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Federfarma: “Ecco come l’innovazione in farmacia cambierà la qualità della nostra vita”

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Le farmacie esprimono la loro disponibilità e l’impegno quotidiano a fornire un servizio sempre più rispondente ai bisogni di una popolazione che invecchia e che è sempre più interessata alla salute e al benessere, ma un servizio che deve essere anche sempre più aderente alle linee guida di politica sanitaria ed economica dello Stato e delle Regioni. La farmacia non è un esercizio commerciale, ma un presidio del SSN

21 Novembre 2016

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Annarosa Racca, presidente Federfarma

Nel settore della salute stiamo assistendo a due tendenze molto diverse tra loro. Da una parte registriamo la crescente diffusione delle patologie croniche: malattie che prima erano incurabili ora sono diventate croniche come l’HIV-AIDS o l’epatite C; terapie sempre più moderne, di facile assunzione dal paziente al proprio domicilio, curano patologie anche gravi, allungando la vita delle persone. È necessario spesso il ricorso a farmaci costosi che generano però notevoli risparmi in termini di minori ricoveri ospedalieri e minor ricorso a interventi diagnostici e terapeutici invasivi e costosi.

Dall’altra parte, assistiamo a una crescente domanda di salute intesa non più come cura delle malattie o semplice assenza di malattie, ma come bisogno di stare bene anche con se stessi, sentirsi in forma; approccio questo espresso in modo efficace dal concetto di wellbeing.

L’innovazione è la risposta a entrambe le tendenze e la farmacia è uno degli strumenti che può contribuire a trasferire l’innovazione al cittadino.

Nel caso delle patologie croniche, l’erogazione di farmaci innovativi e la definizione di nuovi modelli di gestione dei pazienti sono l’obiettivo verso cui tende il sistema.

Anche per quanto riguarda il benessere delle persone soluzioni innovative, supporti informatici, modelli di comportamento e nuovi strumenti di comunicazione costituiscono l’evoluzione auspicabile per andare incontro ai bisogni espressi dalla popolazione.

Entrambi i temi sono fortemente sentiti dalle farmacie che costituiscono un primo punto di riferimento per il cittadino sul territorio (grazie alla loro capillarità, accessibilità, professionalità, attenzione alle esigenze delle persone).

Sul fronte della cronicità, sin dall’inizio degli anni ’90 si sono cercate nuove forme organizzative per la presa in carico dei pazienti cronici, tuttavia ad oggi non esiste un modello unico e integrato su tutto il territorio nazionale. Si assiste infatti all’adozione di modelli eterogenei (CREG, Case della salute, chronic care model, ecc.), con strutture e processi differenziati, anche se tutti con l’obiettivo di creare un sistema integrato di diagnosi, cura e assistenza, che si adatti ai bisogni della popolazione paziente.

Le farmacie hanno già dato prova, negli anni, di evolversi e fornire al SSN soluzioni, soprattutto sul fronte informatico, che permettono all’intero sistema di diventare più efficiente, fornendo migliori servizi al cittadino paziente.

Appare quindi essenziale sfruttare i vantaggi assicurati dalla distribuzione dei farmaci e servizi attraverso le farmacie del territorio con l’obiettivo di:

  • garantire la continuità assistenziale;
  • monitorare con strumenti informatici innovativi l’appropriatezza di utilizzo di determinati medicinali;
  • agevolare l’accesso ai medicinali da parte di specifiche categorie di pazienti;
  • salvaguardare la gestione finanziaria del sistema sanitario nazionale, mediante il contenimento della spesa farmaceutica e per l’erogazione di altre prestazioni.

Partendo da questi presupposti è necessario valorizzare la farmacia come presidio integrato nel sistema sanitario pubblico e deputato alla distribuzione di tutti i medicinali a carico del SSN, con la sola esclusione di quelli che richiedono particolari cautele in fase di somministrazione e per l’erogazione di nuovi servizi. In questo modo, tutti i farmaci, compresi quelli innovativi, verranno sottoposti a un monitoraggio puntuale e costante da parte delle farmacie tramite strumenti informatici. Tutti i dati verranno forniti alle autorità sanitarie ed economiche centrali e regionali. Le farmacie opereranno in stretto contatto con i medici di medicina generale per fornire loro tutte le informazioni necessarie a valutare il corretto andamento della terapia e la compliance da parte del paziente: Le stesse procedure potranno essere utilizzate per l’erogazione di presidi di assistenza integrativa.

Per quanto riguarda più in generale il tema della salute, della prevenzione e del benessere, le farmacie sono fortemente interessate all’innovazione perché da anni ormai hanno puntato sull’informatizzazione come elemento centrale e caratterizzante della propria attività.

L’informatizzazione delle farmacie ha consentito in questi anni di mettere a disposizione della parte pubblica tutti i dati sui farmaci erogati in regime di SSN, garantendo un puntuale monitoraggio dei consumi e della spesa. Grazie a questi dati la spesa farmaceutica convenzionata è pienamente sotto controllo.

L’informatizzazione delle farmacie sta permettendo anche la progressiva attivazione su tutto il territorio nazionale della ricetta elettronica.

