Il "Progetto delle imprese per l'Italia": una proposta in cinque punti per tornare a crescere - FPA

Il “Progetto delle imprese per l’Italia”: una proposta in cinque punti per tornare a crescere

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Spesa pubblica e riforma delle pensioni, riforma fiscale, cessioni del patrimonio pubblico, liberalizzazioni e semplificazioni, infrastrutture ed energia: sono i cinque capitoli per la crescita contenuti nel “Progetto delle imprese per l’Italia”, il documento presentato oggi da Confindustria, Abi, Rete imprese, Alleanza delle Cooperative ed Ania.

30 Settembre 2011

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Redazione FORUM PA

Articolo FPA

Spesa pubblica e riforma delle pensioni, riforma fiscale, cessioni del patrimonio pubblico, liberalizzazioni e semplificazioni, infrastrutture ed energia: sono i cinque capitoli per la crescita contenuti nel “Progetto delle imprese per l’Italia”, il documento presentato oggi da Confindustria, Abi, Rete imprese, Alleanza delle Cooperative ed Ania. Il documento individua, quindi, per ognuna di queste cinque priorità alcune "scelte immediate e coraggiose” da compiere con l’obiettivo di imboccare “la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici”.

Ecco alcuni punti evidenziati nel documento (nell’Allegato la versione integrale): 

Pensioni: come nel pubblico impiego, dal 2012 elevare a 65 anni l’età per il pensionamento di vecchiaia delle donne nel settore privato; anticipare al 2012 l’avvio del meccanismo di aggancio automatico dell’età pensionabile all’aumento delle speranze di vita; riformare le pensioni di anzianità; abrogare tutti i regimi speciali previsti dall’Inps e dai diversi enti previdenziali.

Riforma fiscale: ridurre il costo del lavoro; incentivare l’innovazione, aumentando gli sgravi fiscali per i capitali investiti in ricerca e sviluppo, e la produttività, introducendo forme di incentivazione stabili a sostegno delle quote di salario correlate ad incrementi di produttività ed efficienza; prevedere da subito “l’aiuto alla crescita economica”, come prevede la bozza di legge delega per la riforma fiscale ed assistenziale; contrastare l’evasione fiscale incentivando, ad esempio, l’uso della moneta elettronica.

Patrimonio pubblico: cedere il patrimonio immobiliare di enti statali e locali e dismettere le partecipazioni societarie degli enti locali nei servizi pubblici locali; prevedere che gli enti locali possano utilizzare il ricavato di queste dismissioni al di fuori dei limiti del Patto di stabilità interno, per opere pubbliche, manutenzione straordinaria e ristrutturazione del patrimonio esistente, anche a fini di efficienza energetica.

Liberalizzazione e semplificazione:  liberalizzare i trasporti e i servizi pubblici locali, le attività economiche, i servizi professionali; assicurare regole omogenee per le attività di impresa su tutto il territorio nazionale; accelerare i tempi della giustizia civile.

In particolare, nei rapporti tra imprese e PA, si sottolinea la necessità di un’azione energica di semplificazione degli oneri burocratici. “Negli ultimi anni – è scritto nel documento – sono stati adottati importanti provvedimenti, molti dei quali però sono rimasti privi di effetti pratici per i loro principali destinatari: le imprese. Le ragioni sono diverse: mancata adozione dei provvedimenti attuativi a livello statale; resistenze e inerzie nell’applicazione da parte dei funzionari pubblici; norme poco chiare o programmatiche; misure ancora parziali; attuazione disomogenea o carente da parte di Regioni ed enti locali”. È necessario, quindi, agire su più fronti:

  • attribuire una precisa responsabilità politica ad un Ministro o altra autorità, dotandola di incisivi poteri di intervento per garantire l’attuazione delle norme di semplificazione e proporre le necessarie correzioni o integrazioni.
  • Puntare su poteri e meccanismi sostitutivi, sia per risolvere i problemi di mancata attuazione delle misure normative, che per sbloccare i procedimenti amministrativi per l’avvio di attività economiche.
  • Riformare il Titolo V della Costituzione per riportare alla competenza esclusiva dello Stato materie che richiedono una disciplina unitaria, tra le quali l’energia, le grandi reti e infrastrutture.
  • Proseguire con le semplificazioni normative e amministrative avviate per abbattere gli adempimenti a carico delle imprese e accelerare i procedimenti amministrativi necessari per l’avvio di attività economiche.

E, ancora, nel dialogo tra imprese e PA “favorire il ricorso alle nuove tecnologie, incentivando l’utilizzo degli strumenti diversi da quelli cartacei, che andranno gradualmente sostituiti con flussi elettronici strutturati ed elaborabili basati su uno standard comune per la rappresentazione delle informazioni”.

Infrastrutture ed efficienza energetica: selezionare le priorità di intervento e concentrare le risorse sulle grandi priorità infrastrutturali d’interesse europeo e nazionale, ma anche su pacchetti di piccole opere; per l’efficienza energetica prorogare gli incentivi fiscali fino al 2020 e, nel frattempo, introdurre una normativa per promuovere l’uso di standard tecnologici più efficienti in tutti i nuovi investimenti.