Dalla Smart City allo Smart City User: il percorso di Roma Capitale

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Per rispondere alle sfide del futuro le città sono chiamate a “diventare” smart e compiere insieme ai cittadini e agli stessi dipendenti dell’Amministrazione scelte responsabili e sostenibili. A partire dall’approvazione delle Linee tecniche di indirizzo del Piano Roma Smart City, Roma Capitale racconta a FORUM PA 2020 il percorso intrapreso per diventare #RomaCapitaleSmart

22 Giugno 2020

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Raffaele Gareri

Capo Dipartimento Trasformazione Digitale, Roma Capitale

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A partire da marzo del 2019, il Dipartimento Trasformazione Digitale ha avviato un percorso strutturato per portare Roma Capitale verso la Smart City, dopo aver affrontato nei precedenti tre anni gli obiettivi principali fissati dall’Agenda Digitale di Roma Capitale. È apparso subito chiaro che si trattasse di una sfida molto ambiziosa: contribuire a far diventare Roma una città capace di interpretare l’innovazione digitale, proseguendo il percorso avviato a cominciare dalla sua Amministrazione, facendone progressivamente lo strumento per l’integrazione dei suoi processi e finalizzarlo ancora di più all’aumento della qualità della vita dei suoi cittadini. Come già colto dalle linee programmatiche di questo mandato ciò significava “mettere in discussione i modelli di governance obsoleti per affermare soluzioni innovative che affrontino le tematiche cardine: qualità della vita, diritto al lavoro, sviluppo sostenibile, inclusione dei più deboli”.

Anche noi ci siamo spesso interrogati su che cosa significhi realmente innovazione digitale, che non è evidentemente solo innovazione tecnologica: come ci è apparso ormai chiaro, è evidente che non parliamo solo di gestire sistemi informativi o infrastrutture che mettono in comunicazioni persone, sensori o macchine, ma di creare una nuova idea di società, di cui il digitale rappresenti uno dei fondamentali pilastri, insieme allo sviluppo di un’economia sostenibile e all’inclusione sociale e di genere. E anche qui ci hanno soccorso le linee programmatiche di cui sopra, che definiscono la Smart City come “progetto d’innovazione sociale che trasformi gli utenti della città in protagonisti attivi nell’individuare i problemi e nel gestire i nuovi strumenti operativi”. E in questo troviamo anche alcune risposte alla fondamentale domanda su quale sia il tipo di “intelligenza” su cui debba basarsi la “smartness” di una città.

Attraverso un percorso interno di confronto con i vari dipartimenti ed assessorati, esteso anche a stakeholder esterni quali Università e Associazioni di Categoria, è scaturito un primo documento di linee guida per lo sviluppo del Piano Smart City di Roma Capitale oggetto di una memoria di Giunta approvata il 4/12/2019 scorso.

Dalle suddette linee programmatiche abbiamo quindi colto altri concetti chiave: “supporto della trasformazione degli spazi e dei tempi”, “valorizzazione delle reti sociali e i beni relazionali”, “sviluppo del capitale sociale”, “usabilità dei sistemi della mobilità, della sicurezza, dei servizi, dell’ambiente”, “visione organica e condivisa del futuro della città”, “progettazione partecipata anche da parte di amministrazioni, imprese, università, scuole, centri di ricerca, associazioni sociali e culturali”. Sono stati questi gli importanti principi ispiratori di ciò che ci sta portando verso il principale obiettivo che è stato assegnato al Dipartimento Trasformazione Digitale da qui a fine mandato: il piano regolatore della Smart City, atteso entro fine 2020, e che sarà accompagnato realizzando interventi “dimostratori” localizzati in aree della città.

Quindi tecnologia sì, ma non solo. In tale opera il Dipartimento Trasformazione Digitale è infatti coadiuvato da altri Uffici di Scopo, tra cui vanno sicuramente segnalati quello dedicato all’Economia Comportamentale, facente capo al Gabinetto della Sindaca, e quello di Progettazione e Innovazione Economica Urbana, che riporta al Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive, ma senza dimenticare il fondamentale apporto del Dipartimento Partecipazione, Comunicazione e Pari Opportunità e di tutte le altre strutture centrali e territoriali, nonché delle stesse Società di servizi, partecipate e controllate di Roma Capitale: tutte queste realtà organizzative sono coinvolte a vario titolo nei numerosi progetti di innovazione già individuati e comunque riconducibili all’ambito Smart City.

Proviamo a citarli brevemente e cominciamo con quelli relativi all’adesione alle piattaforme nazionali abilitanti. Roma Capitale ha formalizzato l’adesione al nodo dei pagamenti (PagoPA) e si è qualificata quale Intermediario Tecnologico presso l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) attraverso lo sviluppo di una soluzione tecnologica proprietaria. Attualmente il progetto prevede la partecipazione di 65 Enti e la fornitura dei servizi PagoPA per un bacino di oltre 640.000 utenti. La ormai prossima adesione all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente consentirà di abbreviare ed automatizzare tutte le procedure relative alla richiesta di dati anagrafici attraverso un database, a livello nazionale, che permette di superare il modello dell’autocertificazione. L’utilizzo dei sistemi di autenticazione e identificazione basati su Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) e su Carta d’Identità Elettronica (CIE), permettono a cittadini ed imprese di interagire più facilmente con la Pubblica Amministrazione. Tali strumenti rappresentano i prerequisiti che consentiranno anche il dispiegamento dei progetti di strumenti di Casa Digitale del Cittadino e di gestione unica della relazione con i city user (CRM: Citizen Relationship Management) tesi appunto a semplificare la vita al cittadino supportando la trasformazione digitale dell’Amministrazione in ottica smart e cittadino-centrica.

