Governance dei dati: “Possediamo una miniera ma soffriamo di campanilismo”

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Alberto Filisetti, country manager di Nutanix, intervistato da Gianni Dominici, sottolinea la centralità della data governance e della collaborazione tra i diversi soggetti che producono e detengono i dati. E non solo in periodi di emergenza…

15 Giugno 2020

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Redazione FPA

Governare i dati per renderli usabili e fare in modo che migliorino la società non è un lavoro da poco. C’è bisogno di organizzazione, interoperabilità, voglia di cambiare. In questo lavoro, la pubblica amministrazione deve cercare di essere organizzata al suo interno e anche all’esterno, per fare in modo di utilizzare anche i dati delle altre PA.

La governance dei dati sarà un tema fondamentale per FORUM PA 2020, che si terrà in forma digitale dal 6 all’11 luglio. In questo percorso di avvicinamento alla manifestazione, Gianni Dominici ha intervistato Alberto Filisetti, country manager di Nutanix, che ci ha parlato di dati e di come stiamo cercando di uscire dall’emergenza causata dal COVID-19.

“Non è stato facile” esordisce Filisetti, “ma in fin dei conti siamo un’azienda che si occupa di information technology, quindi eravamo preparati a questo impatto”.

La chiave di volta è stata il passaggio allo Smart Working che, come spesso abbiamo detto, in questo periodo dovremmo chiamare telelavoro, visto che molte prerogative del lavoro agile non sono state rispettate: “Abbiamo cominciato già da febbraio con il telelavoro” continua Filisetti, “questi tre mesi sono stati quasi alienanti, ma sta di fatto che l’azienda si è resa conto che la cosa era più seria di quanto previsto e almeno fin dopo l’estate i nostri uffici rimarranno chiusi”.

Uno dei problemi più importanti causati dal Coronavirus, insieme alla catastrofe sanitaria collettiva, è stato rappresentato dalla repentinità con la quale il virus si è diffuso facendo in modo che il governo dovesse imporre un lockdown: “In qualsiasi settore, noi italiani siamo più specializzati nel gestire le emergenze che nel prevenirle” dichiara Filisetti, “Lì siamo imbattibili. La realtà dei fatti è che la PA ha dato il meglio di sé. Chi ha saputo innovare prima si è trovato meglio durante il periodo d’emergenza. Adesso dobbiamo riflettere su che cosa vuol dire fare innovazione tecnologica per affrontare la prossima emergenza facendoci trovare preparati”.

Passando alla governance dei dati, Filisetti ha le idee chiare: “Oggi noi possediamo una miniera di dati, ma purtroppo soffriamo di campanilismo: facciamo fatica a garantire il concetto di interoperabilità. Se solo mettessimo insieme queste miniere di dati spezzettate tra le nostre Regioni, potremmo essere anni luce avanti a qualsiasi nazione europea. I dati vanno resi accessibili a tutti, non relegandoli alle singole regioni”.

Serve, dunque, un modo per organizzare uno strumento che metta in collegamento le varie PA: “Da cittadino, dico che sarebbe bello riuscire a creare uno strumento comune a tutti, a tutte le PA, per garantire maggior snellezza anche nel reperire i dati ed evitare percorsi tortuosi” conclude Filisetti, “Molti passi in avanti sono stati fatti, ma vedo che la logica a silos governa la realtà nazionale”.

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