“Sussidiarietà all’opera”: le migliori esperienze premiate a FORUM PA da Luca Cordero di Montezemolo

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Una votazione on line ha decretato le tre migliori esperienze che hanno visto cittadini e associazioni organizzarsi e, col sostegno delle amministrazioni pubbliche, prendersi cura dei "beni comuni". Oggi a FORUM PA 2011 sono stati assegnati i premi del concorso "Sussidiarietà all’opera", iniziativa promossa da FORUM PA, Labsus – Laboratorio per la Sussidiarietà e Fondazione per la Sussidiarietà. A consegnare i premi Luca Cordero di Montezemolo, Presidente della Fondazione Italia Futura.

11 Maggio 2011

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Redazione FORUM PA

Articolo FPA

Una votazione on line ha decretato le tre migliori esperienze che hanno visto cittadini e associazioni organizzarsi e, col sostegno delle amministrazioni pubbliche, prendersi cura dei "beni comuni". Oggi a FORUM PA 2011 sono stati assegnati i premi del concorso "Sussidiarietà all’opera", iniziativa promossa da FORUM PA, Labsus – Laboratorio per la Sussidiarietà e Fondazione per la Sussidiarietà. A consegnare i premi Luca Cordero di Montezemolo, Presidente della Fondazione Italia Futura, in occasione del convegno “La sussidiarietà orizzontale, risorsa e sfida per governare con la rete – convegno in occasione dell’anno europeo del volontariato”.

La prima edizione del riconoscimento, dedicato quindi alle amministrazioni che hanno realizzato le più significative esperienze di sussidiarietà orizzontale favorendo l’autonoma iniziativa dei cittadini per azioni di interesse generale (come dice l’ultimo comma dell’art. 118 della Costituzione), ha visto un panel di dieci esperienze che hanno ricevuto in totale 2.200 voti attraverso il sito dedicato (e che si può visitare per conoscere tutte le storie).

Questi i tre progetti più votati

PiCA – Percorsi di Cittadinanza Attiva, un progetto innovativo di formazione e impegno civico che nasce dalla proposta di tanti giovani romani di contribuire concretamente allo sviluppo della propria città, mettendo a frutto capacità e predisposizioni personali. Un seme prezioso da sviluppare che, in mancanza di canali adeguati, troppo spesso non si esprime e rischia di essere dimenticato, ma che il Ministro della Gioventù e di Roma Capitale, nell’anno europeo del volontariato, ha saputo cogliere e valorizzare.
Attraverso la formula dei tirocini retribuiti, PiCA intende creare tra i giovani e le istituzioni una concreta occasione di scambio e di crescita reciproca, un’opportunità unica e concreta di formazione sul campo e di educazione civica.
Ogni ragazzo può proporsi solamente per uno dei progetti divisi nelle nove sezioni: assistenza e solidarietà; ambiente; patrimonio artistico e culturale; educazione e promozione culturale; sviluppo e tutela del territorio; cooperazione e sviluppo locale; informatica; protezione civile; sicurezza. Questi sono i percorsi che si aprono ai ragazzi e alle ragazze che vogliono migliorare la città di Roma e crescere professionalmente insieme con essa.
La grande varietà dell’offerta permette di coinvolgere chiunque abbia intenzione di mettersi al servizio della comunità, potendo scegliere tra una molteplicità di attività quella più congeniale al proprio titolo di studio e alle proprie esperienze.
Non occorre essere professionisti, ma è necessaria passione, grande impegno, spirito d’iniziativa e fantasia, capacità di lavorare in gruppo e di problem solving.

Il progetto Tagesmutter (dal tedesco “mamma di giorno”), nasce dall’iniziativa di un gruppo di mamme che decidono di offrire il loro servizio a quelle famiglie in situazioni economiche difficili che, invece di portare i bimbi all’asilo nido, preferiscono affidarli a una “mamma” che se ne prenda cura in casa.
Il Comune di Parma ha deciso di sostenere tale progetto accreditando i soggetti erogatori e mettendo a disposizione i voucher per i fruitori. L’accreditamento da parte del Comune mira a garantire la libera scelta dei cittadini nella selezione del servizio; ad espandere e qualificare l’offerta dei servizi, garantendo ai cittadini uguali sistemi di accesso; a valorizzare e sviluppare le risorse della comunità orientandole alla migliore soddisfazione possibile delle famiglie.
Il progetto si propone di coinvolgere i soggetti portatori di interessi riguardanti da un lato il soddisfacimento del bisogno di assistenza dei figli e dall’altro l’occupazione, contemperando le diverse esigenze della donna e della famiglia; di individuare forme aperte all’iniziativa di operatrici in grado di assicurare un buon servizio ai genitori; di garantire un servizio adeguato ed affidabile nelle caratteristiche di qualità e di professionalità, verificabili attraverso strumenti certi.
Il progetto prevede da gennaio 2011 a dicembre 2011, l’erogazione di benefici economici sotto forma di buoni di servizio rilasciati dal Comune a famiglie con determinati requisiti, spendibili esclusivamente presso i fornitori accreditati di questo servizio.

Mamma segreta è una rete di servizi pubblici, associazioni e cittadini avviata a Prato nel 1999, che realizza un sistema condiviso pubblico e privato di aiuto per donne che intendono avvalersi del diritto al parto in anonimato. Si tratta di un caso unico nel territorio nazionale di sanità integrata finalizzata alla cura del bene comune vita da parte dei cittadini, attraverso un effettivo esercizio del diritto di scelta della madre.
La rete si articola in tre momenti:
1. primo contatto informale con la donna in gravidanza che manifesta segni di disagio (per strada, a scuola, ecc.);
2. sostegno competente durante gravidanza e parto;
3. accoglienza post-parto per la puerpera e per il neonato (casa protetta, adozione, famiglia affidataria, ecc.).
L’iniziativa ha affrontato positivamente dal 1999 ad oggi 64 casi. Grazie al principio di sussidiarietà si è realizzata un’alleanza fra alcune associazioni femminili di Prato ed alcune operatrici della Asl che, preoccupate del fenomeno di abbandono e soppressione di neonati, decisero di assistere le gestanti in modo nuovo, andando nei luoghi dove vivono le donne in difficoltà, evitando pratiche colpevolizzanti e assicurando l’anonimato.
Il progetto mira a garantire il diritto all’autodeterminazione della donna previsto dall’ordinamento italiano, nonché il benessere della madre e del neonato, prevenendo qualunque caso di violenza sulla donna e sul nascituro.

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