei comuni italiani), e su 20 000 candidature per gli avvisi attivi, 15 000 sono state inviate proprio dagli Enti locali. A questo proposito, dinanzi ai numeri, le amministrazioni locali hanno sollevato però alcune criticità, essendo consapevoli dell’importanza dei fondi a loro destinati. Le difficoltà risiedono proprio nella gestione delle risorse che arriveranno. L’assegnazione dei fondi sta procedendo secondo i piani ma è necessario che ci si soffermi in particolare sui piccoli comuni, che rispetto alle grandi amministrazioni non hanno né competenze e né capacità per gestire questo cambiamento. Alla necessità di supportare le amministrazioni nella gestione, si aggiunge quella di aumentare l’elasticità di utilizzo delle risorse previste dal PNRR, ovvero utilizzarle per scopi che vanno oltre l’obiettivo previsto, ma comunque per azioni che portino alla digitalizzazione. Potrebbe essere questa la buona occasione per implementare misure complementari, rivolte al miglioramento del sistema. In risposta a questa criticità è stato chiarito che gli importi forfettari previsti dagli avvisi del PNRR debbano essere rendicontati sulla base della realizzazione del progetto, ma il resto rimane a bilancio dell’amministrazione. Tra gli elementi mossi nel dibattito anche, e soprattutto, quello della necessità di implementare l’alfabetizzazione dei cittadini e la formazione in termini di digitalizzazione.

Digitalizzazione dei servizi, tra nuove misure e bisogni condivisi

Nella seconda sessione dell’incontro sono stati presentati i risultati del questionario sui servizi digitali dei comuni lanciato nel mese di marzo e realizzato per i cittadini delle città della community, le quali per un periodo di 10 settimane hanno inserito nella loro home page il link al questionario. Hanno partecipato a questa prima tornata di rilevazione 16 città, con risultati differenti anche in ragione delle campagne di comunicazione attivate. Come ribadito durante la presentazione, date le modalità di somministrazione (pubblicazione dei questionari sui vari siti istituzionali da parte di ogni comune che ha aderito, il quale ne ha dato notizia nella maniera ritenuta opportuna) i risultati non possono essere considerati significativi del complesso della popolazione; tuttavia, forniscono un’indicazione importante sugli orientamenti degli utilizzatori attivi e consapevoli.  

In linea generale è emerso che una parte di popolazione, anche se non rappresentativa delle generalità, risulta essere collaborativa, usufruisce dei servizi digitali dei comuni ed è aperta al dialogo per un miglioramento dei servizi coerentemente con le proprie necessità.

SCHEDA DETTAGLIO RISULTATI QUESTIONARIO 
Anagrafica rispondenti 
Dalle rilevazioni si evince un equilibrio di genere nelle risposte con una percentuale di 43% donne e di 55% uomini. La distribuzione delle risposte vede una sovra-rappresentazione della fascia di età intermedia, meno pronunciata di quello si poteva pensare, ma la quota di coloro che hanno più di 55 anni ricopre quasi un terzo dei rispondenti. Tra gli elementi che spiccano in questa rilevazione c’è anche, e soprattutto, quello relativo al titolo di studio, che conferma però le presupposizioni: il 49% dei partecipanti all’indagine afferma di essere in possesso di laurea o titolo di studio postlaurea. Un forte segnale a carattere discriminante, per cui la sezione “laurea e post laurea” è quattro volte superiore alle altre opzioni proposte.  
Competenze e altre dimensioni considerate 
La maggior parte dei rispondenti dice di avere competenze digitali intermedie e avanzate (50% e 43%) e solo una minima parte (6%) afferma competenze di base. Tra le altre dimensioni considerate anche quella della residenza, dove è risultato che il 77% è residente nella città, il 9% sono cittadini frequentatori e il 9% sono utenti frequentatori nell’ambito delle attività professionali nella città. In generale, coloro che hanno partecipato all’indagine sono utenti attivi, in quanto il 50% di loro dichiara di essere frequentatore sistematico del sito comunale e che vi accede più di una volta al mese; risulta che i frequentatori episodici sono in minoranza. Infine, è stato analizzato che 4/10 utilizzano device telefonici per accedere ai servizi comunali.  
Tipologia di servizi 
Quello che in generale è emerso da questa rilevazione è che i cittadini utilizzano maggiormente i servizi tributari e anagrafici e per acquisire informazioni su un servizio di interesse e su come accedervi, la quota di questi sfiora il 60%. La cittadinanza intervistata giudica positivamente l’accesso on line ai servizi (56%) che quindi superano coloro che non sono soddisfatti (16%). A questo proposito, gli elementi più apprezzati dai cittadini risultano essere gli strumenti di interazione tra amministrazione e cittadino (chatbot, e-mail dedicate, app per segnalazioni) che sono considerate utili da 4 utenti su 5, in particolare, l’e-mail dedicata a cui rivolgersi è stata apprezzata dall’84,7% dei rispondenti.  
In sintesi 
Quello che emerge da questa rilevazione generale è che esiste un pezzo della cittadinanza che è pronta a collaborare. Come detto in precedenza, un questionario somministrato in questo modo non è rappresentativo della popolazione generale, ma è indicativo dei comportamenti dei cittadini, tanto da poter definire che esiste una comunità attiva di utilizzatori dei servizi digitali a livello comunale. È chiaro come questa sia la minoranza con cui si può dialogare e con cui si possono affrontare i problemi che risultano aperti in relazione ai servizi digitali. 