Anche le prestazioni di telemedicina in farmacia iniziano ad avere una diffusione interessante, come emerge dai primi dati forniti da Promofarma sull’erogazione di prestazioni di telemedicina tramite la piattaforma elaborata da Promofarma stessa per Federfarma: le 2.500 farmacie ad oggi collegate hanno erogato oltre 41.000 prestazioni (elettrocardiogramma refertato a distanza, holter pressorio, monitoraggio e diagnostica a distanza aritmie cardiache). 3.019 utenti (37,2% sul totale di 8.118) sono stati rimandati al medico curante per aritmie maggiori come fibrillazione atriale, aritmie ventricolari minacciose, blocchi atrio-ventricolari avanzati. In 706 casi (8,7% del totale) l’aritmia era da codice rosso; in questo caso si è provveduto all’invio in Pronto Soccorso.

A breve sarà attivo anche il portale DottorFarma, accessibile tramite il sito di Federfarma, che mette a disposizione delle farmacie, per il momento, una documentazione su asma e BPCO. Tra l’altro è disponibile un corso FAD già seguito da oltre 1.500 farmacisti.

Su DottorFarma sono disponibili anche altri servizi e presto verrà rilasciata un’app che consentirà di creare un legame continuo e stabile tra la farmacia e i propri clienti.

Utilizzando DottorFarma le farmacie possono avviare attività di screening per la prevenzione di patologie di forte impatto sociale (apparato respiratorio, malattie metaboliche e cardiovascolari) e, a breve, sulla base di progetti sanitari definiti nei singoli territori in accordo con la Parte Pubblica e i medici, sarà possibile avviare programmi di aderenza alla terapia.

Aumentare la compliance, infatti, è un obiettivo fondamentale per garantire la sostenibilità del sistema, attraverso il miglioramento dei risultati terapeutici e la riduzione dei costi per ricoveri ospedalieri conseguenti al peggioramento dello stato di salute di pazienti che non hanno seguito le indicazioni del medico e hanno fatto un uso non corretto dei medicinali.

Sul fronte più generale del benessere, assistiamo a un pullulare di app e di siti internet che trattano tematiche salutistiche e supportano le persone in percorsi di fitness, bellezza, corretta alimentazione, ecc.

Soprattutto internet è diventato uno strumento estremamente importante per i cittadini per la ricerca di informazioni sui temi della salute.

È frequente il caso di cittadini che vengono in farmacia per chiedere conferma di notizie su patologie, farmaci o altri prodotti, trovate su internet.

Per il cittadino rimane fondamentale il contatto diretto con il proprio farmacista, con il quale ha bisogno di confrontarsi e dal quale si aspetta risposte rapide, semplici, attendibili. La gente che viene in farmacia, infatti, vuole parlare con una persona in carne ed ossa, con un professionista che è a sua disposizione 24 ore su 24. Il dialogo non è mediato, è diretto.

La figura del professionista sanitario, medico e farmacista, deve mantenere quindi un ruolo essenziale nel campo della comunicazione sanitaria.

Le farmacie guardano con grandissimo interesse alle varie iniziative in campo digitale promosse da aziende, società di servizi, associazioni di categoria e di pazienti, per migliorare la comunicazione in campo sanitario, agevolare il lavoro degli operatori, aumentare la consapevolezza dei cittadini.

Le farmacie esprimono la loro disponibilità e l’impegno quotidiano a fornire un servizio sempre più rispondente ai bisogni di una popolazione che invecchia e che è sempre più interessata alla salute e al benessere, ma un servizio che deve essere anche sempre più aderente alle linee guida di politica sanitaria ed economica dello Stato e delle Regioni. La farmacia non è un esercizio commerciale, ma un presidio del SSN.

Dall’altra parte, le farmacie chiedono alla Parta pubblica, sia a livello nazionale che regionale, di sfruttare tale disponibilità e di guardare al mondo della farmacia e del farmaco non più come a una voce di costo da comprimere, ma come uno strumento di salute e di risparmio su cui investire.

Si tratta di un grande cambiamento culturale che è fondamentale per costruire una sanità nuova, adeguata a un Paese che sta crescendo e che vuole guardare al futuro, puntando sull’innovazione, sulla prevenzione, sulla professionalità degli operatori.

Quello che vorrei sottolineare, come proposta di lavoro per il futuro, è che sarebbe importante che tutte le iniziative promosse sul fronte della sanità digitale venissero in qualche modo coordinate e indirizzate verso alcuni obiettivi prioritari condivisi tra operatori, aziende, associazioni dei malati e anche parte pubblica.

Sarebbe bello se tutto l’impegno, tutte le risorse messe in campo, potessero essere sfruttate per alcuni grandi progetti di innovazione tecnologica, ad esempio con l’obiettivo di rafforzare le sinergie medico-farmacia, nell’ottica di migliorare il servizio offerto al cittadino.

Da parte delle farmacie c’è la piena disponibilità a collaborare e a condividere reti e strumenti nell’ottica di rafforzare il sistema di assistenza territoriale e di far crescere la cultura e la consapevolezza dei cittadini nel campo della salute.

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