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Agcom: il boom dell’M2M mette alla prova le infrastrutture pubbliche

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Antonio Nicita, Agcom

Lo sviluppo dei servizi Machine-to-machine (M2M) sta determinando un “cambio di paradigma” per gli operatori tradizionali, trasformando relazioni di tipo Business-to-Consumer (B2C) verso modelli Business-to-Business (B2B) o Business-to-Business-to-Consumer (B2B2C). In tali casi, gli operatori di TLC possono perdere la relazione diretta con l’utilizzatore finale.

I servizi machine to machine (M2M) sono caratterizzati dall’impiego delle tecnologie di comunicazione elettronica per connettere alla rete «oggetti con limitata interazione umana».

Si tratta di «oggetti» utilizzati in una vasta ed eterogenea serie di servizi M2M, tra i quali le connected cars (settore automotive), ossia le automobili che utilizzano la connessione per le dotazioni di sicurezza (chiamata di emergenza) e per i servizi di infotainment; le smart metering (settore elettrico e gas) che permettono di misurare e monitorare in tempo reale i consumi di luce e gas; le smart grid (settore elettrico) che permette di gestire la rete di distribuzione elettrica in maniera efficiente e razionale; le smart cities grazie alle quali, con l’applicazione di tecnologie ICT alle infrastrutture e ai servizi, si determina una maggiore efficienza e qualità nell’utilizzo dei servizi pubblici a beneficio dei cittadini e delle imprese; la smart home (e.g. domotica), gestione a distanza dei veicoli (e.g. fleet management), e cosi via.

Nel 2014 a livello globale si sono state stimate 225 milioni di connessioni M2M, di cui il 27% in Europa, con 61 milioni di connessioni M2M, trend di crescita di oltre il 20% annuo.

In Italia nel il 2014 si è verificata una forte crescita della connessione tra oggetti (Internet of things, IoT), trainato sia dagli ambiti più tradizionali che utilizzano la rete cellulare sia da applicazioni che sfruttano altre tecnologie di comunicazione. In particolare si sono registrati oltre 8 milioni (fine 2014) di oggetti connessi tramite rete cellulare, in forte crescita rispetto al passato (+33% rispetto alla rilevazione di fine 2013).Il valore di mercato associato alle soluzioni M2M in Italia è stato pari a 1,15 miliardi (+28% nel 2014, rispetto a +11% nel 2013).

Il principale segmento di sviluppo è quello delle «connected cars», che rafforza la posizione di rilievo con quasi 4,5 milioni di auto connesse (crescita rispetto al 2013 superiore al 50%, sia in termini di diffusioneche di valore di mercato)

Seguono Smart Metering e le soluzioni di Smart Asset Management nelle Utility , con circa 1,7 milioni di oggetti connessi tramite SIM (21% degli oggetti), seppure con tassi di crescita inferiori allo scorso anno

Le applicazioni IoT per Smart City oggi costituiscono solo il 2% degli oggetti (trainate principalmente dal Trasporto Pubblico e l’Illuminazione intelligente.

Il segmento della Smart Car costituisce uno degli ambiti con maggiori prospettive di crescita anche nel 2015, principalmente grazie alla diffusione dei box GPS/GPRS (installati sulle auto con finalità assicurative)

Inoltre, le iniziative promosse dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas ed i Sistemi idrici (AEEGSI) con riferimento alla disciplina normativa per gli Smart Meters e le Smart Grids consentiranno, già a partire dal 2015, lo sviluppo di queste tecnologie nel più ampio contesto delle Smart Cities. Infine, il crescente interesse da parte dei consumatori verso l’acquisto di oggetti intelligenti per la casa (il 46% degli intervistati dichiara di voler acquistare in futuro un dispositivo per la Smart Home), il significativo ampliamento dell’offerta e la diffusione di nuovi servizi abilitati dagli oggetti connessi in casa, prospettano una significativa crescita per il settore della Smart Home già a partire dal 2015.

Le infrastrutture di rete pubblica disponibili non sono tuttavia sempre adeguate per le applicazioni M2M. Si osserva una sensibile frammentazione delle soluzioni tecnologiche per la connettività e la realizzazione dei servizi. Occorre pertanto riflettere seriamente in merito a un possibile intervento pubblico per incentivare lo sviluppo di piattaforme standard essenziali per la diffusione massiva dei servizi M2M.

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