La seconda sessione del Cantiere Smart City è continuata con il racconto di Daniela Venanzi, Esperta Agenda Digitale dell’Agenzia per la Coesione Territoriale su quello che sarà la programmazione futura del PON Metro 2021-2027, coerentemente al fatto che ICity Club vede nella sua community anche la presenza di 12 città metropolitane. Il programma della nuova programmazione ha come claim “la centralità del cittadino” e si basa sul principio di avvicinare il cittadino alla PA.  

La nuova programmazione mette al centro la digitalizzazione delle città metropolitane, che è uno strumento servente a tutti gli altri settori. Le azioni previste dalla nuova programmazione sul digitale sono di tue tipologie:  

  • in continuità con quanto realizzato fino ad ora verranno ampliate le attività da finanziare, migliorando i processi alla base della digitalizzazione, puntando sull’informatizzazione del cittadino, mettendo insieme azioni sulla base delle esigenze del territorio, con l’obiettivo di aumentare la domanda di servizi; 
  • si proveranno a diffondere a livello di paese i progetti attivate dalle città metropolitane, ottica di replicabilità e di messa a sistema delle buone pratiche: l’Agenzia della Coesione Territoriale finanzia il cosiddetto Ecosistema digitale, cioè una vetrina di software e di tutte le API sviluppate a fronte dei progetti dalle città e messi in rete a disposizione delle altre città che le richiedessero (segue nella prossima sessione un approfondimento sul tema). 

Al tavolo di lavoro hanno preso parte anche, Salvatore Valenza e Federica Amoroso, account manager di pagoPA che hanno illustrato alle amministrazioni i vantaggi della piattaforma. Come è noto, è stato realizzato un avviso ad hoc per l’implementazione di pagoPA nei sistemi amministrativi, che va considerata come una vera e propria occasione per creare una catena del valore e per far dialogare i sistemi amministrativi in modo che migliorino l’esperienza dei cittadini con i servizi digitali.  

PagoPA punta a incentivare lo sviluppo di un ecosistema digitale con il cittadino per semplificare la relazione tra Stato, cittadini e imprese, a ridurre le inefficienze, le barriere d’accesso ai servizi pubblici e le disuguaglianze sul territorio, grazie a piattaforme nazionali centralizzate con standard comuni e a creare nuove opportunità di crescita per il Paese. Ci sono alcuni casi che dimostrano il valore di avere pagoPA come sevizio integrato, ad esempio il pagamento delle multe: la posizione debitoria viene creata sulla piattaforma pagoPA e contestualmente arriva il messaggio su IO che avvisa il cittadino che può procedere entro 5 giorni al pagamento dell’importo ridotto direttamente in app. Quello che emerge da questa gestione integrata tra pagoPA e IO dimostra una riduzione dei tempi per l’Ente in termini di incasso della multa, abbattendo le spese di notifica al cittadino.  

