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Libri digitali in Provenza: una scelta accessibile e sostenibile

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Il Tour de France (dell’innovazione) è alla ricerca dei progetti innovativi sulle tracce della corsa ciclistica più famosa al mondo. Oggi parliamo della Provenza e dei libri digitali nelle scuole

26 Luglio 2019

C

Maurizio Costa

Content Officer FPA

R

Daniele Rizzo

Content Manager FPA

Il Tour de France si avvia alla conclusione, che avverrà il 28 luglio a Parigi, come di consueto.

Il nostro personalissimo Tour de France dell’Innovazione, con il quale abbiamo girato la Francia alla ricerca dei progetti innovativi di questo Paese, ha svelato quasi sempre che per far circolare l’innovazione, la digitalizzazione e le buone pratiche sulla sostenibilità ci vuole poco. Bastano buone idee e voglia di fare; le tecnologie già esistono, basta usarle nel miglior modo possibile.

Questo Tour, che in un modo o nell’altro ha riunito, come ogni anno, quasi tutta la Francia, ci porta in questa diciottesima tappa in Provenza, una delle Regioni più visitate e famose d’Oltralpe. Tutti abbiamo stampati negli occhi i famosissimi campi di lavanda, che hanno reso celebre questa Regione e il suo nome in tutto il mondo.

Questa idea di ‘unione’ della Francia attraverso la bicicletta non sempre è stata possibile. Tanto che, centinaia di anni fa, in Francia si parlavano addirittura due lingue differenti. Dopo la caduta del latino, infatti, sul territorio francese si sono cominciate a parlare due lingue: la langue d’òc e la langue d’oïl. Fu Dante a dare questa denominazione in base al modo in cui i parlanti pronunciavano la parola . In Provenza, dunque, si parlava la lingua del sud, quella d’òc, mentre più a nord si parlava l’altra variante.

Nel corso degli anni, naturalmente, queste due lingue si sono riunite nel francese. Tutta questa ricostruzione linguistica è stata possibile grazie allo studio dei manoscritti che hanno permesso di sedimentare le informazioni linguistiche. Senza di essi, basandosi solamente sull’oralità, questo studio sarebbe stato perlopiù impossibile.

Proprio sulla scia dell’importanza della parola scritta, oggi parliamo di un progetto che prevede l’uso dei libri scolastici in maniera digitale.

Libri digitali

Nella Regione Provenza (di cui fa parte Embrun, sede della partenza della diciottesima tappa del Tour) da settembre 2019 gli studenti delle scuole primarie, e successivamente anche di quelle secondarie, avranno a disposizione un tablet e le licenze gratuite dei libri scolastici, scaricabili gratuitamente. Tutto sarà consultabile sul tablet, riducendo il peso degli zaini e favorendo l’accessibilità di tutti gli studenti, anche quelli con disabilità, ai materiali didattici.

Questa metodologia, inoltre, permetterà anche di non creare rifiuti cartacei, derivanti dal fine vita di questi libri, e di avere aggiornamenti frequenti dei testi scolastici.

Il resoconto della tappa

La diciottesima tappa della Grand Boucle si è chiusa lasciando aperte le domande a cui tifosi, giornalisti e opinionisti stanno cercando risposte ormai da quasi tre settimane. Una domanda su tutte: chi arriverà in giallo a Parigi?

La prima giornata alpina di questa terribile tre giorni sembra aver dato risposte solo ai colombiani del gruppo. In primis al redivivo Nairo Quintana: per lui lunga fuga, record di scalata del Col du Galibier, vittoria di tappa e rientro nella top ten della classifica generale, grazie all’azione che gli ha permesso di guadagnare oltre 5 minuti sul gruppetto dei migliori.

Poi a Egal Bernal, il colombiano del Team Ineos a cui sembra aver fatto bene l’aria d’altura. Sul Galibier saluta infatti la compagnia della maglia gialla (e del compagno di squadra nonché capitano Geraint Thomas) per involarsi da solo verso il traguardo, conquistando una trentina di secondi che all’arrivo gli varranno il posizionamento al secondo posto della generale.

Per due corridori che hanno chiuso la tappa con dei punti esclamativi ne restano tanti altri sulla cui testa campeggiano degli enormi punti interrogativi. Geraint Thomas, per esempio, è ancora il capitano del Team Ineos ora che è stato scavalcato da Bernal nella generale e che lo stesso Bernal ha dimostrato di avere più gamba? Alaphilippe, in sofferenza sul Galibier – ma strepitoso nella discesa verso Valloire – quanto ancora potrà resistere agli attacchi degli altri pretendenti alla maglia gialla? E Thibaut Pinot, la cui giornata non è stata delle migliori, riuscirà in queste ultime due tappe alpine a ripetere le stesse prestazioni viste sui Pirenei? E ancora, il Team Movistar ha intenzione o no di far saltare il Tour con altri attacchi di Landa e Quintana?

Oggi si corre la Saint-Jean-de-Maurienne – Tignes, tappa corta (126 km circa) ma con ben cinque Gran Premi della Montagna, tra cui il Col de l’Iseran, la cima più alta di questo Tour. Se il gruppo vuole far saltare Alaphilippe oggi è la giornata adatta. Ma il francese sembra non abbia alcuna intenzione di mollare. D’altronde come dargli torto. A due giorni dalla fine del Tour è ancora lì dove nessuno si aspettava di trovarlo, e a sostenerlo in questa cavalcata finale c’è una nazione intera.

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