Hadopi II ovvero la controrivoluzione francese del Peer to Peer?

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 L’Assemblea nazionale francese ha approvato ieri il progetto di legge cd “Hadopi II”, contro l’attività di download illegale dalla rete. La controversa legge tocca la comunemente conosciuta, per non dire praticata, attività dello “scaricare” da Internet.
Se un consenso alquanto trasversale esiste rispetto alla necessità di trovare misure che concilino  la libertà di accesso con i diritti di proprietà intellettuale, non altrettanto si può dire rispetto al “metodo” individuato dal governo Sarkozy per trasformare l’anarchico web in “un Internet civilisé”.

 

16 Settembre 2009

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Chiara Buongiovanni

Articolo FPA

 L’Assemblea nazionale francese ha approvato ieri il progetto di legge cd “Hadopi II”, contro l’attività di download illegale dalla rete. La controversa legge tocca la comunemente conosciuta, per non dire praticata, attività dello “scaricare” da Internet.
Se un consenso alquanto trasversale esiste rispetto alla necessità di trovare misure che concilino  la libertà di accesso con i diritti di proprietà intellettuale, non altrettanto si può dire rispetto al “metodo” individuato dal governo Sarkozy per trasformare l’anarchico web in “un Internet civilisé”.

 


Hadopi II

Innanzitutto il nome: Hadopi II.
Hadopi è l’acronimo dell’Haute Autorité pour la diffusion des œuvres et la protection des droits sur Internet ovvero l’Alta Autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti su Internet. L’Autorità era stata prevista dal progetto di legge precedente a quello di cui parliamo, datato ottobre 2008 e denominato appunto "progetto di legge Hadopi". L’iter  del primo progetto era stato interrotto dall’intervento del Consiglio Costituzionale francese che, proprio nelle prerogative attribuite all’Alta Autorità, aveva riscontrato una prassi contraria al dettato costituzionale, dal momento che si attribuivano a un’autorità amministrativa poteri di restringimento della libertà di espressione e comunicazione, quale può considerarsi la sospensione dell’accesso ad Internet.
Questo spiega il nome "Hadopi II" per l’attuale testo di legge che riprende il precedente, correggendone i punti respinti dal Consiglio Costituzionale. Vediamo con quali risultati.

 

Le misure
Sono tre le misure che contraddistinguono il progetto di legge approvato dall’Assemblea francese, come ben sintetizzate sul quotidiano Le Monde di ieri e come riportate a seguire.

  • Sospensione dell’abbonamento internet, ammenda e detenzione

 Fedele all’iniziale progetto di legge, Hadopi II mantiene la cd "riposte graduée", ovvero la reazione graduale da parte della pubblica autorità davanti alla rilevazione dell’infrazione. In sintesi gli internauti sospettati di attività di download illegale ricevono due avvisi, il primo attraverso email, il secondo attraverso lettera raccomandata. Alla terza infrazione, si arriva alla sospensione dell’abbonamento internet per la durata massima di un anno, con l’aggiunta di una multa dai 1500 ai 3000 euro. Per i reati di pirateria di una certa consistenza, gli internauti potranno essere perseguiti per il reato di contraffazione secondo la procedura classica che prevede una multa di 300.000 euro e una pena pari a tre anni di detenzione.

  • Coinvolgimento dell’autorità giudiziaria

Come anticipato, il Consiglio Costituzionale francese aveva precedentemte stabilito che solo l’autorità giudiziaria può decidere della sospensione di un abbonamento ad internet. Per questo sono state ridimensionate le funzioni dell’Alta Autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti su Internet (Hadopi). Sostanzialmente l’Autorità avrà funzioni di polizia giudiziaria, rilevando le attività di donwload illegale e predisponendo i dossier. Sarà poi prerogativa del giudice pronunciarsi sulle misure da adottare, nel rispetto dell’equilibrio tra i diritti d’autore e quelli degli internauti.
Secondo le previsioni del governo, saranno inviate ogni anno 50.000 notifiche di sospensione di abbonamenti internet. Dunque, per evitare di intasare i Tribunali, il progetto di legge prevede  il ricorso a una procedura accelerata, cioè l’ordinanza penale. In sintesi, un giudice unico produce una decisione scritta sulla base di elementi probatori, senza obbligo di motivazione; in caso di consistente pregiudizio o se gli internauti propongono opposizione alla decisione, le parti saranno convocate da un giudice unico, davanti a un tribunal correctionnel[1].

  • Obbligo di messa in sicurezza della propria connessione internet

Il progetto di legge introduce il reato dinégligence caractérisée”. In altri termini, gli abbonati sono ritenuti responsabili della propria connessione internet. In caso di comprovata “negligenza” sono soggetti a una multa di 1500 euro e a una sospensione dell’abbonamento per la durata massima di un mese. Sarà compito del giudice stabilire l’assenza o meno dei mezzi compatibili con la configurazione del computer o della rete.


La questione Hadopi

L’acronimo Hadopi contraddistingue ormai una questione aperta e allargata al dibattito non solo politico e non solo francese, in un momento in cui in diversi Paesi  (non ultimo l’Italia) e sotto vari aspetti si cerca di normare la realtà della rete per sua natura libera e indisciplinata.

Nel particolare, l’opposizione francese si oppone al progetto Hadopi, giudicandolo una minaccia per le libertà dell’internauta e bollando come inefficaci e inapplicabili le misure previste. D’altro canto il governo Sarkozy ha fatto di Hadopi una battaglia di prinicipio, che tra annunci, avanzamenti e revisioni, dura ormai da due anni.
E mentre in rete imperversa la polemica contro il provvedimento, i toni da rivoluzione francese sembrano farla da padrone, se da un lato qualcuno ha definito Hadopi II “la ghigliottina del P2P” e dall’altro il Ministro della cultura francese, rallegrandosi per l’approvazione in Assemblea, ha definito Hadopi II un testo che permette “di proteggere il diritto contro quanti vorrebbero trasformare la Rete nel territorio delle proprie utopie libertarie”.

In medio stat veritas?

La questione in ogni caso rimane aperta, perché la data per l’approvazione definitiva in Assemblea è al 22 settembre. Prima di allora il testo sarà sottoposto a una Commissione mista e poi, nella sua forma finale, al Senato francese.

 


[1] Il tribunal correctionnel , con sede presso il tribunal de grande instance, giudica normalmente in composizione collegiale sui delitti, infrazioni penali di gravità intermedia passibili di pene detentive non superiori a 10 anni (20 in caso di recidiva), ammenda o di pene complementari. Anche se in linea di principio il tribunal correctionnel giudica in formazione collegiale, su alcuni delitti elencati nel codice di procedura penale statuisce a giudice unico. Le decisioni del tribunal correctionnel sono appellabili davanti alla camera correzionale della corte di appello. (fonte: www.istat.it)