Future Show – innovazioni urbane per il prossimo futuro 

Durante il tavolo, i partecipanti hanno guardato anche al futuro, nella sessione conclusiva “Future show” dove sono stati presentati nuovi scenari e nuove idee per le amministrazioni locali del prossimo futuro. Raffaele Gareri, Chief Digital Government Officer di Linkem, ha presentato alcuni approcci per le tecnologie relative ad una nuova intelligenza urbana immaginando nuovi scenari possibili. Lo sviluppo di nuovi servizi non è la condivisione di un pacchetto commerciale, ma di un ecosistema, un’architettura che va oltre la semplice implementazione della nuova tecnologia.  

Bisogna guardare tutto il contesto e in questo Linkem ha sviluppato due piattaforme: 

  • Data platform per acquisire i dati prodotti dal territorio; 
  • Video platform per analizzare le immagini di ciò che avviene sul territorio. 

Di grande interesse e curiosità anche il citizen wallet, citato durante la presentazione per incentivare i comportamenti sostenibili del cittadino, collegando la premialità in termini di professionalità. Infine, anche l’assistenza allo city user per assistere il cittadino nella registrazione ed uso di servizi smart.  

Per rimanere in tema di futuro, Massimiliano Bottini, Esperto Agenda Digitale e Comunicazione Istituzionale dell’Agenzia per la Coesione Territoriale ha illustrato alcuni progetti innovativi che sono già realizzati dal PON Metro: sono oltre 130 i progetti realizzati con soluzioni di intelligenza artificiale, machine learning, blockchain e che si basano sui dati che danno modo di “prevedere” scenari futuri, utili anche per aumentare o diminuire di scala le soluzioni in funzione delle necessità, senza dover modificare le proprie caratteristiche fondamentali e valorizzano il lavoro di interazione con altre piattaforme di dati esistenti e future. Come citato già in precedenza, tra i progetti innovativi del PON Metro c’è l’Ecosistema digitale delle città metropolitane, cioè una piattaforma di esposizione di numerose risorse sviluppate con i progetti PON Metro delle Città metropolitane, in particolar modo Software a riuso, API, Dataset open data. Il sistema viene alimentato direttamente dagli operatori delle città ed ha un comitato tecnico di gestione che ne garantisce la qualità ed il rispetto della normativa e degli indirizzi governativi. Tra i tanti progetti citati durante l’incontro anche: la Smart City Control Room di Venezia, il progetto MeSm@rt di Messina, il progetto tracciabilità dei rifiuti di Bari e il futuristico Digital Twin.  

Le voci delle città presenti al tavolo  

Il dibattito tra le amministrazioni presenti al tavolo ha stimolato diverse riflessioni sugli argomenti trattati.  
Il tema degli avvisi dedicati agli Enti locali ha fatto emergere le criticità che devono affrontare i piccoli comuni nella gestione delle risorse, ma anche nell’ambito della progettazione, per cui sono totalmente impreparati. A questo proposito sono state avanzate anche delle ipotesi di soluzioni, come l’aiuto da parte degli enti intermedi nel capire come spendere le risorse. Si sente quindi il bisogno di interventi normativi che semplifichino i processi e limitino i costi. Molto importante anche la collaborazione sul territorio, le esperienze raccontate dal comune di Cesena e di Firenze mettono in luce l’importanza di far collaborare tutto il territorio circostante alla città di riferimento, servirebbe quindi una tecnologia che faccia apparire il territorio come un unicum, anche se i servizi proposti al cittadino sono tra i più diversi. In linea con le considerazioni espresse in precedenza, i dati sono per tutti una fonte inesauribile di informazioni, importanti da gestire e usare con le nuove tecnologie.  

ICity Club lavora in maniera continuativa per favorire la condivisione di esperienze sulla trasformazione digitale delle amministrazioni, in questo momento così fondamentale alla luce della sfida cruciale del PNRR.  

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