Quanti $ vale l’e-economy? Rapporto “Connected Kingdom” per il Regno Unito

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Che Internet stia trasformando le economie nazionali come quella globale è un dato acquisito. Si, ma “quanto”? Per la prima volta un Rapporto della Boston Consulting Group quantifica la portata della trasformazione in atto nel Regno Unito, parlandone in termini di “sterline”. 100 miliardi nel 2009, con uno share del 7.2% sul PIL e una crescita annua prevista al 10% (10% del PIL nel 2015) sono i numeri emergenti dal Rapporto. Circa il 60% del totale è da attribuirsi ai “consumi”, ovvero a quanto gli internauti spendono per lo shopping on line e per la connessione e i dispositivi di accesso a internet.

3 Novembre 2010

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Chiara Buongiovanni

Articolo FPA

Che Internet stia trasformando le economie nazionali come quella globale è un dato acquisito. Si, ma “quanto”? Per la prima volta un Rapporto della Boston Consulting Group quantifica la portata della trasformazione in atto nel Regno Unito, parlandone in termini di “sterline”. 100 miliardi nel 2009, con uno share del 7.2% sul PIL e una crescita annua prevista al 10% (10% del PIL nel 2015) sono i numeri emergenti dal Rapporto. Circa il 60% del totale è da attribuirsi ai “consumi”, ovvero a quanto gli internauti spendono per lo shopping on line e per la connessione e i dispositivi di accesso a internet.

Il rapporto “The Connected Kingdom: How the Internet Is Transforming the U.K. Economy” – rilasciato pochi giorni fa – è stato commissionato da Google UK e restituito nel web in un sito on line dedicato, aperto alle domande e alla discussione tra gli utenti.

Cosa ha “scoperto” il Rapporto
Il Rapporto ha evidenziato che il Regno Unito è attualmente il paese leader a livello mondiale per l’e-commerce. La bilancia commerciale del  Regno unito per le esportazioni di beni e servizi via e-commerce è “in attivo”, esportando 2.80 sterline per ogni sterlina (1£) importata. Questo dato è in controtendenza rispetto al commercio off line, per cui il Regno Unito esporta 90p per 1£ importata.

La ricerca analizza la struttura dell’internet economy britannica, focalizzandosi sulle aziende che abilitano l’e-commerce e altre attività basate su internet. Il risultato è che queste aziende – vero motore dell’internet economy – occupano nel Regno Unito 250.000 persone, con entrate annuali pari a circa 50 miliardi di sterline. (v. nota metodologica) Da un sondaggio che, nell’ambito della ricerca, ha coinvolto più di 900 piccole e medie aziende britanniche, è risultato che le aziende che usano internet in maniera “attiva” registrano una crescita complessiva nelle vendite ben 4 volte maggiore rispetto a quelle meno attive. Le aziende più attive on line sono localizzate nelle regioni est dell’Inghilterra, a Londra e in Scozia (nonostante qui si registri uno tra i più bassi livelli di partecipazione “on line” da parte dei consumatori).

Per maggiori dati e dettagli sulla metodologia di ricerca scarica la versione integrale del Rapporto (in inglese) e la tabella -fonti da connectedkingdom.co.uk

L’e-intensity index …e l’Italia
Per misurare l’estensione e la pervasività del web nel Regno Unito – e per rendere possibile il confronto con altri Paesi – gli analisti della BCG hanno creato un indice internazionale chiamato “e-intensity index”, che copre i Paesi OCSE. Nel panorama generale il Regno Unito si posiziona al sesto posto, con un punteggio molto simile a Paesi Bassi, Norvegia e Finlandia, superando Germania, Stati Uniti e Francia. Al primo posto la Danimarca. E l’Italia? Penultima, davanti alla Grecia.

Il contesto
Il rapporto rileva dei numeri significativi rispetto alla diffusione di internet nel Regno Unito. Più di 19 milioni di famiglie hanno una connessione ad Internet – il 73% in valore percentuale – mentre i valori della penetrazione della banda larga sono più che raddoppiati dal 2005 ad oggi. Gli internauti britannici hanno speso in media una intera giornata di 24 ore su internet nel mese di aprile, con un aumento del 65% in soli 3 anni. Il 31% degli utilizzatori di internet ha effettuato l’accesso da un dispositivo mobile, mentre nel 2009 la percentuale era al 23%. La percentuale degli accessi mobile sale al 44% se si considerano gli internauti tra 16 -24 anni.
Il numero degli adulti che ha comprato beni o servizi on line nello scorso anno (2009) arriva a 31 milioni, ovvero il 62% del totale della popolazione adulta, spendendo in totale circa 50 miliardi tra beni e viaggi.

Da qui al futuro
Il prossimo passo – si legge su www.connectedkingdom.co.uk  – è lavorare con accademici e esperti dell’Oxford Internet Institute per estrarre indicazioni utili rispetto alle politiche che il Governo dovrebbe adottare per sostenere le aziende del Regno Unito nell’uso strategico di internet, quale “carburante” per la propria crescita.
Matt Brittin, direttore Google Regno Unito e Irlanda ha cosi commentato: “La nostra economia si trova a dover affrontare tempi contrassegnati da forte incertezza. Questo rapporto suggerisce che un sistema di aziende attive su internet potrebbe essere fondamentale per la  futura ripresa”.


Il valore della "Internet economy" nel Regno Unito – spiegano i curatori del Rapporto – è stato calcolato usando l’expenditure approach (approccio della spesa) per la misurazione del PIL. Questo approccio misura la spesa totale in prodotti finiti e servizi, considerando 4 elementi fondamentali: consumo (beni venduti on line e costi della messa on line), investimenti, spesa pubblica ed esportazioni nette.

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