Progettare il futuro: Modena riparte dal “lato umano” delle tecnologie

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Connessioni e nuove tecnologie ci hanno aiutato molto durante il periodo del lockdown. Si sono rivelati decisivi per mantenere contatti e interazioni colmando il distanziamento a cui eravamo costretti. Sono ugualmente decisivi per pensare e progettare la società del futuro; necessari ma non sufficienti, come la pandemia ci ha dimostrato

9 Settembre 2020

M

Gian Carlo Muzzarelli

Sindaco di Modena

Photo by Timon Studler on Unsplash - https://unsplash.com/photos/ABGaVhJxwDQ

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La crisi ha messo a dura prova la nostra complessa organizzazione sociale, tanto più in una città come Modena, ricca di servizi alla persona e che gode fortemente della bellezza dello stare insieme. Da subito la nostra comunità ha trovato modi nuovi per condividere e stare vicini pur restando lontani. Basti pensare ai tanti – studenti universitari e lavoratori temporaneamente allontanati dalle loro occupazioni – che si sono presentati alle associazioni di volontariato che consegnavano spesa e farmaci a domicilio. Ancor prima della didattica a distanza, le operatrici di servizi sociali e educativi hanno escogitato modi per restare vicini agli utenti, ai bambini, agli anziani e alle famiglie: l’attivazione di servizi di consulenza e ascolto telefonici, i video con le favole della buonanotte e le ricette da cucinare insieme, i giochi in casa o i consigli per gestire al meglio i più piccoli tra le mura domestiche.

Come amministrazione abbiamo tenuto saldo l’obiettivo di continuare a garantire i servizi e quindi impresso una forte spinta al digitale, un percorso che ci vede assertori convinti da quando, nella scorsa legislatura, abbiamo creato un assessorato alla Smart City a cui è affidato il compito di perseguire il Piano digitale per fare di Modena una città smart e traghettarla verso gli obiettivi europei.

L’emergenza sanitaria ha fortemente accelerato questa transizione convincendo anche i più restii, che hanno iniziato a utilizzare i sistemi di videochiamata per restare in contatto con parenti e amici, hanno lavorato da casa in videoconferenza, hanno ordinato i pasti e fatto acquisti dallo smartphone.

Il Comune ha rapidamente implementato le prestazioni on line: dai servizi anagrafici a quelli verso le imprese, dai servizi di risposta ai cittadini alle iscrizioni scolastiche ai pagamenti elettronici. Oggi il 70 per cento dei nostri servizi viaggia sulla rete e abbiamo praticamente completato la transizione al digitale delle funzioni amministrative. Una strada da cui non si torna indietro, perché l’abbattimento delle file agli sportelli, dei tempi morti e dei costi inutili della burocrazia sono tra i principi di una città smart.

Ugualmente, durante il lockdown abbiamo attivato velocemente modalità di lavoro agile per il 60 per cento dei dipendenti comunali, distribuendo dispostivi mobili e attivando connessioni in remoto nei pc personali di casa. Dello smart working, che nella situazione di emergenza era una necessità, abbiamo considerato alcuni limiti ma anche i numerosi vantaggi in termini di organizzazione del tempo e sostenibilità degli spostamenti, aspetti che non si sono tradotti in calo della produttività. Quindi, laddove possibile e dopo una formazione specifica, il lavoro agile entrerà a sistema modulato con l’attività in presenza, così come la didattica a distanza può integrare quella in presenza, almeno per ragazzi più grandi o soggetti da tutelare.

Perché tutto ciò funzioni servono infrastrutture all’altezza. Come Comune, oltre ad avere sviluppato la rete in fibra ottica pubblica Man, che abbiamo portato in tutti i plessi scolastici, e 400 punti Wi Fi a servizio di cittadini e turisti, favoriamo lo sviluppo della connettività privata in banda ultra larga per garantire pari opportunità di studio, lavoro e svago e per assicurare alle nostre imprese alti livelli di competitività. In collaborazione con Università, Democenter e LepidaCup2000, stiamo ultimando il Data Center che costituirà il cuore tecnologico della città e il punto di riferimento per la ricerca nel campo della sicurezza informatica con la sede della Cyber Security Academy.

Di pari passo con lo sviluppo delle infrastrutture, abbiamo puntato a migliorare le competenze digitali della popolazione, a partire dagli anziani, solitamente grandi utilizzatori dei social talvolta senza conoscerne i rischi, per finire coi nativi digitali, spesso tutt’altro che utilizzatori consapevoli degli strumenti che credono di padroneggiare. Accanto alle connessioni, moltiplichiamo iniziative, progetti, proposte anche didattiche e i luoghi, dalla Palestra digitale agli atelier nelle scuole, in cui formare i cittadini di oggi e di domani.

Perché compito dell’amministrazione è far sì che nessuno resti indietro e mantenere al centro dello sviluppo tecnologico l’attenzione verso le persone: questo soprattutto ci ha insegnato la crisi che non può dirsi superata, tanto da farci ripensare a nuovi servizi, nuovi modelli di comunità, nuovi modi di stare insieme e nuovi modelli urbani per arrivare a una normalità in grado di preservare la socialità, il piacere di incontrarsi e di fruire eventi.

Non basta quindi la riorganizzazione, da cui siamo partiti: della sanità con ingenti investimenti nella telemedicina e nelle attrezzature tecnologiche, ma anche con un importante hub per la Terapia intensiva, il potenziamento di assistenza domiciliare e rete delle Case della Salute; delle residenze per anziani per tutelare al meglio una popolazione particolarmente esposta ai rischi e sempre più numerosa; dei servizi scolastici e per l’infanzia (a Modena nidi e scuole d’infanzia hanno riaperto già l’1 settembre, dopo l’esperienza diffusa delle attività estive) per non arretrare su educazione, istruzione e risposte alle famiglie; dello sport di base che coinvolge migliaia di persone di ogni età; delle proposte culturali per consentirne una fruizione non solo digitale e la ripresa del turismo, e, infine, la riorganizzazione anche del divertimento serale con modalità che consentono di godere della città in modo ordinato e più sicuro. 

Abbiamo studiato un piano di mobilità d’emergenza in linea con il nuovo Piano urbano della mobilità sostenibile già approvato dal Consiglio comunale e con il Piano urbanistico generale che stiamo sviluppando. Stiamo sperimentando soluzioni di intelligenza artificiale, che qui vede un importante ambito di applicazione all’automotive e alla smart mobility con il progetto Masa, anche in chiave anti-Covid, individuando soluzioni per il distanziamento sociale, sempre in collaborazione con l’Università. Ed è solo un esempio di come la città sta mettendo a frutto punti di forza e percorrendo nuove vie per ripensarsi e creare gli anticorpi che le consentano di guardare con fiducia al futuro. Perché Modena non si ferma e ha semmai approfittato del lockdown per una pausa di riflessione.

PA Digitale

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