Cultura dell’innovazione: le opinioni di Emma Bonino e Renata Polverini - FPA

Cultura dell’innovazione: le opinioni di Emma Bonino e Renata Polverini

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La redazione di Media Duemila ci segnala un’intervista, che volentieri pubblichiamo, alle due candidate alla presidenza della Regione Lazio, che spiegano la loro visione dell’innovazione e del rapporto tra politica e tecnologia.

24 Marzo 2010

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Redazione FORUM PA

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La redazione di Media Duemila ci segnala un’intervista, che volentieri pubblichiamo, alle due candidate alla presidenza della Regione Lazio, che spiegano la loro visione dell’innovazione e del rapporto tra politica e tecnologia.

Il 28 e 29 marzo si terranno le elezioni regionali e la sfida si gioca anche sul terreno dell’innovazione tecnologica. Media Duemila ha intervistato Emma Bonino e Renata Polverini, in corsa per la presidenza della Regione Lazio, due donne che guardano alla tecnologia come a uno strumento per una politica più trasparente, partecipativa e interattiva.

Che cos’è per lei la cultura dell’innovazione?

EMMA BONINO (Candidata PD alla Presidenza della Regione Lazio): Penso all’esempio degli Stati Uniti. Penso cioè a un paese in cui Google e Twitter vengono messi in piedi da ragazzi e riescono a diventare un business mondiale. È chiaro che un fenomeno del genere può nascere solo ad alcune condizioni: investimenti cospicui nella formazione, un legame saldo tra ricerca e produzione e, soprattutto, capacità di tradurre in fatti le intuizioni creative. Queste condizioni in Italia oggi non esistono. Ecco, mi piacerebbe portare nel Lazio un po’ dell’agilità e del pragmatismo degli Stati Uniti.

RENATA POLVERINI(Candidata PDL alla Presidenza della Regione Lazio): Innovare significa trovare soluzioni nuove per problemi che nuovi non sono. Significa non accontentarsi di amministrare, ma accettare la sfida di governare. Significa non limitarsi a subire gli eventi, ma assumersi la responsabilità di scegliere. In questo senso, cultura dell’innovazione non è semplicemente saper approfittare degli più evoluti strumenti tecnologici, ma è un metodo di lavoro, un approccio comune e costante a tutto ciò che si mette in cantiere, una ricerca continua. Questo è il modo in cui lavoro, in cui ho sempre lavorato, e questo è tanto più vero nel mio nuovo impegno politico, oggi come candidata alle Regionali, domani come presidente del Lazio.

Quanto conta in politica la tecnologia?

EMMA BONINO: Moltissimo. Non a caso i Radicali, con Agorà, sono stati tra i primi a farne uso in Italia. Internet, per esempio, toglie qualsiasi alibi alla mancanza di trasparenza e di rendicontazione. Ma quello che più mi interessa è l’enorme impatto democratico e libertario della tecnologia. Non credo sia utile mettere in piedi un sito posticcio per promuovere l’immagine. Internet è una moltiplicazione di voci e di sguardi sul mondo, che aiuta e facilita la politica. E a dar voce al dissenso in regimi totalitari, come abbiamo visto in Cina, Iran o durante la “rivoluzione di zafferano” in Birmania. Quando ho dato inizio alla mia campagna elettorale ho fatto un invito non di circostanza: ognuno si senta candidato; ognuno contribuisca come desidera, liberamente. Vado sul Web e vedo video sulla mia campagna, interventi, blog, commenti … Insomma, sono felice che i cittadini abbiano accettato l’invito.

RENATA POLVERINI: Ovviamente tutto quello che ho detto in precedenza non sminuisce il valore delle tecnologie. Non è un caso che, ai fini della riorganizzazione del sistema sanitario laziale, io abbia puntato espressamente sull’informatizzazione come uno dei cardini per ridurre il deficit senza tagliare i servizi e i posti letto per i cittadini. Allo stesso modo sto insistendo sull’importanza della banda larga, e proprio in questi giorni incontrerò i gestori di quelle infrastrutture di rete, come condizione fondamentale per il potenziamento del sistema industriale ed economico della nostra Regione. Per quanto poi riguarda la campagna elettorale, stiamo già utilizzando tutti gli strumenti multimediali a nostra disposizione, con particolare attenzione alla trasparenza, alla chiarezza dei messaggi e all’interattività: sul mio sito è stato subito attivato un blog, grazie al quale chiunque può pormi domande, lasciare commenti, fare osservazioni, o dare suggerimenti.

Social Network come nuove forme di comunicazione, utilizzati soprattutto dai giovani: come se ne serve la politica?

EMMA BONINO: Lo scopo della tecnologia in politica per me è quello di allargare la partecipazione e l’influenza dei cittadini nelle scelte. Gli strumenti si stanno affinando sempre più e, inevitabilmente, conquisteranno sempre più spazio. Io sto puntando moltissimo sull’on line, come elemento indispensabile di trasparenza e di buon governo. Se dovessi vincere la corsa nel Lazio, metterò tutto in Rete, a partire dagli appalti e dalle figure dirigenziali della sanità. E cercheremo di raggiungere i luoghi virtuali in cui i giovani si incontrano e scambiano informazioni.

RENATA POLVERINI: Noi siamo presenti sui social network più diffusi, per raggiungere il maggior numero di persone possibile e cercare di parlare con ciascuno di loro, anche quei giovani che a volte vengono dipinti come lontani dalla politica, ma che secondo me cercano solo politici che sappiano parlare loro. Lo slogan che abbiamo scelto per questa campagna elettorale è “Con te”: social network e altri strumenti ci aiutano a tradurlo in pratica.