Sul fronte dei sistemi trasversali di autofunzionamento dell’Ente, a supporto di una sempre maggiore semplificazione e della digitalizzazione dei processi, va citato il sistema di gestione documentale e protocollo di Roma Capitale, che evolverà in modo da favorire la comunicazione e la gestione delle pratiche comuni ai diversi Dipartimenti. A tale scopo è già stato avviato il progetto di reingegnerizzazione delle modalità di archiviazione dei documenti presenti nel sistema documentale di Roma Capitale verso tecnologie opensource NOSQL (MongoDB).

Per quanto riguarda la partecipazione, è già stato sviluppato uno strumento web di partecipazione diretta dei cittadini che hanno potuto esprimere le loro priorità nell’impiego di 20 milioni di euro destinati da Roma Capitale al decoro urbano. Il Bilancio Partecipativo 2019 di Roma Capitale ha raccolto oltre 100 progettualità votate da circa 17.000 cittadini. Sono inoltre in corso diverse iniziative volte a favorire l’alfabetizzazione digitale e la partecipazione, l’invecchiamento attivo, la cooperazione educativa e la formazione diffusa, per facilitare l’accesso alle risorse informative e l’uso di tecnologie abilitanti per rendere i cittadini sempre più digitali e “smart”.

Veniamo ora alle progettazioni più tipicamente “smart city”, di cui le precedenti rappresentano come abbiamo visto prerequisiti e complementi irrinunciabili. Il fondamentale ruolo della data governance avverrà con l’ausilio della City Data Platform, un’architettura di cui è già stata avviata la realizzazione e che sarà in grado di raccogliere, analizzare ed esporre i dati interni ed esterni a Roma Capitale anche utilizzando fonti IoT (Internet Of Things: Internet delle Cose), creando valore economico per tutta la cittadinanza e per supportare le decisione degli Amministratori con dati tempestivi ed accurati. Grazie a tale progetto saranno infatti sperimentati anche servizi e modelli di cooperazione bidirezionale con istituzioni e privati in alcuni ambiti applicativi (es: turismo, mobilità, finanza…), predisponendo e proseguendo il piano strategico già avviato con la realizzazione della Nuova Infrastruttura Cartografica e del portale Open Data per aprire i dati della città, promuovendo anche pratiche evolute di collaborazione dei cittadini attraverso la mappatura delle diverse realtà operanti nei territori con l’ausilio di format ludico-partecipativi per l’esplorazione urbana, e con la progettazione e la realizzazione di campagne d’ascolto e di incentivazione di comportamenti virtuosi e sostenibili come lo Smart Citizen Wallet, un vero e proprio borsellino virtuale che consentirà ai cittadini di riscuotere crediti maturati da una specifica piattaforma di premialità.

Sarà inoltre potenziato il libero accesso alla rete anche attraverso Wi-Fi gratuito negli spazi pubblici, tra cui le Piazze Smart: si tratta di luoghi dove a titolo inizialmente sperimentale e dimostrativo verranno integrati i servizi tradizionali con idee, prodotti e tecnologie innovative in ottica Smart City, a beneficio del city user che potranno così toccarne con mano i benefici quotidiani (qualità della vita, risparmio energetico, mobilità smart, inclusione sociale, sicurezza, etc.). Le Piazze Smart rappresentano pertanto un primo intervento rivolto a trasformare gli spazi pubblici e di aggregazione in luoghi di vera e propria produzione di diverse forme di conoscenza e di azione culturale, predisponendo forme di concessione di partenariato pubblico-privato, perché le associazioni e le comunità locali possano gestire gli spazi pubblici nell’ottica della sussidiarietà, favorendone la connessione con la dimensione sociale e, ove possibile, con un sistema produttivo innovativo, il lavoro agile e la mobilità intelligente e sostenibile.

Appare quindi evidente che il piano Smart City punterà a mettere a fattor comune le strategie e gli sforzi di Roma Capitale al fine di migliorare la vita dei city user, conciliando e soddisfacendo le loro esigenze con l’aiuto esteso e sinergico delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Il Piano si baserà su un approccio sistemico che abbraccerà tutte le 9 linee di intervento prioritarie (Energia, Ambiente, Mobilità, Sviluppo Economico, Turismo, Cultura, Educazione e Scuole, Sociale, Sicurezza). Le relative linee guida tecniche di attuazione approvate a fine 2019 hanno stabilito come il Piano consentirà di avviare azioni integrate che coinvolgeranno i diversi attori della città (Dipartimenti, Municipi, Società Partecipate, Università, Imprese, etc) e che saranno rivolte al miglioramento della qualità della vita ai city user, fornendo inoltre un fondamentale strumento di pianificazione e attuazione delle iniziative all’Amministrazione che punti a specifici obiettivi di miglioramento del benessere dei cittadini sulla base di indicatori riconosciuti a livello internazionale e che sostenga un piano strategico per la continuità e la ripresa della città anche da situazioni di emergenza, ambientale o addirittura sanitaria, quale quella che ci sia trovati a vivere recentemente.

Il percorso di Roma Capitale sarà al centro dell’appuntamento “Dalla Smart City allo Smart City User: responsabilità, sostenibilità e tecnologia a Roma Capitale” in programma il 9 luglio al FORUM PA 2020 versione digitale

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