Alfabetizzazione al digitale e all’IA: serve una risposta di sistema
I dati Eurostat 2025 parlano di un incremento nel biennio dell’8,6% di popolazione italiana con competenze digitali almeno di base. Ma il percorso è ancora lungo e la diffusione sempre più pervasiva dell’IA aumenta le difficoltà di colmare i divari ancora presenti. In questo quadro, la rete degli oltre 4000 Punti Digitale Facile attivati su tutto il territorio nazionale rappresenta una base fondamentale su cui continuare a lavorare
7 Maggio 2026

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La novità dell’ultima rilevazione Eurostat sulla diffusione delle competenze digitali è che sono evidenti per l’Italia i primi importanti risultati, anche se il percorso per una piena inclusione digitale della popolazione è ancora lungo. In particolare, il rapporto Istat Cittadini e ICT 2025 evidenzia alcuni elementi su cui è necessaria una riflessione:
- per la prima volta si è registrato un notevole incremento della popolazione con competenze digitali almeno di base, con un 8,6% in più rispetto al 2023 che ci pone dietro solo alla Danimarca in quanto a tasso di miglioramento;
- la percentuale di chi è in possesso di competenze digitali almeno di base è del 54%, inferiore alla media Ue del 60%, anche se il divario si è quasi dimezzato. Questo significa che 16 milioni di italiani tra 16 e 74 anni non hanno le capacità per utilizzare con sufficiente autonomia i servizi digitali, e sono esposti ai pericoli di un uso distorto della rete e dei social per il controllo sociale, alla manipolazione dell’informazione, al condizionamento delle opinioni. E ciò, naturalmente, mette a rischio la tenuta democratica e la partecipazione adeguata alla vita sociale ed economica;
- a questa situazione di debolezza complessiva sui diritti si associa, nei dati di dettaglio del rapporto, la valutazione di una persistenza ancora significativa dei divari, legati in modo notevole al livello di istruzione e di stato occupazionale, oltre che all’area geografica e all’età.
La diffusione sempre più pervasiva e rapida dell’Intelligenza Artificiale (IA) rende ancora più complessa e critica questa situazione, perché aumenta progressivamente le difficoltà di colmare i divari presenti e di raggiungere per ciascuno la consapevolezza digitale necessaria.
Quale intervento per l’alfabetizzazione digitale
L‘alfabetizzazione al digitale e all’IA, che emerge sempre più come necessità e come diritto, richiede interventi sia capillari che modulati rispetto ai fattori di svantaggio, mirati in modo strutturato al superamento dei divari che sono riscontrati dai dati.
Accanto a una necessaria attenzione del sistema educativo, del settore pubblico e delle imprese verso la formazione avanzata, occorre considerare l’esigenza di procedere in modo sempre più determinato allo sviluppo delle competenze digitali di base, che è necessario avvenga insieme allo sviluppo di capacità tecniche di base, essenziali per la diffusione di una adeguata consapevolezza e di una comprensione maggiore dell’IA. Per raggiungere questi risultati è essenziale garantire a tutti un costante accompagnamento allo sviluppo delle necessarie competenze digitali di base, come definite nel quadro DigComp 3.0, in modo strutturale e organico a quanto previsto dall’articolo 8 “Alfabetizzazione informatica dei cittadini” del Codice dell’Amministrazione Digitale. In questo quadro, la rete degli oltre 4000 Punti Digitale Facile attivati su tutto il territorio nazionale, con quasi 3 milioni di cittadini di tutte le età che ne hanno già usufruito per essere supportati e formati sull’utilizzo di Internet e dei servizi digitali, rappresenta la base fondamentale per questo intervento di accompagnamento, che, come tale, dovrebbe trovare esplicita indicazione in quell’articolo del CAD.
La rete dei Punti Digitale Facile
L’iniziativa, promossa e coordinata dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, si inserisce nella Strategia Nazionale per le competenze digitali e quindi nell’ambito dell’iniziativa di sistema di Repubblica Digitale. Finanziata dal PNRR per la sua nascita e il suo consolidamento, è stata concepita come misura organica nazionale, valorizzando esperienze precedenti a livello regionale e comunale, si è basata su co-progettazione, collaborazione e co-realizzazione con i territori, attraverso una programmazione regionale. La misura, che ha oggi già superato il 140% dell’obiettivo PNRR di giugno 2026, si è sviluppata pertanto con un coordinamento e un supporto centrali e 21 piani di Regioni e PPAA, declinati sul territorio seguendo linee guida comuni e un modello condiviso di formazione e facilitazione digitale gratuito per tutti i cittadini. Enti e facilitatori digitali, secondo i rispettivi percorsi, hanno usufruito di una piattaforma e-learning e webinar formativi, servizi di helpdesk e tutoraggio, workshop e sistemi di knowledge management, una piattaforma di raccolta dati e monitoraggio, una comunicazione coordinata. Questo approccio ha consentito di costruire una rete di autonomie locali, terzo settore, privati, e forti sinergie con le altre iniziative correlate come il servizio civile digitale, e diffondersi nei principali luoghi di aggregazione e di servizio, dalle biblioteche alle sedi comunali, dai centri per l’impiego alle aziende sanitarie, dalle scuole alle sedi delle associazioni.
Una rete da consolidare
I dati Eurostat 2025, dettagliati nel rapporto Cittadini e ICT, con l’incremento nel biennio dell’8,6% di popolazione italiana con competenze digitali almeno di base, confermano la validità dell’approccio organico all’attuazione della strategia per le competenze digitali, con l’attivazione di sinergie multistakeholder.
Se i primi risultati sono significativi ed evidenti, è importante che il percorso si sviluppi rafforzando gli interventi che li hanno prodotti, indirizzandoli in modo che meglio possano avere impatto su quegli aspetti che richiedono maggiore cura e sforzo.
Nell’ambito dell’inclusione e dell’alfabetizzazione digitale la rete dei Punti Digitale Facile è un’iniziativa senza precedenti per capillarità, modello di governance, di servizio e di collaborazione tra gli attori, con una infrastruttura di presìdi fisici in grado di costituire la base per rispondere all’esigenza ineludibile di un sistema di apprendimento permanente per i cittadini, nella considerazione della quota ancora non adeguata di popolazione con competenze digitali almeno di base e degli obiettivi al 2030 fissati nella Roadmap nazionale per il Digital Decade.
Il percorso su cui procedere è ambizioso, difficile, e allo stesso tempo necessario. I dati ci inducono alla consapevolezza di aver però costruito e di disporre di asset validi su cui poter basare uno sviluppo positivo.