Federico Tota: la ripartenza non può prescindere da due elementi, la sostenibilità e la tecnologia

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L’intervista di Gianni Dominici a Federico Tota, Country Manager per Adobe Italy, che indica lo sviluppo digitale, l’innovazione nella PA e la green economy quali elementi chiave per la ripresa

14 Ottobre 2020

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Redazione FPA

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L”Italia si è riscoperta un paese abile a reagire alla crisi da covid-19 e probabilmente a cavalcare il cambiamento, ma è pur vero che l’emergenza ha necessitato di un digitale così forte da accelerare i processi di digitalizzazione in tutte le realtà, siano esse pubbliche che private.
Federico Tota, Country Manager per Adobe Italy, oggi intervistato da Gianni Dominici, si augura che il governo e la pubblica amministrazione seguano questo percorso di accelerazione intrapreso diversi mesi fa e che la pandemia sia vista come un effetto volano, come un punto di partenza.

L’intervista

Cosa abbiamo imparato in termini di digital transformation?
“Primo ci siamo scoperti fragili, probabilmente non ancora pronti per questa ondata di digitale che ha invaso qualsiasi tipo di industria, però è anche vero che questo è stato reso possibile grazie alle persone. Per Adobe la formazione delle persone nell’utilizzo del digitale è il mindset che la persona oggi deve avere per sopperire a questo tipo di urgenze e non trovarsi impreparata ai cambiamenti”.
“Secondo la pandemia ci ha ricordato che le istituzioni devono necessariamente creare delle esperienze digitali e dei servizi interconnessi facili da usare, rilevanti per il cittadino, e garantire una seamless customer experience”.

Emerge dal Digital Economy and Society Index (DESI 2020) che l’Italia, rispetto al resto dell’Europa, è in ritardo in termini di digitalizzazione e di competenze digitali di base e avanzate. Occorre capire se questo cambiamento post pandemico necessita di un’attenzione in più al capitale umano e alle competenze.
“Quello che stiamo facendo – racconta Tota – come Adobe, ma anche come tanti player tecnologici, è stringere accordi con il governo o con le istituzioni atti a creare delle Academy. L’ideale e formare il più possibile Le organizzazioni che intendono intraprendere dei percorsi di digital transformation, attraverso dei percorsi formativi che portino verosimilmente a delle certificazioni”.

Dinanzi alla minaccia Coronavirus, abbiamo visto una PA che ha reagito e ora nella fase di Restart Italia dobbiamo convogliare questa energia verso un progetto paese che sia condiviso, partecipato, e in sincronia con le probabilità che vengono date sia livello europeo che mondiale. Queste probabilità sono riconducibili al tema della sostenibilità ambientale, economica, e della trasformazione digitale. Cosa dobbiamo fare, quindi, per essere competitivi?

“Dovrà essere una ripartenza consapevole che secondo Adobe non può prescindere da due elementi: la sostenibilità, e quindi il green economico e il green in termini di rispetto per l’ambiente in cui viviamo, e la tecnologia. Se fossimo bravi a seguire i due colori di indirizzo il green e il blu della tecnologia – citando Floridi – faremmo grandissimi passi in avanti. Quando parlo di tecnologia – continua Tota – parlo di sviluppo digitale consapevole, in termini di formazione da destinare alle persone che dovranno usare la tecnologia, e soprattutto di innovazione”.
La PA è uno degli ambiti in cui l’innovazione è richiesta maggiormente e l’aspetto fondamentale per Tota non è solo quello di rendere una PA moderna ed efficace. “Ci aspettiamo un’innovazione che sia tangibile e sia fruibile, fatta di servizi che il cittadino possa effettivamente essere in grado di usare nel breve periodo”.

In Italia c’è il rischio dell’esclusione sociale legata al tema del digital divide culturale e territoriale. Cosa si immagina Adobe per rendere questa tecnologia sempre più umana, sempre più stabile, sempre più accessibile e vicina ai cittadini?
“Crediamo – continua Tota – che rispettando dei semplici paradigmi in termini di creazione di servizi, facili da usare, rilevanti per l’utente, cittadino, avremo una propensione a quei servizi molto più alta rispetto a quella che abbiamo oggi”.
Secondo l”indice DEDI siamo al quartultimo posto in termini di adozione di servizi digitali, mentre siamo a livello della media europea in termini di offerta. E “questo deve farci riflettere sul fatto che probabilmente va ripensata la logica in cui i servizi sono sviluppati, realizzati, nell’ottica delle industria della PA”.

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