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Brunetta: la strategia della trasparenza per la lotta alla corruzione

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Oltre il 40% dei circa 20mila reati consumati negli ultimi 5 anni contro la Pubblica amministrazione riguarda indebite percezioni o truffe aggravate in materia di fondi e finanziamenti pubblici, nazionali o comunitari. Insomma, si tratta di reati commessi da privati contro un sistema, quello della PA, che si rivela debole. Al contrario, i reati consumati da dipendenti pubblici (corruzione e concussione) appaiono numericamente poco rilevanti. Questo il dato che emerge dalla Relazione al Parlamento sul primo anno di attività del Servizio Anticorruzione e Trasparenza (SAeT), presentata oggi in conferenza stampa dal ministro Renato Brunetta.

17 Novembre 2009

M

Michela Stentella

Articolo FPA

Oltre il 40% dei circa 20mila reati consumati negli ultimi 5 anni contro la Pubblica amministrazione riguarda indebite percezioni o truffe aggravate in materia di fondi e finanziamenti pubblici, nazionali o comunitari. Insomma, si tratta di reati commessi da privati contro un sistema, quello della PA, che si rivela debole. Al contrario, i reati consumati da dipendenti pubblici (corruzione e concussione) appaiono numericamente poco rilevanti. Questo il dato che emerge dalla Relazione al Parlamento sul primo anno di attività del Servizio Anticorruzione e Trasparenza (SAeT)[1], presentata oggi in conferenza stampa dal ministro Renato Brunetta.
Dal Rapporto si evince anche un calo dei reati consumati contro la PA: rispetto ai 3.317 totali del 2008, se ne contano infatti 1.372 nel primo semestre 2009, il che fa presupporre una diminuzione del 20% circa sull’intero anno. Nel dettaglio, nella prima metà del 2009 ci sono stati 44 casi di corruzione, 58 di concussione, 133 di peculato, 475 abusi d’ufficio, 336 truffe e 99 indebite percezioni.

Da questi dati, ha sottolineato il ministro Brunetta, si deduce che “il sistema di repressione e controllo funziona, ma la PA rimane ancora fragile e facilmente soggetta ad assalti esterni”. Bisogna perciò “attuare un’operazione culturale e rafforzare gli strumenti di trasparenza, formazione, integrità e responsabilizzazione, a partire dai dirigenti”.
“Tutto il lavoro che stiamo facendo per la trasparenza – ha aggiunto Brunetta – è implicitamente un lavoro di lotta alla corruzione. Bisogna rendere trasparenti tutti i processi burocratico amministrativi al fine di evitare il più possibile la probabilità di fenomeni di corruzione. Dobbiamo poi esplicitare i reati, portarli a conoscenza dell’opinione pubblica, effettuare una mappatura che evidenzi dove si concentrano i fenomeni corruttivi”.

Nella Relazione al Parlamento è contenuta una “mappatura della corruzione” e l’elenco delle “cose fatte” a livello nazionale e internazionale.
Per approfondimenti:
vai al sito del SAeT
leggi la presentazione della Relazione
leggi l’Executive Summary della Relazione
scarica la Relazione integrale

 

 

[1] Il SAeT, che opera nell’ambito del Dipartimento della Funzione Pubblica, ha assunto (con il Decreto 2 ottobre 2008 del Presidente del Consiglio dei Ministri) le funzioni dell’ex Alto Commissario anticorruzione, soppresso dal decreto legge n. 112/2008.