La Commissione stabilisce obiettivo per l’impiego di IPv6

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La Commissione europea ha stabilito l’obiettivo di far usare, entro il 2010, ad almeno un quarto delle aziende UE, enti pubblici e utenti privati la prossima generazione di protocolli Internet (IPv6), che fornirebbe un numero quasi illimitato di indirizzi di rete.
Sempre più persone navigano oggi in rete usando un’ampia serie di dispositivi, ciascuno dei quali ha bisogno di un indirizzo di rete o protocollo Internet (IP). Il risultato di questo forte incremento della domanda è che Internet sta rapidamente esaurendo gli indirizzi.

4 Giugno 2008

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Redazione FORUM PA

Articolo FPA

La Commissione europea ha stabilito l’obiettivo di far usare, entro il 2010, ad almeno un quarto delle aziende UE, enti pubblici e utenti privati la prossima generazione di protocolli Internet (IPv6), che fornirebbe un numero quasi illimitato di indirizzi di rete.
Sempre più persone navigano oggi in rete usando un’ampia serie di dispositivi, ciascuno dei quali ha bisogno di un indirizzo di rete o protocollo Internet (IP). Il risultato di questo forte incremento della domanda è che Internet sta rapidamente esaurendo gli indirizzi.

Durante il primo periodo di Internet i suoi sviluppatori non avevano idea di quanto grande sarebbe diventato. Essi assegnarono a ciascun indirizzo un numero lungo 32 bit, e questo portava il numero totale di indirizzi disponibili a circa quattro miliardi (2 elevato alla 32ma potenza). Questa versione dell’indirizzo IP è conosciuta come IPv4.
La distribuzione globale di indirizzi IP disponibili è stata estremamente squilibrata, con il 74% che è andato alle organizzazioni nordamericane, con due università (Stanford e l’MIT) che ne avevano più della Cina.
Ora si stima che dei quattro miliardi di indirizzi disponibili, solo 700 milioni rimangono liberi per nuove connessioni. Se non viene fatto nulla, si prevede che Internet potrebbe finire lo spazio disponibile già nel 2011.
Invece di uno schema a 32 bit, come quello usato dal protocollo IPv4, IPv6 usa uno schema a 128 bit che fornisce un numero illimitato di indirizzi (fino a 340 sestilioni di indirizzi).

Ecco perchè la Commissione sta invitando le aziende, gli enti pubblici e gli utenti privati a passare dal protocollo IPv4 a quello IPv6. Secondo la Commissione, rimanere con il vecchio sistema non è un’opzione se l’Europa vuole trarre vantaggio dalle più recenti tecnologie riguardanti Internet. Entro il 2010, un quarto di queste parti interessate dovrebbe usare il protocollo IPv6.

FONTE: Cordis