La digitalizzazione delle città oltre il concetto di Smart City: la visione di Bas Boorsma al FORUM PA 2022

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Tra i numerosi temi che saranno al centro del prossimo FORUM PA 2022 dal 14 al 17 giugno, non poteva assolutamente mancare quello dello sviluppo urbano, con particolare attenzione al processo di trasformazione delle città in termini di innovazione tecnologica. Bas Boorsma, Chief Digital Officer della città di Rotterdam e Professor of Practice alla Thunderbird School of Management ci racconterà la sua esperienza rispetto al concetto di Smart City e ci aiuterà ad inquadrare i trend del futuro in termini di politiche urbane. Lo abbiamo incontrato per una breve anticipazione in vista del suo keynote speech del prossimo 16 giugno

11 Maggio 2022

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Mauro Tommasi

Area Content FPA

La pandemia ci ha consegnato una realtà urbana rinnovata, dove la vivibilità è tornata prepotentemente al centro e dove, soprattutto grazie allo smart working, pare si sia invertita la tendenza all’urbanizzazione, con una riscoperta delle periferie e delle realtà lontane dai grossi centri urbani. Le città, tuttavia, si sono confermate come il luogo in cui maggiormente si è chiamati a dare una risposta ai bisogni dei cittadini, specialmente in periodi di crisi come quello vissuto durante l’emergenza sanitaria, che ha richiesto a tutte le municipalità risposte rapide ed efficaci.

In questo contesto il digitale ha svolto e svolgerà un ruolo fondamentale. Per dare concreta realizzazione alla cosiddetta “quarta rivoluzione industriale” – quella dell’industry 4.0 e dell’IoT per intenderci – di cui il concetto di Smart City è autentica espressione, sarà necessario sfruttare al meglio le opportunità date dal PNRR, che dedica circa 28 miliardi di euro alle politiche di sviluppo urbano, per non parlare di tutte le misure trasversali in materia di politiche di rigenerazione urbana e potenziamento delle infrastrutture.

Per trattare questi temi al FORUM PA 2022 abbiamo voluto qualcuno che ha vissuto e continua a vivere in prima persona il processo di cambiamento delle città: Bas Boorsma, Chief Digital Officer della città di Rotterdam – considerata tra le città europee più all’avanguardia in ottica Smart City – e Professor of Practice alla Thunderbird School of Management della Arizona University. Co-founder della Smart City Association Italy, Boorsma è autore del libro “A new digital deal” – edito anche in Italia in una versione con focus sul nostro territorio – un testo che approfondisce non solo come avvengono i processi di digitalizzazione, ma che si sofferma con dovizia di particolari sui relativi vantaggi del digitale per la comunità.

In attesa del suo keynote speech, in programma per l’Arena pomeridiana del 16 giugno, in cui partendo dalla sua ventennale esperienza nel settore discuteremo del futuro delle città, dalle opportunità derivanti dalla digitalizzazione ai benefici che ne derivano per la comunità intera, lo abbiamo incontrato per una breve anticipazione.

Smart Cities e gestione dell’emergenza

La pandemia ha evidenziato i punti di forza e di debolezza della nostra società, mettendo particolarmente sotto stress le città. Dal nostro punto di osservazione, sono sembrate proprio le città più all’avanguardia ad essere in maggiore difficoltà nella gestione dell’emergenza. “Io mi domando se effettivamente questo sia vero – ha detto Boorsma – secondo me l’unico motivo dietro ciò è che le città più smart hanno semplicemente più dati a cui fare riferimento per inquadrare i problemi”. Quando si iniziano a fare misurazioni più dettagliate sembra che i problemi si presentino più velocemente, ma con più dati è anche più facile gestire e magari prevedere alcune criticità.

Nuove geografie e città dei 15 minuti

“Quello della “città dei 15 minuti” è un concetto bellissimo ed è stato messo in pratica in tante città a partire da Parigi fino ad arrivare a Barcellona – ha continuato Boorsma – ma io penso che sia diventato un concetto un po’ sopravvalutato”. Di sicuro la pandemia ha accelerato non solo i processi di digitalizzazione, ma anche tutte le altre grandissime transizioni che stiamo attraversando, ponendo l’attenzione sul modo in cui va organizzata la qualità della vita. “Secondo me – dice Boorsma – non basta avere città con più spazi verdi città, ma abbiamo anche bisogno di fornire alle zone più remote servizi online di migliore qualità”. Tutto ciò si è rivelato vitale durante la pandemia, “ma in tutta onestà io non credo che assisteremo a un esodo di persone che dalla città si trasferiranno in campagna, perché i posti di lavoro continuano a essere creati nelle città”.

ICity Club e comunità di pratica

FPA promuove il concetto di Smart City – inteso nel senso di uno sviluppo sempre migliore di una attività comunale incentrata sul cittadino – in varie iniziative, tra cui spicca ICity Club – l’Osservatorio della trasformazione digitale urbana di FPA, giunto alla seconda edizione e che ha già dato vita a una consistente comunità di innovatori che si scambiano mutualmente buone pratiche per lo sviluppo delle proprie città. “Voglio approfittare di questa intervista per congratularmi con FPA – ha detto Boorsma – perché quello che fate ha un grandissimo impatto”. “Non si può pretendere che ogni città goda dello stesso livello di informazione e formazione – ha concluso Boorsma – dunque mettere tutto in un unico contenitore per condividere le migliori pratiche e fornire formazione cucita addosso alle esigenze dei comuni è di straordinaria importanza”.

Non perdere l’occasione di ascoltare Bas Boorsma al FORUM PA 2022. L’appuntamento è per il 16 giugno, nel corso dell’Arena pomeridiana, iscriviti qui!

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